Lucio Cornelio Balbo (minore)

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Lucio Cornelio Balbo
Roman SPQR banner.svg Console romano
Lucio Cornelio Balbo "El Menor".JPG
Statua di Lucio Cornelio Balbo a Cadice, in Spagna
Nome originale Lucius Cornelius Balbus
Nascita prima del 60 a.C.
Cadice
Morte dopo il 13 a.C.

Lucio Cornelio Balbo (dal latino: Lucius Cornelius Balbus) (Cadice, data ignota anteriore al 60 a.C. – dopo il 13 a.C.) è stato un politico e militare dell'Impero romano, nipote del console del 40 a.C., Lucio Cornelio Balbo maggiore. Divenne probabilmente console suffetto attorno al 22-21 a.C.[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Cadice in Spagna, ed appartenente alla Gens Cornelia, homo novus dell'epoca augustea, faceva parte della più autorevole e abbiente aristocrazia cittadina dell'Antica Roma.

Fu rinomato pensatore e letterato, politico e uomo d'azione; divenne inoltre Pontefice Massimo.

Da ricordare le numerose campagne militari, tra le quali in qualità di proconsole d'Africa nelle terre prima dei Getuli e poi Garamanti nel 20 a.C. nella Libia sahariana.

Spedizione militare nel cuore del Sahara[modifica | modifica wikitesto]

Lucio Cornelio Balbo, partito da Sabrata, condusse un esercito di una decina di migliaia di uomini nel profondo del deserto del Sahara, raggiungendo prima l'oasi di Cydamus (oggi Ghadames) dopo una marcia di circa 550 km, piegando poi ad angolo retto verso sud per altri 650-700 km attraverso l'Hamada el-Hamra, ed infine riuscendo ad occupare i più importanti centri della regione (come Debris e Baracum nello Wadi Shati e Tabidium) e la capitale dei Garamanti, Garama (oggi Germa).

Da qui potrebbe avere, inoltre, inviato una spedizione esplorativa fino nel Fezzan, forse raggiungendo l'ansa del fiume Niger.[2]

Per questi successi meritò il Trionfo nel Foro romano come risulta anche nei Fasti triumphales.[3]

Lucio Cornelio Balbo fu il primo cittadino romano non nato a Roma a ricevere questo onore del "Trionfo".

Cosa curiosa è che fu anche l'ultimo personaggio non legato alla famiglia imperiale a celebrare un trionfo, costruendo in seguito un nuovo teatro a Roma: il teatro di Balbo con l'annessa Crypta Balbi (nel 13 a.C.).[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ronald Syme, L’aristocrazia augustea, trad.it., Milano 1993, p.766.
  2. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, V, 5.36 [1];
    Henry Lhote, L'expédition de Cornelius Balbus au Sahara, in Revue africaine, 1954, pp.41-83;
    C.Finzi, Ai confini del mondo, Roma 1979, pp.136-138;
    Syme, pp.66, 94, 168 e 470.
  3. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LIV, 12.1 segg.;
    Tacito, Annales, III, 72;
    J.Desanges, Le triomphe de Cornelius Balus (19 av. J.C.), in Revue africaine, 1957, pp.5-43.
  4. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LIV, 25.2; Svetonio, Vite dei Cesari, Augusto, 29.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Ronald Syme, L’aristocrazia augustea, trad.it., Milano 1993.
  • Diana Bowder, Dizionario dei personaggi dell'antica Roma, Roma 1990.
  • Henry Lhote, L'expédition de Cornelius Balbus au Sahara, in Revue africaine, 1954.
  • J.Desanges, Le triomphe de Cornelius Balus (19 av. J.C.), in Revue africaine, 1957.
  • C.Finzi, Ai confini del mondo, Roma 1979.

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