Ottativo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'ottativo (dal latino optativus, aggettivo derivato dal verbo optare, desiderare, sott. modus) è un modo della coniugazione verbale frequente nelle lingue indoeuropee antiche. Si rinviene ad esempio nel greco classico, nell'albanese, nel sanscrito e nella lingua minoritaria friulana, parlata in Friuli Venezia Giulia.

Origine del termine[modifica | modifica sorgente]

Ottativo deriva dal verbo latino optare che significa desiderare. Infatti una delle funzioni principali dell'ottativo è quella di esprimere un desiderio, una speranza in qualcosa.

Funzione dell'ottativo[modifica | modifica sorgente]

L'ottativo è il modo del desiderio e della potenzialità. Nelle lingue che lo posseggono, si oppone all'indicativo (il modo dell'azione reale) e al congiuntivo (un modo con valore di azione prospettiva ed esortativa).

Usi dell'ottativo in alcune lingue indoeuropee antiche[modifica | modifica sorgente]

Greco[modifica | modifica sorgente]

In greco classico, l'alternanza di congiuntivo e ottativo nelle proposizioni dipendenti obbedisce a una legge detta della consecutio modorum, che si può così sinteticamente enunciare:

  • se nella reggente c'è un tempo principale (presente, futuro o perfetto - in greco il perfetto non rappresenta un'azione nel passato, ma indica uno stato o un risultato nel presente), la proposizione dipendente sarà caratterizzata dal congiuntivo, il quale ha sempre connotato di tempo principale;
  • se nella reggente c'è un tempo storico (una qualunque forma di tempo passato) la proposizione dipendente avrà il modo ottativo, il quale ha sempre connotato di tempo storico;
  • nel discorso indiretto introdotto da un verbo di "dire" (verba dicendi, spesso al passato), si può trovare l'ottativo al posto dell'indicativo (si parla allora di ottativo obliquo, cioè tipico del discorso indiretto, costruzione che in latino si chiama appunto oratio obliqua).

In greco l'ottativo è tipico dei tempi presente, futuro, aoristo e perfetto.

Il presente ottativo attivo e medio-passivo dei verbi in -ω L'ottativo presente dei verbi in -ω si forma aggiungendo al tema del presente la vocale tematica -ο- (valida per tutte le persone) e il suffisso caratteristico dell'ottativo -ι-, che insieme creano dittongo, seguiti dalle desinenze storiche attive e medio-passive (con l'eccezione della prima persona singolare attiva, che presenta la desinenza principale -μι).

Ottativo attivo medio-passivo
Singolare 1a λύ-οι-μι λυ-οί-μην
2a λύ-οι-ς λύ-οι-ο
3a λύ-οι λύ-οι-το
Duale 2a λύ-οι-τον λύ-οι-σθον
3a λυ-οί-την λυ-οί-σθην
Plurale 1a λύ-οι-μεν λυ-οί-μεθα
2a λύ-οι-τε λύ-οι-σθε
3a λύ-οι-εν λύ-οι-ντο
  • La terminazione -εν della 3a persona plurale attiva è di origine incerta e discussa.
  • Nella 2a persona singolare del medio-passivo il -σ- della desinenza -σο cade essendo divenuto intervocalico.

Latino[modifica | modifica sorgente]

In latino l'ottativo si è perduto e le sue funzioni sono ricoperte dal congiuntivo. Molti congiuntivi latini derivano tuttavia da antichi ottativi, come quelli di sum (sim, sis, sit...), quelli dei verbi "volo", "nolo" e "malo" (che, per l'appunto, si coniugano con desinenze simili a quelle precedentemente esplicitate; perciò avremo "velim", "nolim", "malim" accanto a un'altra forma arcaica speculare ai congiuntivi presenti dei verbi appartenenti alla terza coniugazione latina; perciò si avrà anche "volam", "nolam", "malam") o le desinenze in -eri- del congiuntivo perfetto attivo.

Sanscrito[modifica | modifica sorgente]

In sanscrito esiste solo un ottativo, mentre il congiuntivo si è in parte fuso con l'imperativo (le prime persone dell'imperativo si possono ricondurre ad antichi congiuntivi esortativi). In compenso la lingua di Pāṇini ha sviluppato altre, complesse, forme modali: il precativo (modo della preghiera -un ottativo aoristo), il condizionale, che è una forma con aumento sviluppata a partire dal futuro, l'ingiuntivo, che è una forma ridotta di imperfetto e di aoristo con un'ampia gamma di funzioni (in particolare, quella di imperativo negativo, nonché quella di "forma non ridondante" nelle proposizioni coordinate).

linguistica Portale Linguistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di linguistica