I vestiti nuovi dell'imperatore

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I vestiti nuovi dell'imperatore
Titolo originale Keiserens Nye Klæder
Altri titoli Gli abiti nuovi dell'imperatore
Vilhelm Pedersen, Kejserens nye klæder, ubt.jpeg
Illustrazione di Vilhelm Pedersen per la prima edizione della favola
Autore Hans Christian Andersen
1ª ed. originale 1837
Genere fiaba
Lingua originale danese

I vestiti nuovi dell'imperatore (o Gli abiti nuovi dell'imperatore) è una fiaba danese scritta da Hans Christian Andersen e pubblicata per la prima volta nel 1837 nel volume Eventyr, Fortalte for Børn ("Fiabe, raccontate per i bambini"). Il titolo originale è Keiserens Nye Klæder.

La fonte da cui ha tratto ispirazione Andersen è una storia spagnola riportata da Don Juan Manuel (1282-1348), la XXXII dell'opera El Conde Lucanor.

Il racconto appartiene al bagaglio culturale condiviso di tutto l'Occidente e i riferimenti a questa fiaba nella nostra cultura sono onnipresenti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La fiaba parla di un imperatore vanitoso, completamente dedito alla cura del suo aspetto esteriore, e in particolare del suo abbigliamento. Un giorno due imbroglioni giunti in città spargono la voce di essere tessitori e di avere a disposizione un nuovo e formidabile tessuto, sottile, leggero e meraviglioso, con la peculiarità di risultare invisibile agli stolti e agli indegni.

I cortigiani inviati dal re non riescono a vederlo; ma per non essere giudicati male, riferiscono all'imperatore lodando la magnificenza del tessuto. L'imperatore, convinto, si fa preparare dagli imbroglioni un abito. Quando questo gli viene consegnato, però, l'imperatore si rende conto di non essere neppure lui in grado di vedere alcunché; attribuendo la non visione del tessuto a una sua indegnità che egli certo conosce, e come i suoi cortigiani prima di lui, anch'egli decide di fingere e di mostrarsi estasiato per il lavoro dei tessitori.

Il re sfila senza vestiti nell'acquiescenza generale, in un'incisione dell'Ottocento ad opera di Vilhelm Pedersen (1820 - 1859)

Col nuovo vestito sfila per le vie della città di fronte a una folla di cittadini i quali applaudono e lodano a gran voce l'eleganza del sovrano, pur non vedendo alcunché nemmeno essi e sentendosi essi segretamente colpevoli di inconfessate indegnità.

L'incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida con innocenza "Ma il re non ha niente addosso!"; una variante della frase fatidica è

« Il re è nudo! »

Ciononostante, il sovrano continua imperterrito a sfilare come se nulla fosse successo.

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Espressioni come "i nuovi vestiti dell'imperatore", "l'imperatore (o il re) è nudo" e così via sono spesso usate in molti contesti con riferimento alla fiaba di Andersen. Solitamente, lo scopo è quello di denunciare una situazione in cui una maggioranza di osservatori sceglie volontariamente di non far parola di un fatto ovvio a tutti, fingendo di non vederlo. Una metafora simile, del XX secolo, è quella dell'elefante nella stanza. Uno dei contesti in cui la frase ricorre in modo più frequente è quello politico, in cui la corrispondenza con il contenuto della storia di Andersen è spesso rinforzata dal fatto che una certa verità venga taciuta per compiacere il potere (politico e no).

La storia è anche usata per riferirsi al concetto della "verità vista attraverso gli occhi di un bambino", ovvero al fatto che spesso la verità viene proclamata da una persona troppo ingenua per comprendere le pressioni esercitate all'interno di un gruppo affinché essa venga taciuta. Nell'opera di Andersen il tema della "purezza degli innocenti" ricorre anche in molte altre fiabe.

Il libro del 1985 di Jack Herer, The Emperor Wears No Clothes, fa nel titolo evidente riferimento alla fiaba di Andersen.

Il libro La mente nuova dell'imperatore di Roger Penrose fa evidente riferimento alla favola.

Dalla favola è tratto anche il nome della rivista underground Re Nudo.

Il film della Disney Le follie dell'imperatore sembra essere ispirato alla nota fiaba. Il titolo originale del film (The Emperor's New Groove), inoltre, è un chiaro riferimento alla fiaba.

Riferimenti nella musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il brano di Elton John The Emperor's New Clothes, dall'album Songs from the West Coast, cita la fiaba nel titolo.
  • Sinéad O'Connor ha intitolato una canzone come la fiaba, pubblicandola anche come singolo tratto dal suo secondo album del 1990 I do not want what I haven't got
  • Il brano del gruppo progressive Spock's Beard The Emperor's Clothes, contenuto nell'album X, narra in maniera riadattata la vicenda.
  • Il tema dei "vestiti nuovi dell’imperatore" ricorre in modo particolarmente frequente nell'opera del compositore progressive Peter Hammill.
  • Il gruppo musicale dei Nomadi nell'album del 2002 Amore che prendi amore che dai ha inserito una canzone intitolata "Il re è nudo", con chiari riferimenti alla fiaba di Andersen e forte contenuto politico.
  • La fiaba è narrata e raccontata nella canzone "Sputate al Re" del gruppo musicale degli Articolo 31 nel loro album del 2003 Italiano Medio.
  • La canzone della band canadese Arcade Fire Ready to Start, contenuta nell'album The Suburbs, recita nel testo All the kids have always known that the Emperor wears no clothes but they bow down to him anyway, 'cause it's better than being alone ovvero "Tutti i bambini hanno sempre saputo che l'imperatore è nudo ma si inchinano comunque davanti a lui perché è meglio che essere soli".

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