Mormoops megalophylla

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Mormoops megalophylla
Mormoops megalophylla.JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Mormoopidae
Genere Mormoops
Specie M.megalophylla
Nomenclatura binomiale
Mormoops megalophylla
Peters, 1864
Sinonimi

M.m.senicula, M.m.rufescens

Mormoops megalophylla (Peters, 1864) è un pipistrello della famiglia diffuso nel Continente americano.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 61 e 76 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 51 e 60 mm, la lunghezza della coda tra 19 e 31 mm, la lunghezza del piede tra 9 e 12 mm, la lunghezza delle orecchie tra 13 e 17 mm e un peso fino a 20 g.[3]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La pelliccia è lunga e lucida. Le parti dorsali sono bruno-giallastre chiare, marroni scure oppure occasionalmente arancioni, mentre le parti ventrali sono leggermente più chiare. Il muso è molto corto, il naso rivolto all'insù, con delle escrescenze carnose sul bordo superiore delle narici, delle pieghe sul labbro inferiore e una placca centrale a forma di scudo ricoperta di minuscoli tubercoli. Gli occhi sono piccoli. Le orecchie sono corte, larghe, arrotondate ed unite alla base anteriore sulla fronte da una membrana cutanea. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, lanceolato, con una piega trasversale nella parte centrale e una piccola proiezione alla base. Le membrane alari sono lunghe, strette e attaccate posteriormente sulle caviglie. La coda è lunga e si estende oltre l'ampio uropatagio. Il calcar è lungo e sottile. Il cariotipo è 2n=38 FNa=62.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Si rifugia in enormi colonie fino a 500.000 individui divise in piccoli gruppi all'interno di profonde grotte e gallerie minerarie abbandonate, particolarmente umide e calde. Necessita di una temperatura ambientale di circa 40 °C, ottenuta principalmente con assembramenti numerosi, al disotto della quale i neonati non possono sopravvivere. Talvolta è presente anche in vecchi edifici. L'attività predatoria inizia subito dopo il calare del buio. Il volo è rapido, possente ed effettuato a quote elevate.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di grosse falene.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Femmine gravide sono state catturate da febbraio fino a giugno. Femmine che allattavano sono state catturate da giugno ad agosto. Danno alla luce un piccolo alla volta a fine maggio o ai primi di giugno.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa in maniera discontinua dagli Stati Uniti d'America sud-occidentali, attraverso l'America centrale fino all'Honduras e nella parte nord-occidentale dell'America meridionale è inoltre presente sulle isole di Aruba, Bonaire, Curaçao, Isla Margarita e Trinidad.

Vive nelle foreste secche o semi-decidue, foreste umide montane fino a 3.000 metri di altitudine.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Sono state riconosciute 4 sottospecie:

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la popolazione presumibilmente numerosa e la presenza in diverse aree protette, classifica M.megalophylla come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Dávalos, L., Molinari, J. Mantilla, H., Medina, C., Pineda, J. & Rodriguez, B. 2008, Mormoops megalophylla in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mormoops megalophylla in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Reid, 2009, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfred L. Gardner, Mammals of South America, Volume 1: Marsupials, Xenarthrans, Shrews, and Bats, University Of Chicago Press, 2008. ISBN 9780226282404
  • Fiona A. Reid, A field guide to the Mammals of Central America and Southeast Mexico, Oxford University Press, 2009. ISBN 9780195343236
  • Roland W.Kays & Don E.Wilson, Mammals of North America: (Second Edition), Princeton University Press, 2009. ISBN 9780691140926

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi