Hibari Misora

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Hibari Misora
Fotografia di Hibari Misora
Nazionalità Giappone Giappone
Genere Enka
Kayōkyoku
Periodo di attività 1945-1989

Hibari Misora (in giapponese: 美空ひばり, Misora Hibari; Isogo-ku, 29 maggio 1937Tokyo, 24 giugno 1989) è stata una cantante e attrice giapponese.

È considerata una delle più grandi cantanti enka di ogni tempo.[1] Fu insignita del titolo di Tesoro nazionale vivente per la sua conoscenza dello stile enka[2] e fu la prima donna in Giappone a ricevere il People's prize of honour (国民栄誉賞?), assegnatole per il suo notevole contributo all'industria musicale.[3]

Hibari è stata anche una delle artiste musicali di maggiore successo in assoluto: alla sua morte, aveva registrato circa 1.200 canzoni ed aveva venduto 68 milioni di dischi.[4] Dopo la sua morte, le vendite sono salite (al 2001) a più di 80 milioni.[5][6]

Il suo canto del cigno "Kawa no nagare no yō ni" (川の流れのように?) è stato eseguito da numerosi artisti e orchestre in suo omaggio, tra cui I Tre Tenori, Teresa Teng, Mariachi Vargas de Tecalitlan e la Twelve Girls Band.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vita e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Hibari Misora nacque a Yokohama, in Giappone. Il padre era pescivendolo, la madre casalinga. Misora mostrò talento musicale sin dall'infanzia, dopo aver cantato per suo padre ad una festa nel 1943. Egli investì una piccola fortuna, presa dai risparmi di famiglia, per far iniziare la carriera musicale della figlia, e nel 1945 ella debuttò in una sala di concerto a Yokohama, all'età di otto anni come 美空和枝, Misora Kazue, un nome proposto dalla madre.

L'anno dopo si esibisce ad una trasmissione alla radio nazionale NHK, e impressionò il compositore Masao Koga con la sua abilità canora. Egli la considerò un prodigio per il coraggio, l'intelligenza e la maturità emotiva di un adulto. Nei due anni seguenti diventò una cantante perfezionata e si esibì in sale da concerto con il tutto esaurito. La sua carriera discografica iniziò nel '49, a dodici anni, quando cambiò il proprio nome a Hibari Misora, e interpretò il film Nodojiman-kyô jidai (のど自慢狂時代?). Il film le diede fama in tutto il Giappone. Ella incise il primo singolo Kappa Boogie-Woogie per la Columbia Records lo stesso anno. La canzone ebbe grande successo, vendendo oltre 450.000 copie. In seguito registrò Kanashiki kuchibue, anch'essa con successo.

Da attrice, interpretò circa 160 film dal 1949 al 1971, e vinse numerosi premi. La sua rappresentazione in Tokyo Kiddo (1950), in cui interpreta un'orfana di strada, la rese il simbolo delle difficoltà e dell'ottimismo nazionale del Giappone del dopoguerra. Il suo terzo singolo di successo fu estratto dalla colonna sonora del film.

Come cantante, Misora diventò famosa per la sua esecuzione dell'Enka, una forma di musica popolare giapponese della prima parte del ventesimo secolo, ed era rinomata per le sue performance dal vivo - apprezzate per l'interpretazione sentita tipica di chi ha sofferto.[7][8] Sebbene non capisse l'inglese, fece eccellenti registrazioni mantenendo gli standard del jazz americano.[8]

Lungo tutta la sua carriera registrò più di 1401 canzoni, raggiungendo 1.8 milioni di vendite con la canzone "Yawara".[8]

Nel 1973 Tetsuya Katō, fratello di Misora, fu accusato di avere attività connesse a una banda criminale. Sebbene la NHK non riconobbe nessuna connessione, Misora fu esclusa dal Kouhaku uta gassen per la prima volta in diciotto anni.[8] Offesa da ciò, decise di rifiutare ogni apparizione alla NHK negli anni a venire.[8]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Problemi di salute la tormentarono nei suoi ultimi anni di vita. Nell'aprile del 1987, durante una prestazione a Fukuoka, Misora collassò improvvisamente. Immediatamente fu portata in ospedale e le fu diagnosticata una necrosi avascolare dovuta a un'epatite cronica. Fu ricoverata in un ospedale di Fukuoka, e mostrò segni di ripresa solo nell'agosto dello stesso anno. Nel mese di ottobre cominciò la registrazione di una nuova canzone che verrà effettuata in un concerto nell'aprile del 1988 tenutosi al Tokyo Dome. Nonostante il dolore lancinante alle gambe, eseguì un totale di 39 canzoni.

Il suo trionfo fu quello di essere di breve durata. Comunque, decenni di pesanti ubriacature indebolirono il suo fegato e le sue condizioni peggiorarono. Il 24 giugno 1989, dopo essere stata ricoverata in un ospedale a Tokyo, morì a causa di una polmonite all'età di 52 anni. La sua morte fu compianta da tutto il Giappone.

A partire dal 1990, con cadenza annuale, televisioni e stazioni radio suonano la sua canzone "Kawa no nagare no yōni" (川の流れのように?), il giorno del suo compleanno, in segno di rispetto. In un sondaggio nazionale eseguito da NHK nel 1997, la canzone fu votata come la più grande canzone giapponese di tutti i tempi da più di dieci milioni di persone.

