Maria Anna Mancini

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Maria Anna
Maria Anna Mancini ritratta da Benedetto Gennari, circa 1672-1673
Maria Anna Mancini ritratta da Benedetto Gennari, circa 1672-1673
Duchessa di Bouillon
Nascita 1649
Morte Clichy, Francia, 20 giugno 1714
Padre Lorenzo Mancini
Madre Geronima Mazarino
Consorte Goffredo Maurizio de La Tour d'Auvergne
Figli Louis Charles, Principe di Turenne
Emmanuel Theodose, Duca di Bouillon
Frédéric Jules, Principe d'Auvergne
Louis Henri, Conte d'Évreux
Louise Julie, Principessa di Montbazon

Maria Anna Mancini, duchesse de Bouillon (Roma, 1649Clichy, 20 giugno 1714), era la più giovane delle sorelle Mancini che insieme alle due cugine Martinozzi erano conosciute alla corte di Luigi XIV di Francia come les mazarinettes poiché il loro zio era il primo ministro del re, il cardinale Mazarino.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

I genitori di Maria Anna Mancini erano Lorenzo Mancini un barone romano, negromante ed astrologo, e di Geronima Mazarino (16141656), sorella del cardinale Mazarino

Le sue quattro famose sorelle furono:

Le Mancini non erano gli unici membri femminili della famiglia che il Cardinale Mazarino portò alla corte francese. Le altre furono le cugine di primo grado di Maria Anna, figlie della sorella maggiore del cardinale. La maggiore, Laura Martinozzi, sposò Alfonso IV d'Este, Duca di Modena e fu la madre di Maria di Modena, seconda moglie di Giacomo II d'Inghilterra. La minore, Anna Maria Martinozzi, sposo Armando, Principe di Conti.

Le Mancini avevano anche tre fratelli: Paolo, Filippo ed Alfonso. Filippo Giulio Mancini fu amante di Filippo di Francia fratello di Luigi XIV di Francia.

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Maria Anna raggiunse la città di Parigi nel 1665, parecchio tempo dopo le sue sorelle e divenne la prediletta viziata della corte e dello zio, che era molto deliziato dai versi della seienne e dalle sue battute. Era considerata bella ed intelligente, anche più della sorella Ortensia, la nipote prediletta del Mazarino, e di lei si diceva che fosse la più bella e vivace delle sorelle Mancini, eccelleva nella danza barocca e nel teatro in maschera ed aveva una grande padronanza di sé.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Lo zio morì che lei aveva appena 13 anni e l'antivigilia del decesso il visconte di Turenne si approssimò al suo letto chiedendo la mano della nipote per il proprio nipote Goffredo Maurizio de La Tour d'Auvergne, 3º duca di Bouillon, figlio del fratello Federico Maurizio de La Tour d'Auvergne-Bouillon. Circa un anno dopo, il 22 aprile 1662, Maria Anna sposava il duca di Bouillon all'Hôtel de Soissons in Parigi, alla presenza del re Luigi XIV e delle due regine.
Il duca era un ottimo soldato ma un cattivo cortigiano, ed era ancor meno interessato alla letteratura, cosicché la giovane duchessa dovette preoccuparsi da sola a tenere i suoi collegamenti con il mondo artistico e la sua piccola accademia letteraria presso Palazzo Bouillon.

Maria Anna ebbe dal marito sette figli, fra i quali:

Ella allevò inoltre i tre figli della sua sorella maggiore Laura (1636 – 1657), moglie di Luigi di Vendôme, duca di Mercœur (1612 – 1669)

dei quali era solo poco più anziana.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Ella fu ricordata per il suo mecenatismo e per la protezione accordata all'allora giovane poeta francese La Fontaine.

Compromessa nel cosiddetto Affare dei veleni con l'accusa di aver premeditato l'avvelenamento del marito al fine di poter sposare il proprio nipote Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme (16541712)[1] ne uscì completamente scagionata e riabilitata[2]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Giuseppe di Vendôme era figlio della sorella di Maria Anna, Laura (16361657) e di Luigi di Vendôme
  2. ^ A differenza della sorella Olimpia, contessa di Soissons (16381708), che per le sue frequentazioni con l'avvelenatrice La Voisin fu costretta all'esilio (1679)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierre Combescot, Les Petites Mazarines, 1999, Grasset/Livre de Poche. ISBN 2-253-14982-9

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