Leonardo Benevolo

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Leonardo Benevolo (Orta San Giulio, 25 settembre 1923) è un architetto e storico dell'architettura italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ha studiato architettura all'Università di Roma, dove si è laureato nel 1946. Successivamente ha insegnato storia dell'architettura dapprima nello stesso Ateneo, e poi alle università di Firenze, Venezia e di Palermo. Per le sue prime, geniali intuizioni (rivoluzionarie per la cultura di quegli anni), in particolare sulla differenza fondamentale fra architettura romana e architettura greca, gli fu assegnata la cattedra di "Storia e stili dell'Architettura I e II" nella facoltà di Roma nel 1956, a soli 33 anni. I suoi scritti, diffusi e tradotti in molti Paesi, gli hanno procurato fama internazionale, sicché lo si può considerare a pieno titolo come uno dei massimi storici viventi dell'architettura e dell'urbanistica.

Oltre a tali attività didattiche Leonardo Benevolo ha svolto un'intensa attività professionale, che lo ha portato a progettare e costruire la nuova sede della Fiera di Bologna (assieme a Tommaso Giura Longo e Carlo Melograni), il piano regolatore di Ascoli Piceno, il piano del centro storico di Bologna, il piano regolatore di Monza (1993-97). È stato inoltre membro della commissione incaricata del piano di ricostruzione dell'area completamente devastata nel 1963 dal disastro del Vajont, dovuto alla tracimazione delle acque dell'omonima diga, causa di migliaia di morti e della distruzione totale dei paesi di Longarone, Casso, Erto.

Chiamato a Brescia, da Luigi Bazoli (allora assessore all'urbanistica), per redigere la variante generale del Piano regolatore, ideerà e progetterà a partire dal 1973 il quartiere di San Polo (la cui realizzazione si protrarrà fino agli anni 1990). Da allora, si è stabilito definitivamente a Brescia, continuando l'attività professionale, specie in urbanistica (Piani Regolatori di diverse città piemontesi e lombarde). Attualmente opera sia in campo progettuale che teorico, con una ininterrotta produzione di testi.[1]

Nel 1981, fino al 1983, viene incaricato dal Comune di Urbino, per redigere una variante al Piano Regolatore, con la progettazione e la realizzazione del quartiere La Piantata.

Durante gli anni ottanta animò il dibattito, accademico e non, sostenendo l'utilità storica, culturale e sociale, dell'abbattimento del Vittoriano (Altare della Patria) di Roma ['Roma moderna' Insolera per Einaudi 1962/1ª ed.].

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Storia delle città (IV volumi). Bari: Laterza, 2006
  • L'architettura nell'Italia contemporanea. Bari: Laterza, 2006
  • L'architettura nel nuovo millennio. Bari: Laterza, 2006
  • Storia dell'architettura del Rinascimento. Bari: Laterza, 2006
  • Storia dell'architettura moderna. Bari: Laterza, 2006
  • Introduzione all'architettura. Bari: Laterza, 2005
  • Le origini dell'urbanistica moderna. Bari: Laterza, 2005
  • La città nella storia d'Europa. Bari: Laterza, 2004
  • História da arquitetura moderna São Paulo: Perspectiva, 1976

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte
— Roma, 2 aprile 2003

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi tutte le sue opere segnalate dal «Sistema Bibliotecario Nazionale»

Controllo di autorità VIAF: 2466324 LCCN: n79043776