Modo (linguistica)

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Il modo, nel campo della linguistica, è una delle tre principali categorie grammaticali[1] che compongono il sistema di coniugazione verbale (assieme a tempo e aspetto). Accanto a queste tre categorie, vi sono anche la diatesi, la persona, il numero e il genere.

Il modo indica l'atteggiamento con cui il parlante presenta l'azione espressa nel verbo. L'azione può essere presentata come reale (indicativo), eventuale (congiuntivo), desiderabile (ottativo e desiderativo), soggetta a particolari condizioni (condizionale), richiesta o demandata ad altri (imperativo e causativo).

A seconda delle lingue tali modalità possono essere espressi da appositi suffissi o desinenze, o da prefissi e infissi che modificano il tema verbale, o da perifrasi ottenute con l'aggiunta di verbi modali o avverbi.

In italiano esistono sette modi: indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio e gerundio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda su treccani.it.
Modi e tempi in italiano

Indicativo

Presente (canto) | Passato prossimo (ho cantato)

Imperfetto (cantavo) | Trapassato prossimo (avevo cantato)

Passato remoto (cantai) | Trapassato remoto (ebbi cantato)

Futuro semplice (canterò) | Futuro anteriore (avrò cantato)

Condizionale

Presente (canterei) | Passato (avrei cantato)

Congiuntivo

Presente (che io canti) | Passato (che abbia cantato)

Imperfetto (che cantassi) | Trapassato (che avessi cantato)

Imperativo

Presente

Logo letteratura

Infinito

Presente (cantare)

Passato (aver cantato)

Participio

Presente (cantante)

Passato (cantato)

Gerundio

Presente (cantando)

Passato (avendo cantato)

Coniugazione: -are, -ere, -ire (incoativi); irregolari
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