Grammostola rosea

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Grammostola rosea
Grammostola cf. porteri adult male.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Araneae
Sottordine Mygalomorphae
Famiglia Theraphosidae
Genere Grammostola
Specie G. rosea
Nomenclatura binomiale
Grammostola rosea
Charles Athanase Walckenaer, 1837

La tarantola rosa cilena (Grammostola rosea), nota anche come tarantola fiamma del Cile o tarantola cilena del fuoco, è probabilmente la specie più comune di tarantola disponibile oggi sul mercato grazie sia alla facilità di adattamento, sia al gran numero di esemplari selvatici catturati ed esportati a basso costo dalla loro origine cilena. La Grammostola rosea proviene dal nord del deserto di Atacama, situato nel Cile. La Grammostola rosea è un animale molto comune e le femmine possono vivere fino a 15-20 anni ma vi è la possibilità che possano vivere molto più a lungo.

Nutrimento e habitat[modifica | modifica sorgente]

La Grammostola rosea vive principalmente nel deserto di Atacama, tra il Cile, la Bolivia e l'Argentina. Si nutre principalmente di grilli, blatte, scarafaggi, farfalle e cavallette.

Vita in cattività[modifica | modifica sorgente]

la Grammostola rosea, come molte altre tarantole, viene tenuta come animale domestico, anche se non è in grado di stringere nessun rapporto di empatìa col suo "padrone". È una delle specie più diffuse data la facile reperibilità, il grande adattamento e le poche cure e attenzioni necessarie. Proprio per queste sue caratteristiche è la specie più consigliata per i principianti o per coloro che non hanno molto tempo da dedicare ad un normale animale domestico. È necessario un terrario non molto grande (30cm x 30cm bastano) e soprattutto non troppo alto (20cm di altezza vanno bene), con temperatura dai 24 ai 28 gradi e umidità tra il 55% e il 65% circa, per simulare le condizioni di vita nel deserto. Va nutrita con 4-6 grilli ogni tre settimane o, in alternativa, 1 locusta a settimana. La Grammostola rosea non necessita di documentazione CITES[1], in quanto non rientra tra le specie in via d'estinzione e non rientra nella legge n°213 del 1º agosto 2003, in quanto il suo veleno, come quello della maggior parte delle tarantole, non è pericoloso per l'uomo, salvo casi di reazioni allergiche.

Legge italiana[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
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La legge n° 213 del 1º agosto 2003 sancisce che È vietato a chiunque, detenere, commercializzare, importare, esportare o riesportare tutti gli esemplari vivi di aracnidi selvatici, ovvero provenienti da riproduzioni in cattività, che possono arrecare, con la loro azione diretta, effetti mortali o invalidanti per l'uomo o che comunque possono costituire pericolo per l'incolumità pubblica.[2]

Vista la mancanza di una lista degli aracnidi ritenuti pericolosi è al momento sconsigliato l'acquisto di qualsiasi ragno o scorpione o, in alternativa, è vivamente consigliato documentarsi bene ed informarsi sulla pericolosità della specie che si desidera acquistare.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Specie in CITES
  2. ^ *** Normattiva ***

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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