Giovanni Castriota Granai

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Giovanni Castriota Granai (1467 circa – Mesagne, 2 agosto 1516) figlio di Bernardo Wranan Castriota e Maria Zardari. Nipote di Skanderbeg, eroe nazionale albanese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia Castriota Granai venne in Italia al seguito della famiglia Castriota Skanderbeg. Nel 1480, partecipò alla liberazione di Otranto, al fianco di Giulio Antonio Acquaviva. Bernardo ai primi di agosto 1481 viene inviato a Valona per trattare la liberazione degli ostaggi. Dopo la congiura dei baroni, schieratosi con gli Aragonesi, ricevette da Alfonso II la contea di Copertino confiscata a Pirro del Balzo. Visse a corte presso la regina Giovanna diventandone suo fido amministratore.

Giovanni Castriota Granai fu allevato a corte come un principe e ricevette una fine educazione umanistica (lettere latine e greche) oltre che in lingue straniere. Per la prestanza fisica divenne presto un valoroso condottiero. Grande protagonista della guerra franco-ispanica servì lealmente la corona d'Aragona nei più rilevanti fatti d'arme in Puglia e nel Salento. Combatté contro Carlo VIII e scortò in Spagna la regina nel settembre 1499. Dopo l'esilio in Francia del re Federico, organizzò la riconquista del Salento difendendo Gallipoli, unica città rimasta fedele agli Aragonesi. Succedette al padre nel 1508 come Duca di Ferrandina, conte di Copertino e marchese di Galatone aggiungendo alla contea di Copertino le terre di Leverano e Veglie. Dopo il matrimonio nel 1513 con Giovanna Gaetani di Traetto visse a Mesagne ove morì il 2 agosto 1516. A lui succedette l'unica figlia Maria nata nel 1513 sotto la tutela della regina e dello zio Alfonso, mentre la moglie Giovanna Gaetani si risposò con Giovan Bernardino Acquaviva, duca diNardò.

I fratelli Alfonso e Ferrante[modifica | modifica sorgente]

  • Ferrante Granai: fu il miglior guerriero della famiglia ed operò lontano dal Salento. Nel 1524 e 1525 fu capitano generale della cavalleria leggera al comando dell'avanguardia dell'esercito imperiale. Morì nella battaglia di Pavia.
  • Alfonso Granai: dopo la scomparsa dei fratelli Giovanni e Ferrante cercò di riunire nel suo casato tutti i feudi della famiglia Castriota Granai attraverso matrimoni tra i suoi figli ed i nipoti. Fece sposare il figlio Antonio con la nipote Maria, erede di Giovanni, e l'altro figlio Giovanni con la nipote Giovanna, erede di Ferrante. Per le altre figlie combinò matrimoni con le più importanti famiglie napoletane. Il suo talento politico gli fece raggiungere nel 1532 la nomina a consigliere regio, affiancando il viceré Pietro di Toledo.

La discendenza[modifica | modifica sorgente]

Bernardo Granai (Wranan) Castriota  + 1508 
 
 |→ Giovanni vicario della regina in Puglia e Basilicata;
      conte di Copertino e marchese di Galatone (1467-1516)
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         |→ Maria sposa il figlio di Alfonso, Antonio conte di Copertino
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         |→ Pirro (figlio naturale nato nel 1498) barone di Parabita e governatore di Terra d'Otranto 
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 |→ Alfonso governatore in Capitanata e in Calabria
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         |→ Antonio sposa la figlia di Giovanni, Maria
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         |→ Giovanni sposa la figlia di Ferrante, Giovanna
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         |→ Isabella sposa Acquaviva
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         |→ Camilla sposa Caracciolo
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         |→ Giovanna sposa Capece
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 |→ Ferrante governatore dell'Abruzzo                       |
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         |→ Giovanna sposa il figlio di Alfonso, Giovanni
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         |→ Ippolita sposa Becci

Da una nobildonna della famiglia Mele, giovanni ebbe il figlio naturale Pirro: nato a Galatone nel 1498, rimasto orfano, fu aiutato dallo zio Alfonso che lo preferì al figlio Antonio. Allievo del Galateo per le lettere latine e greche, abile condottiero ed unico maschio a perpetuare la stirpe dei Castriota Granai. Divenne barone di Parabita e governatore di Terra d'Otranto.

Tra il 1522 ed il 1535 nella chiesa di San Sebastiano a Galatone, voluta dal padre Giovanni, il galatonese Pirro assieme alla sorellastra Maria e allo zio Alfonso dedicano al loro amato genitore il meraviglioso bassorilievo col corteo trionfale per celebrare le sue vittorie sui francesi. Un solenne ingresso in città di Giovanni Castriota Granai ispirato ai Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Zacchino Vittorio, Primordio Luigi Galatone da Malacarne a oggi (1407-2007) ISBN 88-902071-9-1 Edit Santoro Galatina (Lecce) 2006.