James Lovelock

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James Lovelock nel 2005

James Ephraim Lovelock (Letchworth, 26 luglio 1919) è un chimico britannico. È uno scienziato indipendente, scrittore e ricercatore ambientalista che vive in Cornovaglia, nel sud ovest dell'Inghilterra. Il suo maggiore merito scientifico è la teoria di Gaia con la quale per primo ha descritto il pianeta Terra, con tutte le sue funzioni, come un unico superorganismo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lovelock nasce a Letchworth Garden City. Studia chimica all'Università di Manchester prima di trovare impiego come ricercatore presso l'istituto per la ricerca medica con sede a Londra. Si sposa nel 1942. Nel 1948 riceve un Ph.D in medicina alla Scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra. In seguito negli Stati Uniti conduce numerose ricerche presso l'università di Yale, il Collegio di Medicina dell'università di Baylor e infine ad Harvard.

Carriera professionale[modifica | modifica sorgente]

Lovelock, inventore in continua attività, ha ideato nel 1957 un importante apparecchio di analisi chimica, il rivelatore a cattura di elettroni, utilizzato in gascromatografia, e numerosi metodi scientifici, alcuni dei quali adottati dalla NASA nei suoi programmi di esplorazione planetaria.

Proprio durante la sua attività per la NASA Lovelock ha sviluppato la sua Ipotesi di Gaia

All'inizio del 1961, Lovelock fu ingaggiato dalla NASA per sviluppare gli strumenti per l'analisi delle atmosfere extraterrestri e della superficie dei pianeti. Il programma Viking che visitò Marte alla fine degli anni settanta fu in larga parte ispirato dall'ipotesi che Marte potesse ospitare delle forme di vita, infatti numerosi sensori e gli esperimenti condotti furono rivolti a cercare conferme sulla presenza di una vita extraterrestre.

Durante l'attività preliminare al programma Lovelock si interessò alla composizione dell'atmosfera marziana, concludendo che molte forme di vita su Marte avrebbero dovuto farne uso e di conseguenza alterarne la composizione. In realtà l'atmosfera di Marte è stabile, prossima all'equilibrio chimico, con pochissimo ossigeno, metano o idrogeno e una sovrabbondanza di anidride carbonica. Per Lovelock l'impressionante contrasto tra l'atmosfera marziana e quella terrestre, una mistura chimicamente molto dinamica, appariva come una forte indicazione dell'assenza di vita su quel pianeta. Ciononostante, quando le sonde Viking furono infine lanciate su Marte, la loro missione era ancora prevalentemente rivolta alla ricerca di vita biologica. Fino ad ora non è stata trovata alcuna prova dell'esistenza presente o passata di qualsiasi forma di vita marziana.

Tra i meriti di Lovelock vi è anche quello di aver messo a punto un metodo ancora utilizzato per lo studio dell'attività dei clorofluorocarburi (CFC) nel provocare il cosiddetto buco dell'ozono.

Attualmente Lovelock è presidente della Marine Biological Association, nel 1974 fu nominato membro della Royal Society e nel 1990 fu premiato dalla Reale Accademia Olandese delle Arti e delle Scienze. Scienziato indipendente, inventore e autore di numerosi saggi di stampo ambientalista, Lovelock porta avanti i propri studi in una tenuta-laboratorio in Cornovaglia.

Nel 2006 gli fu assegnata la Medaglia Wollaston.

Lovelock è preoccupato del riscaldamento climatico causato dall'effetto serra. Nel 2004 ha creato scalpore nei media, quando rompe con molti compagni ambientalisti pronunciando le parole: “ora solo l'energia nucleare può fermare il riscaldamento globale”. Nella sua visione, l'energia nucleare è l'unica alternativa realistica ai combustibili fossili che ha la capacità di soddisfare i bisogni di energia su larga scala dell'umanità e nel contempo di ridurre le emissioni di gas serra. È un membro pubblico della E.F.N. (Ambientalisti per l'energia nucleare, AAPN).

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
Compagno dell'Order of the Companions of Honour - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Order of the Companions of Honour
— 2003

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 85337125 LCCN: n79074034