LFG Roland D.VI

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LFG Roland D.VI
un LFG Roland D.VIa, distinguibile per le feritoie presenti anche inferiormente nel cono dopo l'elica.
un LFG Roland D.VIa, distinguibile per le feritoie presenti anche inferiormente nel cono dopo l'elica.
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 2
Costruttore Germania LFG
Data primo volo 13 ottobre 1917[1]
Data entrata in servizio 1918
Data ritiro dal servizio 1918
Utilizzatore principale Germania Luftstreitkräfte
Altri utilizzatori Germania Kaiserliche Marine
Esemplari 353
Altre varianti LFG Roland D.VII
Dimensioni e pesi
Lunghezza 6,32 m
Apertura alare 9,42 m
Altezza 2,80 m
Superficie alare 22,1
Carico alare 38,3 kg/m²
Peso a vuoto 656 kg
Peso carico 846 kg
Propulsione
Motore un Benz Bz.IIIav
Potenza 200 PS (132 kW)
Prestazioni
Velocità max 200 km/h
Velocità di salita a 5 000 m in 19 min
Autonomia 2 h
Tangenza 5 800 m
Armamento
Mitragliatrici 2 LMG 08/15 "Spandau" calibro 7,92 mm
Note dati riferiti alla versione D.VIb

i dati sono estratti da The Complete Book of Fighters[2]

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L'LFG Roland D.VI, identificato più semplicemente anche come Roland D.VI, era un caccia monoposto biplano sviluppato dall'azienda aeronautica tedesco imperiale Luft-Fahrzeug-Gesellschaft (LFG) mbH negli anni dieci del XX secolo.

Realizzato per abbinare le caratteristiche della fusoliera semimonoscocca adottata dai precedenti modelli ad una diversa tecnica di costruzione al fine di aumentarne la produttività, venne utilizzato dai reparti da caccia (Jasta) della Luftstreitkräfte, la componente aerea del Deutsches Heer (l'esercito imperiale tedesco), nella parte finale della prima guerra mondiale.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Con lo scoppio del primo conflitto mondiale, data l'esigenza sempre più pressante di disporre nel più breve tempo possibile di nuovi velivoli da inviare ai reparti operativi anche nella Germania imperiale, l'Idflieg raccomandò che i progetti più promettenti fossero costruiti su licenza dalle varie aziende aeronautiche presenti sul territorio nazionale. Tra queste vi era anche la Luft-Fahrzeug-Gesellschaft che aveva iniziato a produrre alcuni modelli progettati dall'Albatros Flugzeugwerke acquisendone la particolare tecnica costruttiva basata su una fusoliera semimonoscocca a sezione ellissoidale ricoperta in pannelli di compensato sagomato, particolarità tecnica che permetteva una superficie più liscia ed omogenea a vantaggio dell'aerodinamicità complessiva.

La tecnica venne adottata anche dall'ufficio tecnico dell'azienda nella progettazione di modelli autoctoni, tuttavia il processo produttivo era gravato dalla maggior complessità che si ripercuoteva negativamente sulla produttività. Per ovviare al problema quando l'azienda avviò lo sviluppo, nel 1917, del nuovo caccia Roland D.VI, l'ufficio di progettazione decise di adottare una tecnologia mutuata dalla cantieristica, utilizzando lo stesso metodo adottato nella costruzione delle piccole imbarcazioni in legno, ovvero con singoli listelli di legno uniti fra loro a formare un fasciame. Questi andavano a ricoprire la struttura sottostante, sempre monoscocca, ma i tempi di costruzione venivano ridotti.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

LFG Roland D.VIa
D.VI
versione equipaggiata con motori Mercedes D.III da 160 PS (118 kW).
D.VIa
versione equipaggiata con motore Mercedes D.IIIaü da 180 PS (132 kW).
D.VIb
versione equipaggiata con motore Benz Bz.IIIav da 200 PS (132 kW).

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Germania Germania

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (RU) LFG Roland D.VI in Уголок неба, http://www.airwar.ru. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  2. ^ Green e Swanborough 1994, op. cit., p. 338

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Enzo Angelucci (ed.), World Encyclopedia of Military Aircraft, Londra, Jane's, 1981, ISBN 0-7106-0148-4.
  • (DE) Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Flugzeuge von den Anfängen bis zum Ersten Weltkrieg, München, Falken Verlag, 1982, ISBN 3-8068-0391-9.
  • (EN) David Donald (ed.), The Encyclopedia of World Aircraft, Leicester, UK, Blitz Editions, 1997, ISBN 1-85605-375-X.
  • (EN) Peter Gray, Owen Thetford, German Aircraft of the First World War, 3rd edition (1987), Londra, Putnam, 1962, ISBN 0-85177-809-7.
  • (EN) Peter Laurence Gray, German Aircraft of the First World War, Garden City, N.Y., Doubleday & Co., 1970.
  • (EN) William Green, Gordon Swanborough, The Complete Book of Fighters: An Illustrated Encyclopedia of Every Fighter Aircraft Built and Flown, New York, Smithmark Publishers, 1994, ISBN 0-8317-3939-8.
  • (DE) Heinz J. Nowarra, Die Entwicklung der Flugzeuge 1914–18, München, Lehmanns, 1959, ISBN non esistente.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]