Minollo
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Il minollo è un animale immaginario "inventato" da Massimo Troisi in un famoso sketch de La Smorfia (dal titolo: La Fine del Mondo) allo scopo di convincere Lello Arena (che nella scena impersonava appunto un Noè "leggermente" miope) a lasciarlo entrare nell'Arca per salvarsi dal diluvio universale. Nella stessa rappresentazione nomina anche il rostocco, altro animale immaginario.
Sempre in tale rappresentazione, Massimo Troisi, tenta anche un improbabile travestimento da "minollo", sempre allo scopo di poter entrare nell'Arca. Ovviamente, non è ben chiaro come sia fatto un minollo; certamente è bipede (come d'altronde Massimo Troisi), ha un lungo naso (che peraltro non si vede mai) e due grosse orecchie, "casualmente" somiglianti a un foglio di un quotidiano accartocciato.
Successivamente il termine si è diffuso in gran parte del meridione d'Italia come appellativo scherzoso e "canzonatorio" entrato anche in molti modi di dire e proverbi con diversi significati; ad esempio, «andare a caccia di minolli» vuol dire "perder tempo", «fare i minolli» vuol dire "fare un buco nell'acqua", e così via. Nel centro Italia "minollo" è invece abbinato a "minorenne" o "bambino cresciuto": «fare il minollo» si dice a chi si comporta come un bambino nonostante sia abbastanza grande e maturo per non doverlo fare.
È bene precisare, però, che il termine minollo non è stato inventato da Troisi bensì fa parte della classica storia marinaresca. I minolli erano i facchini della zavorra delle navi, considerati alla stregua dello stesso materiale che portavano e spostavano.

