Il ritorno d'Ulisse in patria

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Il ritorno di Ulisse in patria
John William Waterhouse - Ulysses and the Sirens (1891).jpg
Ulisse e le Sirene, dipinto di John William Waterhouse (1891)
Lingua originale italiano
Genere opera lirica
Musica Claudio Monteverdi
Libretto Giacomo Badoaro
Fonti letterarie Omero: Odissea
Atti tre
Prima rappr. febbraio 1641
Teatro Teatro San Cassiano Venezia
Personaggi

Il ritorno d'Ulisse in patria è un'opera di Claudio Monteverdi, su libretto di Giacomo Badoaro tratto dall'Odissea.

Fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Cassiano di Venezia nel febbraio 1641.

I momenti lirici, come il lamento di Penelope, sola e desolata, hanno ispirato a Claudio Monteverdi le pagine più belle. La mediocrità del libretto ha invece in parte tarpato le ali al recitativo monteverdiano, qui più pesante rispetto a quello dei suoi capolavori operistici.

Compare qui per la prima volta il martellato comico, espediente tecnico vocale consistente nell'attribuire a ciascuna nota musicale una sillaba; tale tecnica sarà utilizzata largamente anche da Rossini.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Ulisse dopo aver passato dieci anni a vagare per il Mar Mediterraneo a causa delle avversità del dio Poseidone, torna finalmente in patria nell'isola di Itaca dove egli è il re assieme alla sposa Penelope. Costei lo sta aspettando da oltre vent'anni, visto che l'eroe ne aveva passati altri dieci a combattere nella famosa guerra di Troia. Ulisse crede finalmente di poter ottenere i meriti dovuti, dopo essere stato a combattere contro maghe, mostri e popoli rozzi e cannibali quali i Lestrigoni, il ciclope Polifemo e la strega Circe; tuttavia nessuno lo accoglie nella spiaggia, dove egli è appena naufragato. La dea Atena allora, sua protettrice, decide di renderlo simile a un mendicante per non farsi subito riconoscere dal suo popolo. Infatti la cittadinanza potrebbe essere cambiata e corrotta irreversibilmente dalla lunga permanenza dei Proci, i crudeli pretendenti di giovane età che occupano abusivamente e con grande maleducazione la reggia di Penelope, costringendola a sposare per forza uno di loro affinché possa rubarle la dote. Infatti ormai tutti credono che Ulisse sia morto, dato che di lui non si hanno notizie da molto tempo, mentre gli altri compagni di guerra avevano fatto tutti ritorno a casa.
Nascondendosi nella capanna di Eumeo, il fido guardiano di porci dell'eroe, Ulisse trova fiducia in lui che lo riconosce subito e lo aiuta a progettare la sua vendetta contro i Proci. Qualche giorno dopo Ulisse si presenta anche al figlio Telemaco (che lo aveva cercato per tanto tempo, rischiando di essere anche ucciso) e con lui architetta alla perfezione il piano: il ragazzo avrebbe dovuto sostenere l'eroe nel momento in cui avrebbe iniziato ad attaccare nel palazzo i suoi nemici. Telemaco ascolta tutto attentamente e promette di fare una sorpresa alla madre, non dicendole nulla. Infatti non avrebbe potuto proprio perché così il ragazzo avrebbe aumentato il rischio per Ulisse di venire improvvisamente ucciso a tradimento da uno dei Proci.
Presentatosi sempre in abiti miserandi alla sua corte, Ulisse è costretto a sopportare le cattiverie di quegli uomini, che non hanno il minimo rispetto per le leggi e tanto meno per la gente più sfortunata. Malmenato e picchiato anche, Ulisse accetta tutto, aspettando con ansia il giorno in cui avrebbe trucidato senza pietà tutti i suoi nemici. Arrivato quel momento: esattamente l'occasione in cui Penelope offriva la mano a chi avrebbe vinto una gara con l'arco, Ulisse si offre volontario. Infatti la gara prevedeva di colpire un bersaglio molto lontano e l'arma da usare sarebbe stata proprio l'arco di Ulisse, che ricevette in dono dagli dei anni addietro. L'arma, provvista di un robusto nervo di bue, è impossibile da maneggiare se non dal proprietario, così i Proci, infuriati al massimo per il loro fallimento, sono costretti ad accettare la richiesta di Ulisse. Costui subito si rivela dopo aver vinto la gara e prende ad uccidere tutti i Proci, sostenuto dall'intervento di Telemaco e della dea Atena. Terminata l'ecatombe, Ulisse si riconcilia con Penelope che dapprima si ostina a non riconoscerlo, ma che poi abbraccia commossa quando l'eroe le dichiara il segreto del loro letto nuziale, intagliato in un tronco di quercia.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

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