K-19 (sottomarino)

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K-19
K-19.jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of the Soviet Union.svg
Tipo SSBN
Classe Hotel I
Impostata 17 ottobre 1958
Varata 8 aprile 1959
Completata 12 novembre 1960
Entrata in servizio 30 aprile 1961
Radiata 1991
Destino finale smantellato nel 2003. Un piccolo settore disarmato di circa 9 mt è stato comprato da Vladimir Romanov
Caratteristiche generali
Dislocamento in superficie 4 095 t
sommerso 5 080
Lunghezza 114 m
Larghezza 9,2 m
Pescaggio 7,1 m
Profondità operativa 300 m
Propulsione 2 × 70 MW reattori VM-A, 2 turbine, 29 MW
Velocità  in emersione 15 nodi
 (28 km/h) , in immersione 26 (48 km/h) nodi
Autonomia 35 700 miglia (57 453,5808 km) a 26 nodi
32 200 mi (51 820,8768 km) a 24 nodi (80% potenza)
Equipaggio 125
Armamento
Armamento missili:

siluri:

  • 4 tubi lanciasiluri da 533 mm
  • 4 tubi lanciasiluri da 406 mm
Note
Soprannome Hiroshima

[senza fonte]

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Il K-19 era un sottomarino nucleare sovietico di classe Hotel. Fu il primo sottomarino nucleare sovietico equipaggiato con missili nucleari balistici. La sfortunata serie di incidenti a cui fu soggetto ispirarono il film K-19 - The Widowmaker (2002).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione del K-19 ebbe inizio il 17 ottobre 1958 e il varo avvenne l'8 aprile 1959. Già durante la fase di costruzione si erano succedute svariate morti, in quanto l'esigenza di schierare rapidamente il battello, simbolo di potenza strategica, mise in secondo piano i requisiti di sicurezza e determinò una serie funesta di avarie e malfunzionamenti. Nel corso della sua prima missione si registrò l'avaria di una delle pompe del refrigerante del reattore nucleare, che causò la fuoriuscita di materiale radioattivo e di conseguenza la contaminazione di alcuni membri dell'equipaggio. Un'avaria al circuito di raffreddamento nel luglio del 1961 determinò il surriscaldamento incontrollato del reattore. La fusione catastrofica fu evitata grazie al sacrificio di alcuni uomini dell'equipaggio che ripararono il circuito esponendosi a dosi letali di radiazioni. Un altro incidente nel 1972 determinò un incendio che causò la morte di 28 marinai. Nonostante queste ed altri incidenti, il sottomarino restò in servizio fino al 1991.[1]

L'incidente del luglio 1961[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 luglio 1961, al comando del Capitano di primo rango (Nikolai Vladimirovich Zateyev), il K-19 stava conducendo delle esercitazioni nell'Atlantico settentrionale nei pressi dell'isola di Jan Mayen. Dopo un'esercitazione, che prevedeva l'immersione sino a 400 metri di profondità, per via delle pressioni subite l'antenna di onde lunghe a bassa frequenza (quelle per trasmissioni a medio e lungo raggio) si ruppe. Mentre venivano completate le ultime esercitazioni un'avaria alle pompe di raffreddamento provocò l'abbassamento della pressione dell'acqua nel reattore di poppa.

Avendo l'incidente all'antenna, indipendente dal secondo, disabilitato il sistema di comunicazioni radio a lungo raggio, il sottomarino non era in grado si stabilire alcun contatto con Mosca. La temperatura del reattore aumentò in modo incontrollato, raggiungendo gli 800 °C — quasi il punto di fusione delle barre di combustibile nucleare — e la reazione nucleare continuò nonostante le barre di controllo fossero state inserite attraverso il sistema SCRAM. Il reattore continuò a riscaldarsi poiché il refrigerante era necessario anche durante lo spegnimento finché le reazioni non fossero diminuite. Questa avaria rischiò di provocare la fusione del nocciolo, la quale avrebbe provocato una massa critica autonoma abbastanza calda da perforare lo scafo e provocare l'affondamento del mezzo. Nonostante le richieste di Zateyev e di altri ufficiali, non era stato installato a bordo un sistema di raffreddamento secondario.

