Louis-François-Auguste de Rohan-Chabot

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Louis-François-Auguste de Rohan-Chabot
cardinale di Santa Romana Chiesa
Louis François Auguste de Rohan-Chabot.jpg
Nato 29 febbraio 1788, Parigi
Creato cardinale 5 luglio 1830 da papa Pio VIII
Deceduto 8 febbraio 1833

Il duca Louis-François-Auguste de Rohan-Chabot (Parigi, 29 febbraio 1788Chenecey, 8 febbraio 1833) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico francese.

Figlio primogenito del duca Alessandro di Rohan-Chabot (17611818) e di Anna Luisa Elisabetta di Montmorency (17711828), era conte di Chabot, principe di Léon e del 1º Impero dal 1807, 8º duca di Rohan dal 1817 e pari di Francia, conte di Porhoët. Rimasto vedovo, si fece prete cattolico, divenendo arcivescovo di Auch, poi di Besançon ed infine cardinale; era inoltre membro del potentissimo casato francese di Rohan.

Biografia cronologica[modifica | modifica wikitesto]

1789: a seguito della Rivoluzione francese, la sua famiglia emigra all'estero (Inghilterra, Germania, Belgio, etc). Egli viene allevato da un oratoriano refrattario e poi da un rettore del collegio

1800: la famiglia rientra a Parigi allorché Napoleone Bonaparte diviene Primo Console

1807: muore il nonno Luigi-Antonio, duca di Rohan-Chabot (1733 – 1807) e suo padre diventa duca di Rohan e lui principe di Léon.

1808: sposa il 2 maggio Maria Georgina Armandina di Sérent (17891815), la diciassettenne figlia del conte Armando di Sérent.

1809: è nominato ciambellano dell'imperatore Napoleone Bonaparte, carica che manterrà fino all'esilio di quest'ultimo, nel 1814.

1815: il 10 gennaio la sua giovane sposa muore tragicamente[1]

1816: morte del padre. Luigi Francesco Augusto diventa l'8º duca di Rohan. Decide quindi di entrare in un ordine monastico

1819: studia presso il seminario di Saint Sulpice in Parigi per tre anni, periodo durante il quale conosce lo scrittore Victor Hugo[2] e fa amicizia con Jean-Baptiste Henri Lacordaire. Egli invita anche presso il suo castello il poeta, scrittore, storico ed uomo politico Alphonse de Lamartine, che lo descrisse in una delle sue Méditations poétiques: La Semaine sainte à la Roche-Guyon (La settimana santa a la Roche-Guyon). Riceve inoltre sovente un giovane prete di cui diverrà il mentore: il futuro insegnante, prelato ed uomo politico Félix Dupanloup.

1822: il 1º giugno è ordinato prete a la Roche-Guyon e parroco a Parigi

1828: il 27 aprile viene nominato arcivescovo d'Auch e confermato il 23 giugno ma trasferito a Besançon nella Franca Contea, prima ancora di prendere possesso della diocesi

1829: il 6 giugno viene trasferito all'arcivescovado di Besançon, confermato arcivescovo della relativa diocesi il 15 dicembre, consacrato il 18 gennaio e vi si insedia il 5 febbraio. Vende le parti ereditarie del suo castello di La Roche-Guyon a suo cugino, il duca Francesco III de La Rochefoucauld[3]

1830: il 5 luglio viene nominato cardinale da Papa Pio VIII, ma a causa della Rivoluzione del luglio 1830 Carlo X fugge in Austria e lui prima in Belgio e poi in Svizzera

18301831: alla morte del papa Pio VIII prende parte al conclave dei cardinali in Vaticano, che elegge il nuovo papa Gregorio XVI

1830: il duca di Orléans, Luigi Filippo I diventa re di Francia[4]

1831: il 28 febbraio gli viene conferito il titolo quale cardinale della chiesa della Trinità dei Monti

1832: è reintegrato nell'arcivescovado di Besançon

1833: l'8 febbraio muore a Chenecey (15 km a sud di Besançon) a causa della grande epidemia di colera e la sua salma è inumata nella cattedrale di San Giovanni a Besançon

Il fratello Fernand de Rohan-Chabot (1789 – 1869) eredita tutti i suoi titoli nobiliari e gli succede come duca di Rohan.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mentre si stava preparando ad andare ad un ballo del duca di Orléans, Luigi Filippo I, si avvicinò troppo al camino acceso e le frange del vestito si incendiarono ustionandola gravemente. Decedette per le ustioni il mattino successivo
  2. ^ Victor Hugo, invitato al Castello di famiglia del duca, se ne andò due giorni dopo spaventato dall'etichetta principesca che veniva seguita nel Castello. Luigi Francesco Augusto diede ad Hugo l'abate Jean-Marie de La Mennais come confessore (vedi: Victor Hugo raconté par un témoin de sa vie, vol. II, scritto dalla figlia Adèle Hugo nel 1863)
  3. ^ I discendenti di Francesco III ne sono ancora gli attuali proprietari
  4. ^ Lo resterà fino al 1848

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

in francese: