HMS Valiant (02)

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HMS Valiant
HMS Valiant fotografata dopo il riammodernamento del 1929-30
HMS Valiant fotografata dopo il riammodernamento del 1929-30
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo Nave da battaglia
Classe Queen Elizabeth
Proprietario Royal Navy
Ordinata 1912
Impostata 31 gennaio 1913
Varata 4 novembre 1914
Entrata in servizio 19 febbraio 1916
Radiata luglio 1945
Identificazione 02
Destino finale Venduta per la demolizione il 19 marzo 1948 e demolita nel 1950
Caratteristiche generali
Dislocamento 27.500
Lunghezza 197 m
Larghezza 27,6 m
Pescaggio 8,8 m
Propulsione 24 caldie, turbine a vapore, 4 assi elica, 56.500 CV (42 MW)
Velocità 24 nodi  (44 km/h)
Equipaggio 950–1.220
Armamento
Armamento
  • 8 cannoni da 15"/42 (381mm) Mk I in 4 torri binate
  • 14 cannoni da 6"/45 (152mm) BL Mk XII in affusti singoli
  • 2 cannoni 3" (76,2mm) high-angle su affusto singolo
  • 4 cannoni da 3 pdr (47mm)
  • 4 tubi lancia siluri sommersi da 21" (457 mm)

Dopo la modernizzazione:

  • 8 cannoni da 15"/42 (381mm) Mk I in 4 torri binate
  • 14 cannoni da 6"/45 (152mm) BL Mk XII in affusti singoli
  • 20 cannoni da 4.5"/45 (114 mm) QF Marks III su affusti binati
  • 32 pezzi da 2-pdr (40 m/39) Mark VIII su affusti ottupli
  • 26 pezzi da 20 mm/70 (0.79") Mark II
Note
Motto Valiant and Vigilant

[senza fonte]

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La HMS Valiant fu una nave da battaglia classe Queen Elizabeth della Royal Navy impostata nei cantieri di Fairfield, Govan il 31 gennaio 1913 e varata il 4 novembre 1914. Venne completata nel febbraio 1916.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Prima guerra mondiale

Durante la prima guerra mondiale fece parte del 5th Battle Squadron dell'ammiraglio Hugh Evan-Thomas della Grand Fleet. Prese parte alla battaglia dello Jutland del 31 maggio 1916 rimanendo illesa. Comunque nell'agosto di quell'anno entrò in collisione con la nave gemella, la Warspite e dovette essere sottoposta a riparazioni fino a settembre.

[modifica] Periodo interguerra

Tra il 1929 e il 1930 venne sottoposta a lavori di aggiornamento. Furono aggiunte paratie antisiluro aumentando la larghezza a 31,7 m. I due fumaioli vennero raggruppati in uno e fu aggiunta un'installazione ottupla di pezzi da 2 pdr. Due tubi lanciasiluri furono rimossi e rimpiazzati da un singola catapulta per il lancio di aerei. Queste modifiche aumentarono il dislocamento massimo fino a 35.970 tons.

Nel 1931 il suo equipaggio partecipò all'ammutinamento di Invergordon.

Nel 1936 venne aggiunta una seconda installazione ottupla da 2pdr. Tra il marzo 1937 e il novembre 1939 venne nuovamente aggiornata a Devonport. I macchinari furono cambiati a otto caldaie Admiralty a tre tamburi con quattro turbine a vapore Parsons, incrementando la potenza a 80.000 CV. La riserva di carburante aumentata a 3393 tons di petrolio e, nonostante l'aumento di potenza, la velocità venne ridotta 23,5 nodi a causa dell'aumento di dislocamento e pescaggio. L'armamento secondario venne cambiato in 20 cannoni da 4.5"/45 (114 mm) QF Marks III su affusti binati, 32 cannoni da 2-pdr (40 m/39) Mark VIII su affusti ottupli e 26 cannoni 20 mm/70 (0.79") Mark II. Queste modifiche aumentarono il pescaggio a 10 m e il dislocamento massimo a 36.513 tons.

[modifica] Seconda guerra mondiale

Fu una delle tre navi da battaglia a partecipare alla Distruzione della flotta francese a Mers-el-Kébir, partecipò alla Battaglia di capo Matapan; e fu coinvolta in azioni della Battaglia di Creta, dove venne colpita da due bombe che non causarono gravi danni[1]

Nel dicembre 1941, insieme alla nave gemella Queen Elizabeth, venne minata e affondata da Luigi Durand de la Penne durante un'azione degli incursori subacquei italiani della X Mas nel porto di Alessandria d'Egitto. Poco dopo essere riemerso, venne catturato insieme al suo compagno Bianchi (svenuto per un'avaria all'ARO). Interrogati dagli inglesi si rifiutarono di parlare, ma a 10 minuti dall'ora prevista dell'esplosione, Durand de la Penne fece chiamare il comandante della Valiant, Charles Morgan, e lo avvertì dell'imminente esplosione permettendo all'equipaggio inglese di salvarsi.

Grazie ai bassi fondali affondò solo di qualche metro prima di adagiarsi sul fondo del porto e i suoi ponti superiori rimasero emersi. Sebbene immobilizzata poté dare l'impressione di essere in piena efficienza. Venne recuperata, riparata in Sud Africa e quindi inviata nuovamente nel Mar Mediterraneo per appoggiare gli sbarchi in Sicilia (Operazione Husky) e a Salerno (Operazione Avalanche) nel 1943.

Nel 1944 venne inviata in Estremo Oriente come parte della Eastern Fleet, giungendo a Colombo il 30 gennaio insieme alla Queen Elizabeth e all'incrociatore da battaglia Renown[2]. Partecipò quindi ai raid contro le basi Giapponesi in Indonesia. L'8 agosto 1944 mentre si trovava in un bacino galleggiante a Trincomalee, Ceylon, rimase gravemente danneggiata quando questo affondò, le riparazioni furono ritenute inutili e fu rimandata nel Regno Unito dove venne radiata nel luglio 1945.

[modifica] Dopoguerra

La Valiant servì come nave addestramento a Devonport per il resto della sua carriera. Venne venduta per essere demolita nel marzo 1948.

[modifica] Note

  1. ^ Churchill, op. cit., p. 332
  2. ^ Jackson, op. cit., p. 73

[modifica] Bibliografia

  • Winston Churchill, La seconda guerra mondiale : La grande alleanza, 6ª edizione, Milano, Arnoldo Mondadori, 1960.
  • Robert Jackson, History of the Royal Navy (in inglese), Londra, Parragon, 1999. ISBN 0-7525-3219-7

[modifica] Altri progetti

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