Henri Lefebvre

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Henri Lefebvre

Henri Lefebvre (Hagetmau, 16 giugno 1901Navarrenx, 1991) è stato un sociologo, urbanista e filosofo francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Hagetmau nel dipartimento delle Landes, ma cresce a Navarrenx, a contatto con la realtà basca. Madre bigotta e padre protestante, un po' libertino. Frequenta il Lycée Louis Le Grand di Aix-en-Provence, dove presso i Gesuiti locali studia filosofia al corso di Maurice Blondel, filosofo cattolico fondatore fra gli altri, con il suo L'Action, della democrazia cristiana francese. Lì approfondisce il pensiero di Sant'Agostino, il libro decimo delle Confessioni in particolare. Si apre la strada così al pensiero giansenista e alla filosofia di Pascal, ma già a quindici anni legge per conto suo Nietzsche e Spinoza. Nel 1921 è alla Sorbona di Parigi, dove studia il razionalismo borghese alla cattedra di Leon Brunschvicg, allievo di Henri Bergson, laureandosi nel 1925. Appartiene al gruppo dei filosofi con Paul Nizan, Pierre Mohrange, Georges Politzer, Georges Friedmann, Norbert Guterman in opposizione e lotta a quello dei poeti (André Breton, Paul Eluard, Antonin Artaud e gli altri), detto anche surrealisti. Nelle riviste del gruppo Esprit e Philosophie, H. L. pubblica due articoli, Le Même et l'Autre e Esquisse d'une philosophie de la conscience, coi quali introduce per la prima volta nella letteratura filosofica il concetto di esistenzialismo. Ciò accade in pari tempo e con significato diverso dall'esistenzialismo di Gabriel Marcel, ma certamente prima di J. P. Sartre, al quale l'esclusiva del termine è attribuita ingiustamente. Nel 1928 i filosofi entrano in blocco nel Pcf, allora denominato ancora SFIC (Séction Française de l'Internationale Communiste). 'Dal 1930 al 1940 è professore di filosofia ai licei di Privas, Montargis, Brest ecc., dove insegna Nietzsche e Marx, i cui testi cosiddetti giovanili introduce in Francia insieme a Gutermann. L'attività intellettuale di quel decennio si svolge sotto l'ala e il controllo del Pcf, ma Lefebvre riesce a mantenere la propria libertà di pensiero e di ricerca nonostante il pesante clima staliniano. Nel 1940 raggiunge la resistenza francese. Dal 1944 al 1949, è direttore della Radiodiffusione francese, una stazione radio situata presso Tolosa. Il 1º ottobre 1948 entra nel CNRS diventandovi Maître (1954) e Directeur à recherches (1960). Durante gli anni cinquanta, l'evoluzione del suo pensiero si concentra sulla teoria sociale marxista. Il suo fermo rifiuto dello stalinismo gli varrà l'espulsione dal Partito comunista francese nel 1958 per la pubblicazione di Les problémes actuelles du marxisme. In realtà il PCF non avrà il tempo di espellerlo perché Lefebvre, sospeso dopo il processo interno ma prima del decreto, uscirà dal partito "da sinistra", mantenendo il marxismo contro la concezione staliniana della politica, del partito e dello Stato. Le posizioni sono contenute nel suo "La somme et le reste" (1959, ed. La Nef de Paris - Prix de la Critique littéraire 1959).

Nel 1960 firma il manifesto dei 121 per il diritto all'insubordinazione nella Guerra d'Algeria, ma già fa parte attiva dei Situazionisti francesi di Guy Debord e Raoul Veneigem. All'interno di questo gruppo, denominato esattamente Internationale Situationniste, H. L. sviluppa e apporta interamente la sua personale teoria marxista dell'urbano, con lo scopo di riscattare la vita quotidiana dall'inautenticità e dalla banalità in cui la moderna società capitalistica la relega.

Nel 1962 diventa professore di sociologia all'Università di Strasburgo, poi dal 1965 al 1968 presso l'Università di Parigi X-Nanterre. Influenza direttamente gli studenti che saranno protagonisti del Maggio francese, specialmente col discusso suo libro La proclamation de la Commune (Gallimard, 1965), pubblicando poi un'analisi a caldo degli eventi[1]. Finirà la sua carriera all'Institut d'Urbanisme de Paris, ma è considerato tuttora uno dei massimi esponenti mondiali del pensiero marxista non dogmatico, cioè critico e aperto a nuovi sviluppi.

