Marie-Catherine d'Aulnoy

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Marie-Catherine d'Aulnoy

Marie-Catherine, baronessa d'Aulnoy, nata Le Jumel de Barneville (Barneville-la-Bertran, 1650Parigi, 1705), fu una scrittrice francese.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

La sua famiglia concordò il suo matrimonio, com'era abitudine all'epoca, all'età di sedici anni con François de La Motte, valletto del duca di Vendôme, più vecchio di lei di non meno di quarantasei anni, col quale ebbe cinque figli. Decisa a sbarazzarsi di questo barbogio da lei odiato, in mancanza del divorzio, giunse a situazioni estreme, per certi versi emblematiche della condizione femminile sotto l'Ancien Régime: quando costui si vide sospettato di malversazioni, lei ne approfittò per accusarlo apertamente di crimini passibili di pena capitale e di lesa maestà, di concerto con due gentiluomini, di cui l'uno era suo amante dopo essere probabilmente stato quello della madre. Arrestato, il marito venne poi rilasciato, ma gli «amici» della moglie vennero condannati alla decapitazione per calunnia. Sventato il complotto, la baronessa dovette la sua salvezza unicamente a una fuga rocambolesca: fuggì da una scala nascosta e si rifugiò sotto il catafalco di una chiesa. Costretta all'esilio, viaggiò attraverso l'Europa per sfuggire alla condanna che la minacciava.

Passata per l'Inghilterra nel 1675, raggiunse in seguito la Spagna fino al momento in cui poté tornare in Francia nel 1685, rientrata nelle grazie di Luigi XIV per servizi resi alla corte. Divenuta nel frattempo vedova nel 1681, si stabilì allora a Parigi dove aprì un salone letterario prima di trovarsi nuovamente compromessa in uno scandalo per via della sua amicizia con una donna che sarebbe stata in seguito decapitata per l'omicidio del marito.

Venne inoltre ammessa all'Accademia dei Ricoverati di Padova come la settima donna celebre tra i suoi membri con i soprannomi di «eloquente» e di «Clio»; ella vi rappresentava la musa della storia. Era la nipote dell'erudita Marie Bruneau des Loges (1585-1641).

Morì in tranquillità a casa propria, nel 1705, a Parigi. Un suo editore e biografo, Mathurin de Lescure, disse dei ritratti esistenti di questa narratrice che essi lasciano «l'immagina di una briosa e copiosa bellezza».

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

Amica di Charles de Saint-Évremond e di varie narratrici del secolo tra cui Julie de Murat e Marie-Jeanne L'Héritier, questa contemporanea di Madame de La Fayette cominciò a pubblicare, a partire dal 1690, i suoi primi racconti nel gusto del suo tempo, dal titolo Mémoires sur la cour d'Espagne, Histoire d'Hippolyte, comte de Douglas o Relation du voyage d'Espagne (1691), Mémoires des aventures de la cour de France (1692), Mémoires secrets de plusieurs grands princes de la cour (1696). Queste stimate produzioni letterarie sarebbero state seguite da racconti che le assicurarono la notorietà.

L'Île de la félicité fu la prima fiaba a essere pubblicata in Francia. Dopo il successo dei Contes di Charles Perrault nel 1694, Marie-Catherine d'Aulnoy pubblicò i 4 volumi di Les contes des fées, seguiti dai Contes nouveaux ou les Fées à la mode, apparsi rispettivamente nel 1697 e nel 1698 e che le valsero la celebrità. Annoverati tra i più autentici capolavori della letteratura di fate, i suoi racconti l'Oiseau bleu, la Belle au cheveux d'or, Gracieuse et Percinet, le Prince lutin, la Biche au bois, la Chatte blanche, le Rameau d'or, Finette Cendron, le Nain jaune, la Grenouille bienfaisante, riflettono l'evoluzione di un genere importato sulle tradizioni popolari in un genere letterario destinato al pubblico adulto della società galante. Costruiti come avventure romanzesche, dove si scopre facilmente l'influenza della pastorale, del teatro e del romanzo contemporanei, i suoi racconti mescolano allegramente eccesso di preziosità, naturalezza disinvolta, realismo e crudeltà. Il vissuto di Marie-Catherine d'Aulnoy si manifesta anche nella sua scrittura quando fa uso dell'allegoria per denunciare senza mezzi termini la prova del matrimonio forzato che ella dovette subire.

Bibliografia selettiva[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean de Bourbon, prince de Carency, Parigi, 1692.
  • Le Comte de Warwick, 1703.
  • Les Contes des Fées, Parigi, Barbin, 1698.
  • L'Histoire d'Hyppolite, comte de Douglas, romanzo.
  • Mémoires de la cour d'Espagne, Parigi, Barbin, 1692.
  • Mémoires secrets de plusieurs grands princes de la cour, 1696.
  • Mémoires sur la cour de France, 1692, puis sur la cour d'Angleterre, 1695.
  • Nouvelles Espagnoles, avec des Lettres galantes, Parigi, 1692.
  • Nouvelles, ou Mémoires historiques, Parigi, Barbin, 1693.
  • Relation d'un voyage en Espagne, puis Mémoires sur la cour d'Espagne di cui Sainte-Beuve noterà l'interesse. 1690, 1691.
  • Recueil de Barbin.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Vita e opere[modifica | modifica wikitesto]

Opere on line[modifica | modifica wikitesto]

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