Per riparare il reattore servirono otto uomini, organizzati in squadre da due che restavano solo dieci minuti nelle vicinanze del reattore. Poiché il sottomarino non possedeva a bordo tute antiradiazioni, ma solo tute di protezione contro agenti chimici, si sarebbero sicuramente contaminati in modo letale. Ma il gruppo dei riparatori non era a conoscenza di questo rischio. Essi infatti pensavano che le tute li avrebbero protetti anche contro la contaminazione. I vapori che vennero rilasciati contenevano prodotti di fissione radioattivi, e si spansero nel sistema di ventilazione, attraverso le altre sezioni del sottomarino. Il sistema di raffreddamento riparato funzionò, ed impedì la catastrofe. Questo incidente contaminò l'equipaggio, parte del sottomarino e alcuni missili balistici presenti a bordo. L'equipaggio ricevette dosi di radiazioni considerevoli e tutte le otto persone che facevano parte del team di riparazione morirono di avvelenamento da radiazioni entro una settimana, e altre venti persone entro pochi anni. Il capitano decise di dirigersi a sud per incontrare dei sottomarini che dovevano essere li, invece di continuare la rotta prevista dalla missione. Zateyev, preoccupato di un ammutinamento, fece gettare in mare tutte le armi da fuoco presenti a bordo, tranne cinque pistole distribuite agli ufficiali più fidati.

Le navi da guerra statunitensi ricevettero la trasmissione e offrirono aiuto, un evento raro durante la guerra fredda. Tuttavia Zateyev, spaventato dalla caduta in mani nemiche di segreti militari sovietici, rifiutò e decise di incontrarsi con l'S-270. L'equipaggio del K-19 venne evacuato e il sottomarino venne trainato alla base. Dopo esservi giunto, il K-19 contaminò una zona di 700 metri di raggio. I reattori danneggiati vennero rimossi e sostituiti, una procedura che durò due anni. Durante questo periodo si registrarono ulteriori contaminazioni da radiazione nell'ambiente circostante e tra i lavoratori.

Durante il processo di riparazione, venne scoperto che la catastrofe fu causata da una goccia di elettrodo da saldatura, che cadde nel circuito di raffreddamento primario del reattore di poppa dopo la sua costruzione. Il K-19 tornò nella flotta, con il nuovo soprannome di "Hiroshima".

L’incidente non piacque ai vertici di Mosca: non venne data nessuna medaglia ad ufficiali e marinai, poiché l’eroismo non era dovuto ad azione di guerra. Il comandante venne processato e sebbene assolto non gli venne assegnato il comando di nessun battello. Fu inoltre dato l'ordine di mantenere la segretezza assoluta sul disastro, che venne reso pubblico solo 28 anni dopo.

Il 1º febbraio 2006, l'ex Presidente dell'Unione Sovietica Michail Sergeevič Gorbačëv propose, in una lettera al Comitato del Nobel, che l'equipaggio del K-19 venisse nominato al Nobel per la Pace, per le azioni condotte il 4 luglio 1961. Nel marzo 2006, Nikolai Zateyev venne nominato formalmente per il premio.

Propulsione[modifica | modifica wikitesto]

Il K-19 era alimentato da 2 reattori VM-A di tipo PWR (reattori ad acqua pressurizzata).

Membri dell'equipaggio deceduti nell'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Molti membri ricevettero una dose letale di radiazioni durante le operazioni di riparazione del sistema di raffreddamento del reattore numero otto. Morirono nel giro di tre settimane al massimo per via delle radiazioni assorbite.

Nome Grado Dose di radiazione Data di morte
Boris Korchilov Tenente 5400 rem[2]= 54 Sv (Sievert)[3] 10 luglio 1961
Boris Ryzhikov Capo Starshina 720 röntgen = 8.6 Sv 25 luglio 1961
Yuriy Ordochkin Starshina, prima classe 990 röntgen = 11 Sv 10 luglio 1961
Evgeny Kashenkov Starshina, seconda classe 845 röntgen = 10 Sv 10 luglio 1961
Semyon Penkov Marinaio 890 röntgen = 10 Sv 18 luglio 1961
Nicolai Savkin Marinaio 930 röntgen = 11 Sv 13 luglio 1961
Valery Charitonov Marinaio 935 röntgen = 11 Sv 15 luglio 1961
Yuriy Povstyev Capitano Tenente,
Comandante della divisione di manovra
629 röntgen = 7.5 Sv 22 luglio 1961

Molti altri membri dell'equipaggio assorbirono dosi di radiazioni al di sopra della soglia di sicurezza. Vennero seguiti dal professore Volynskiy che li sottopose a trapianto di midollo e trasfusioni di sangue. Tali cure salvarono, tra gli altri, il tenente capo Mikhail Krasichkov e il capitano di terza classe Vladimir Yenin, che assorbirono dosi di radiazioni normalmente considerate letali. Per motivi di segretezza la diagnosi ufficiale non fu avvelenamento da radiazioni ma sindrome asteno vegetativa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ K-19, The History, URL consultato il 23 aprile 2009..
  2. ^ СУБМАРИНА, СБЕРЕГШАЯ МИР TPYд. 21 novembre 2002. (RU)
  3. ^ Convert from Roentgen (R) to rad or from Roentgen (R) to rem?

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]