Deissi

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La deissi (dal greco deîksis, derivato da deíknymi, «indicare») è una funzione linguistica che serve a collocare un enunciato in una situazione nello spazio e nel tempo, ovvero a collegare il testo al contesto. Il concetto di deissi fa riferimento a espressioni linguistiche la cui interpretazione è possibile solo grazie al contesto in cui vengono prodotte: in genere le informazioni contestuali richieste riguardano l'identità dei partecipanti alla conversazione e la loro collocazione spaziotemporale.

In italiano la deissi viene espressa principalmente con i dimostrativi (come questo e quello), con i pronomi, avverbi di tempo e luogo ( come adesso, ieri, qui, ) e con il tempo verbale. Una frase come «Ieri ho portato questo pacco da qui a là» è strettamente collegata alla situazione spazio-temporale in cui viene pronunciata, in quanto le parole ieri, questo, qui, (chiamate appunto parole deittiche) non sono comprensibili se non si tiene conto del giorno in cui si è, dell'oggetto che si indica, del luogo in cui ci si trova e del luogo dove è stato portato l'oggetto.

[modifica] Deissi inerente e deissi contestuale

Vanno innanzitutto distinte una deissi inerente da una deissi contestuale: la prima riguarda parole che sono sempre o quasi sempre usate in senso deittico (è il caso dei pronomi personali di prima e seconda persona singolari e plurali e di certi avverbi di spazio e tempo), la seconda riguarda parole o espressioni che possono essere usate deitticamente, il cui essere deittico dipende dal contesto linguistico, o cotesto. Ad esempio il sintagma a destra è deittico nel caso di un enunciato del tipo: «gira a destra!» -- perché bisogna essere a conoscenza di informazioni sullo spazio di riferimento del parlante -- e non è deittico nel caso di un enunciato del tipo: «...e Ciccio girò a destra» -- in cui la destra è la destra di Ciccio e non riguarda necessariamente il parlante o il suo interlocutore.

Fra i deittici inerenti (che grosso modo sono condivisi dalla maggior parte delle lingue) possiamo distinguere:

  • una deissi spaziale, per i verbi andare e venire (soprattutto venire) quando essi non rappresentano ausiliari del passivo dei tempi semplici (nell'enunciato «il tempio è andato distrutto» andare non è deittico) e gli avverbi di luogo qui, qua, lì, là;
  • una deissi temporale, che permette di attribuire un significato ad espressioni come prima, dopo, adesso;
  • una deissi personale, che riguarda i rispettivi ruoli nel corso di uno scambio verbale (di parlante e interlocutore), per esempio coloro ai quali si riferiscono i pronomi personali di prima e seconda persona cambia in relazione a chi li usa.

Ogni parlante in ogni contesto costituirà così un centro deittico, o origine (origo in latino) riassumibile nella formula latina ego, hic, nunc (io, qui, ora) e a questo centro deittico ancorerà i suoi enunciati. Il primo a parlare di origo deittica è stato il linguista Karl Bühler, mentre il concetto di ancoraggio deittico è da attribuire a Charles Fillmore.

Inoltre esistono anche una deissi sociale e una deissi del discorso o testuale.

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

  • G. Salvi, L. Vanelli, Nuova grammatica italiana, il Mulino, Bologna, 2004. ISBN 8815099603
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