Gualtieri VI di Brienne

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Gualtiero VI di Brienne - Reggia di Versailles (Galleria delle battaglie)

Gualtieri VI di Brienne (Lecce, 1302Poitiers, 19 settembre 1356) fu un nobile di origine francese, la cui vita si divise tra la Grecia, la Francia e l'Italia. Portò i titoli di Conte di Brienne, di Conversano e di Lecce, nonché quello solo nominale di Duca d'Atene, che fu però quello col quale divenne celebre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gualtieri nacque dal conte Gualtieri V e da Giovanna di Chatillon (m. nel 1354), figlia del Conte di Porcien, connestabile del Re di Francia Filippo IV. Dopo la morte del padre, avvenuta durante la battaglia di Halmyros del 1311, ne ereditò i titoli nobiliari; di fatto però i suoi possedimenti in Grecia furono in larga parte puramente nominali, tranne che per quelli stabiliti sulle città di Argo e Nauplia. Per quasi tutta la sua vita cercò di ristabilire il dominio della sua famiglia su Atene contro la Compagnia Catalana, ma senza successo. Dagli anni quaranta del Trecento si spostò in Italia e in Francia, lasciando la Signoria di Argo e Nauplia alla cura di suoi subalterni.

Nel dicembre del 1325 nella cattedrale di Brindisi sposò Margherita, figlia di Filippo I di Taranto e nipote del Re Roberto I di Napoli, un matrimonio strategico che rafforzava la sua presenza in Italia meridionale. Presso la corte degli angioini fu appuntato come vicario di Carlo di Calabria, carica che esercitò per pochi mesi nel 1326.

Nel 1331, con l'appoggio di Roberto di Napoli e di Papa Giovanni XXII salpò per la Grecia in una crociata per la riconquista di Atene. In quella campagna riconquistò Arta al despota Giovanni Orsini, ma non riuscì a prendere Atene per via dell'intervento dei veneziani, che si erano alleati con i catalani. Il suo unico figlio Gualtieri VII morì durante questa campagna.

Dopo essere stato per alcuni anni in Francia, dopo la morte della moglie (1340) tornò in Italia (1342) chiamato dai governatori di Firenze che, preoccupati per la crisi economica iniziata nel 1343, in seguito al mancato rimborso dei prestiti fatti ad Edoardo III d'Inghilterra dai banchieri cittadini, e disperati per le strenue lotte tra guelfi e ghibellini, avevano deciso da alcuni anni di affidare la città a un podestà a condizione che fosse straniero e quindi non legato ad alcuna fazione. Sebbene l'incarico di Gualtieri fosse a scadenza, i ceti bassi di Firenze spinsero affinché fosse nominato signore a vita, ben impressionati dalle sue prime iniziative.

Targa con stemma del Duca d'Atene e lapide che ricorda la "mala ambizione" di un cittadino che lo sostenne, Firenze, via de' Calzaiuoli.

Il governo di Gualtieri divenne presto contraddistinto da dispotismo, ignorando e opponendosi agli interessi della ricca classe mercantile che gli aveva permesso di prendere il potere, trovando supporto nelle residue forze delle antiche famiglie feudatarie già provate dagli esili e dalle lotte di cinquant'anni prima. Impose delle drastiche misure economiche correttive, tese a rimediare al forte debito pubblico, istituendo l'"estimo" e le "prestanze" forzate, delle somme di denaro che i più ricchi dovevano corrispondere in prestito al governo a condizioni molto svantaggiose. Iniziò inoltre una fortificazione militare e ingrandimento di Palazzo Vecchio verso via della Ninna.

Sebbene dal punto di vista della crisi finanziaria le misure si rivelassero utili, dall'altra parte irritarono a tal punto i fiorentini che, solo dieci mesi dopo la sua nomina, congiurarono per liberarsi di lui. Minacciato di eliminazione fisica rassegnò il potere e fuggì dalla città il 26 luglio 1343, giorno di Sant'Anna. La cacciata del Duca d'Atene rimase un episodio "mitologico" nella storia cittadina, descritto con viva partecipazione dal Villani o usato come tema di affreschi per esempio da Andrea Orcagna. Per ringraziare sant'Anna le venne dedicata la chiesa di Orsanmichele e l'attuale chiesa di San Carlo dei Lombardi.

Rifugiatosi in Francia si risposò, ma non ebbe eredi. Diventato Connestabile di Francia nel 1356, morì quello stesso anno durante la Battaglia di Poitiers. I suoi titoli passarono a sua sorella Isabella di Brienne e poi alla nipote di quest'ultima, Maria d'Enghien.

A Firenze rimase sempre noto semplicemente come il Duca d'Atene, e fu citato anche nella novella settima del secondo giorno del Decamerone di Boccaccio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

La Porta del Duca di Atene a Palazzo Vecchio, Firenze, fatta costruire da Gualtieri di Brienne come via di fuga dai suoi appartamenti, che effettivamente utilizzò quando venne cacciato dalla città

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Connestabile di Francia Successore
Giacomo I di Borbone-La Marche 9 maggio – 19 settembre 1356 Robert de Fiennes


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