Il pensiero[modifica | modifica sorgente]

Nella sua elaborazione del materialismo dialettico l'individuo e la prassi concreta occupano un posto centrale. Proponendo un'antropologia sociale alternativa, Henri Lefebvre ha sostenuto la necessità di affrancare la quotidianità dal ruolo che essa svolge nel capitalismo, dove serve soltanto a riprodurre le caratteristiche imposte alla vita collettiva da parte della classe dominante. L'abitudine, con la sua temporalità inautentica in quanto astorica, non farebbe altro che riprodurre e perpetuare i rapporti sociali dati. La quotidianità è una sorta di deposito sotterraneo all'interno del quale si sedimentano le convenzioni e le menzogne del potere, è qui che si trova la barriera che impedisce alla fantasia e all'inventiva individuali di trovare le vie per una propria espressione autonoma.

Di qui il suo interessamento per l'arte, intesa non tanto nella sua autonomia quanto piuttosto come mezzo per un'espressione estetica capace di mostrare il carattere infondato della convenzionalità della vita di tutti i giorni. L'arte moderna pone le condizioni per la soppressione della quotidianità. Queste teorie si riferiscono all'esperienza e alla riflessione del movimento surrealista, al quale Lefebvre prese parte in gioventù. La trilogia "Critica della vita quotidiana" (1947, 1961, 1981) presenta in maniera approfondita questo pensiero.

La critica della vita quotidiana fu di ispirazione anche per l'Internazionale situazionista, e influenzò le idee del Maggio francese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vincent Cespedes, Mai 68, La philosophie est dans la rue! Larousse, coll. «Philosopher», 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Sulla critica della vita quotidiana[modifica | modifica sorgente]

  • Critique de la vie quotidienne, 1947, L'Arche; trad. it. Critica della vita quotidiana, Dedalo, Bari, 1977.
  • Critique de la vie quotidienne II, Fondements d'une sociologie de la quotidienneté, 1961, L'Arche; trad. it. Critica della vita quotidiana, Dedalo, Bari, 1977.
  • Critique de la vie quotidienne, III. De la modernité au modernisme (Pour une métaphilosophie du quotidien), 1981, L'Arche; trad. it. Critica della vita quotidiana, Dedalo, Bari, 1977.
  • La Vie quotidienne dans le monde moderne, 1968, Gallimard; trad. it. di A. Sordini e M. Beccari La vita quotidiana nel mondo moderno, Il Saggiatore, Milano 1978.

La sociologia urbana[modifica | modifica sorgente]