Museo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 è stato aperto il Hibari Misora Museum a Arashiyama, Kyoto. Esso ripercorre la storia della vita di Misora con esposizioni multimediali, e contiene vari cimeli. Il museo è stato visitato da più di 5 milioni di persone, fino a quando fu chiuso ufficialmente il 30 novembre 2006, per permettere la prevista ricostruzione dell'edificio. Le mostre principali furono spostate nella sezione Shōwa period del Edo-Tokyo Museum fino a quando la ricostruzione fu terminata. Il nuovo Hibari Misora Theater è stato aperto il 26 aprile 2008; vi si può acquistare un CD con una canzone inedita di Misora.[9]

Questione dell'ascendenza coreana[modifica | modifica wikitesto]

La stirpe di Hibari Misora è oggetto di controversia.[10] Si pensa che avesse antenati coreani, e che lei e la sua famiglia avessero passaporti coreani.[8][11][12][13][14] Altri contestano queste pretese ed in seguito allo studio dell'ascendenza dei suoi genitori, asseriscono che l'origine di Misora non è coreana, ma giapponese.[15][16]

Canzoni notevoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Kappa Boogie Woogie (河童ブギウギ, 1949)
  • Kanashiki Kuchibue (悲しき口笛, 1949)
  • Tokyo Kiddo (東京キッド, 1950)
  • Omatsuri Mambo (お祭りマンボ, 1952)
  • Ringo Oiwake (リンゴ追分, 1952)
  • Minatomachi 13-banchi (港町十三番地, 1957)
  • Yawara (柔, 1964)
  • Kanashii Sake (悲しい酒, 1966)
  • Makkana Taiyo (真赤な太陽, 1967)
  • Aisansan (愛燦燦(あいさんさん), 1986)
  • Midaregami (みだれ髪, 1987)
  • Kawa no nagare no yō ni (川の流れのように, 1989)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Poster di film giapponese per Kanashiki kuchibue (1949) che mostra Hibari Misora.

Hibari Misora apparve in 166 film[17]:

Anni '40[modifica | modifica wikitesto]

(Completa)

Anni '50[modifica | modifica wikitesto]

(Il 1950-1955 è completo)

Anni '60 - '80[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni nei film[modifica | modifica wikitesto]

Le sue canzoni sono state incluse anche nelle colonne sonore di cinque film giapponesi[17]:

  • 七変化狸御殿(1954)
  • ジャンケン娘 (1955)
  • 天竜母恋い笠 (1960)
  • 魚河岸の女石松 (1961)
  • 花と龍 青雲篇 愛憎篇 怒濤篇 (1973)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (JA) http://www.hmv.co.jp/news/newsdetail.asp?newsnum=611280059
  2. ^ Top 100 Japanese pops Artists - No.5|ジャパニーズポップス|音楽|HMV ONLINE CD、DVDの通販-ゲーム、書籍、タレントの写真集も
  3. ^ 国民栄誉賞受賞者リスト
  4. ^ Hibari Misora, Japanese Singer, 52 - New York Times
  5. ^ Nippon Columbia Co.,Ltd. | History
  6. ^ オンライン書店ビーケーワン:美空ひばり大全集 20世紀の宝石 全歌詩集録
  7. ^ Christine R. Yano, Tears of Longing: Nostalgia and the Nation in Japanese Popular Song, Cambridge Massachusetts and London, Harvard University Asia Center, 2002, p. 121, ISBN 0-674-00845-6.
  8. ^ a b c d e f Mark Anderson, Encyclopedia of Contemporary Japanese Culture, a cura di Sandra Buckley, Routledge, 2001, pp. 123, 323-4, ISBN 978-0-415-14344-8.
  9. ^ http://www.japan-zone.com/news/2008/09/26/new_release_from_misora_hibari_20_years_after_her_death.shtml Japan Zone News
  10. ^ Christine R. Yano, Raising the ante of desire: foreign female singers in a Japanese pop music world in B. Shoesmith (a cura di), Refashioning Pop Music in Asia: Cosmopolitan Flows, Political Tempos, and Aesthetic Industries, Routledge, 2004, p. 168, ISBN 978-0-7007-1401-8.
  11. ^ Frederick Dorian, World Music, Rough Guide, 1999, p. 148, ISBN 978-1-85828-636-5.
  12. ^ John Lie, Ordinary (Korean) Japanese in Sonia Ryane (a cura di), Koreans in Japan, Routledge, 2000, p. 2002, ISBN 978-0-415-21999-0.
  13. ^ (EN) John Lie, 3 in Multiethnic Japan, Cambridge, Harvard University Press, 2001, p. 66, ISBN 0-674-00299-7.
  14. ^ (EN) Foong Woei Wan, A touch of Korea, The Straits Times, 13 agosto 2006.
  15. ^ Shukan Bunshu Template:Nihongo2, August 10, 1989.
  16. ^ Template:Nihongo2 (1989.7) ISBN 4-10-365402-3
  17. ^ a b http://www.jmdb.ne.jp/person/p0331260.htm accessed 20 January 2009
  18. ^ http://www.imdb.com/title/tt0440914/ consultato il 10 febbraio 2009

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 102905455

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie