Marco Antonio Felice

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Marco Antonio Felice (latino: Marcus Antonius Felix; Neapolis, 10/12 circa – Giudea, post 62) fu procuratore romano della provincia di Giudea dal 52 al 60, successore di Ventidio Cumano.

Prutah bronzea emessa da Antonio Felice.
Recto: Lettere greche: NEP WNO C (Nerone) con ghirlanda.
Verso: Lettere greche: KAICAPOC (Cesare) e data: LC (anno 3 = 56/57 d.C.), con ramo di palma.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Antonio Felice era un liberto greco di Antonia minore, madre dell'imperatore Claudio, e fratello minore del famoso liberto Pallante. Come suo fratello Pallante, Felice era uno schiavo affrancato della famiglia imperiale, ben inserito nella corte e a stretto contatto con il Principe. Felice entrò nelle grazie di Claudio, e dopo essere stato comandante presso alcune coorti e alcune ali della cavalleria, fu chiamato da Claudio a governare la provincia della Giudea.[1] La nomina di un liberto alla carica di procuratore con poteri militari non aveva precedenti.

Assunto il potere, nel tentativo di annientare il potere degli zeloti favorì una fazione violenta dei sicari, dei quali si servì per l'omicidio del gran sacerdote Jonatha. Paolo di Tarso, dopo esser stato catturato a Gerusalemme, venne spedito nel 58 a Cesarea per essere giudicato prima dal procuratore Felice che lo trattenne due anni, in seguito dal successore di Felice, Porcio Festo. Concluso il suo mandato in Giudea, al suo ritorno a Roma, Felice venne accusato presso l'imperatore Nerone di aver approfittato della lotta fra gli ebrei e i siriani di Cesarea per perpetrare rapine e saccheggi; l'intercessione del fratello Pallante, molto influente alla corte imperiale, evitò una condanna.

Stando a quanto racconta Svetonio, Felice sposò tre principesse di stirpe reale;[1] gli storici moderni identificano nella prima moglie una sorella o figlia di Tolomeo di Mauretania di nome Cleopatra o Drusilla, pronipote di Cleopatra, regina d'Egitto e del triumviro Marco Antonio.

Nel 53 Felice rapì e portò a Cesarea la quindicenne principessa giudea Drusilla, figlia di Erode Agrippa I e moglie di Aziz, re di Emesa; la separazione di Drusilla dal re di Emesa fece molto scalpore nell'ambiente e aumentò gli odi e rancori nei confronti di Antonio Felice che già in quei primi anni di governo si era inimicato molti ambienti politici locali. Da questo suo terzo matrimonio nacque un figlio, Agrippa, che stando a quanto ci racconta Flavio Giuseppe, morì nell'agosto del 79 durante l'eruzione del Vesuvio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Svetonio, Vita di Caludio, 28

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Predecessore
Ventidio Cumano
Procuratore della Giudea
5260
Successore
Porcio Festo