Persona (linguistica)
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La persona grammaticale indica il ruolo o la posizione di qualcosa o qualcuno rispetto a chi sta parlando. Si tratta di un riferimento deittico dunque profondamente legato al contesto in cui nasce l'atto dell'enunciazione. Gioca un ruolo di primo piano nella coniugazione.
- La prima persona (io) indica grammaticalmente chi sta parlando;
- La seconda persona (tu) indica l'interlocutore;
- La terza persona è la più complessa e funge da categoria di riserva, raccogliendo in sé un po' tutto ciò che non trova posto nelle prime due; comprende di solito gli oggetti, persone che non rientrano nelle prime due categorie e le forme di cortesia nella lingua italiana o in altre come quella tedesca.[1]
Alcune grammatiche classificano le persone noi, voi, essi rispettivamente come quarta, quinta e sesta persona.[2] È però più consueto considerarle come prima, seconda e terza persona plurale.
Non è scontato poter dire quali e quante siano le persone di una lingua. Infatti la persona non è una categoria universale. Questa considerazione vale soprattutto per quelle del plurale: basti pensare al fatto che nella lingua indonesiana esistono due forme di prima persona plurale, (noi): kita e kami si distinguono tra di loro, perché la prima indica un'inclusione di chi sta ascoltando, a differenza della seconda. In italiano vale invece il discorso contrario, dato che l'uso di noi può includere l'interlocutore o anche escluderlo (e può dunque causare equivoci).
[modifica] Note
- ^ Maingueneau, D., Approche de l'énonciation en linguistique française, Paris, Hachette 1981.
- ^ Serianni, L., Grammatica italiana; italiano comune e lingua letteraria, Torino, UTET 1989,