  • La vallée de Campan - Étude de sociologie rurale, 1963, PUF
  • Pyrénées, 1966
  • Le Droit à la ville, I, 1968 (seconda edizione); trad. it. Il diritto alla città, Padova 1970.
  • Le Droit à la ville, II - Espace et politique, 1972; trad. it. Spazio e politica: il diritto alla città II, Milano 1972.
  • La Révolution urbaine, 1970; trad. it. La rivoluzione urbana, Roma 1973.
  • La Production de l'espace, 1974, Anthropos; trad. it. La produzione dello spazio, Milano 1976.
  • Nel 1970 è fondatore, insieme a Anatole Kopp, della rivista Espaces et sociétés.
  • Architecture et sciences sociales, 1970, seminario di Port Grimaud, Groupe de Sociologie urbaine de Paris X-Nanterre.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • 1925: Positions d'attaque et de défense du nouveau mysticisme, Philosophies 5-6 (March). pp. 471-506.
  • 1934: con Norbert Guterman, Morceaux choisis de Karl Marx, Paris, NRF.
  • 1936: con Norbert Guterman, La Conscience mystifiée, Paris, Gallimard.
  • 1937: Le nationalisme contre les nations, (prefazione di Paul Nizan) Éditions sociales internationales, Paris.
  • 1938: Hitler au pouvoir, bilan de cinq années de fascisme en Allemagne, Bureau d'Editions, Paris.
  • 1938: con Norbert Guterman, Morceaux choisis de Hegel, Gallimard, Paris.
  • 1938: con Norbert Guterman, Cahiers de Lénine sur la dialectique de Hegel , Gallimard, Paris.
  • 1939: Nietzsche, Éditions sociales internationales, Paris.
  • 1939: Le matérialisme dialectique, Presses universitaires de France, Paris; trad. it. Il materialismo dialettico, Torino 1949.
  • 1946: L'Existentialisme, Éditions du Sagittaire, Paris.
  • 1947: Logique formelle, logique dialectique Vol. 1 de À la lumière du matérialisme dialectique Écrit en 1940-41 (secondo volume censurato), Éditions sociales, Paris.
  • 1947: Marx et la Liberté Éditions des Trois Collines, Genève.
  • 1947: Descartes, Éditions Hier et Aujourd'hui, Paris.
  • 1947: Logique formelle, Logique dialectique, Éditions sociales, Paris.
  • 1947: Critique de la vie quotidienne
  • 1948: Pour connaître la pensée de Marx, Éditions Bordas, Paris.
  • 1957: La pensée de Lénine, Éditions Bordas, Paris.
  • 1958: Problèmes actuels du marxisme, Presses universitaires de France, Paris, quarta edizione, 1970, Collection 'Initiation philosophique'.
  • 1958: (con Lucien Goldmann, Claude Roy, Tristan Tzara) Le romantisme révolutionnaire, La Nef., Paris.
  • 1961: Critique de la vie quotidienne II, Fondements d'une sociologie de la quotidienneté, L'Arche, Paris.
  • 1963: La vallée de Campan - Étude de sociologie rurale, Paris: Presses Universitaires de France
  • 1965: Métaphilosophie, préface de Jean Wahl, Paris: Éditions de Minuit, Collection 'Arguments'
  • 1965: La Proclamation de la Commune, Paris: Gallimard, Collection Trente Journées qui ont fait la France
  • 1966: Pyrénées, Lausanne: Éditions Rencontre, Collection 'L'Atlas des voyages'
  • 1967: Vers le cybernanthrope, contre les technocrates, Paris: Denoël/Gonthier Bibliothèque Médiations 213 pages.
  • 1968: Le Droit à la ville, Paris: Anthropos (seconda edizione) Paris: Ed. du Seuil, Collection Points
  • 1968: La Vie quotidienne dans le monde moderne, Gallimard, Paris; trad. it. La vita quotidiana nel mondo moderno, Milano 1979.
  • 1970: La Révolution urbaine, Gallimard, Paris.
  • 1970: La fin de l’histoire, Minuit, Paris; trad. it. La fine della storia: epilegomeni, Sugar, Milano 1970.
  • 1971: Le Manifeste différentialiste, Gallimard, Paris; trad. it. Il Manifesto differenzialista, Bari, 1980.
  • 1971: Au-delà du structuralisme, Anthropos, Paris.
  • 1972: La pensée marxiste et la ville, Casterman, Paris-Tournai; trad. it. Il marxismo e la città, Mazzotta, Milano 1976.
  • 1973: La survie du capitalisme. La reproduction des rapports de production, Anthropos, Paris.
  • 1975: Hegel, Marx, Nietzsche, ou le royaume des ombres, Paris: Tournai, Casterman. Collection Synthèses contemporaines
  • 1975: Le temps des méprises: Entretiens avec Claude Glayman, Stock, Paris.
  • 1978: con Catherine Régulier, La révolution n'est plus ce qu'elle était, Éditions Libres-Hallier, Paris.
  • 1978: Les contradictions de l'État moderne, La dialectique de l'État, Vol. 4 de 4 De l'État, UGE, Paris.
  • 1980: La présence et l'absence, Casterman, Paris.
  • 1981: Critique de la vie quotidienne, III. De la modernité au modernisme (Pour une métaphilosophie du quotidien), L'Arche, Paris.
  • 1981: De la modernité au modernisme: pour une métaphilosophie du quotidien, L'Arche Collection 'Le sens de la marché', Paris.
  • 1985: con Catherine Régulier-Lefebvre, Le projet rythmanalytique Communications 41. pp. 191-199.
  • 1991: con Patricia Latour et Francis Combes, Conversation avec Henri Lefebvre, Messidor, , Paris.
  • 1992: con Catherine Regulier-Lefebvre, Éléments de rythmanalyse: Introduction à la connaissance des rythmes, prefazione di René Lourau, Ed. Syllepse, Paris.

Sulla vita[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Henri Lefebvre, La Somme et le reste, Bélibaste, (autobiografico)
  • (FR) Rémi Hess, Henri Lefebvre et l'aventure du siècle, Paris : A.M. Métailié, 1988
  • (FR) Vincent Cespedes, Mai 68, La philosophie est dans la rue! (Larousse, collection « Philosopher », 2008).

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