Gigante di Cardiff

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Il Gigante di Cardiff esumato nell'ottobre 1869
Il Gigante di Cardiff in mostra a Bastable, Syracuse, NY nel 1869.

Il Gigante di Cardiff fu una delle più famose bufale della storia degli Stati Uniti d'America. Venne descritto come un uomo pietrificato, alto tre metri, scoperto il 16 ottobre 1869, da parte di alcuni lavoratori che stavano scavando un pozzo dietro il fienile di William C. "Stub" Newell a Cardiff nello Stato di New York. Sia l'originale, sia una copia non autorizzata, fatta da Phineas Taylor Barnum, sono ancora oggi in mostra[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Creazione e scoperta[modifica | modifica sorgente]

Il gigante fu opera di George Hull, un tabaccaio di New York. Hull, che era ateo, decise di creare il gigante dopo una discussione avvenuta in una riunione metodista sul brano della Genesi 6.4 che narrava dell'esistenza di giganti che un tempo vivevano sulla Terra.[2] L'idea dell'uomo pietrificato non fu comunque originale di Hull. Nel 1858 il quotidiano Alta California aveva pubblicato una lettera falsa nella quale si sosteneva che un cercatore era rimasto pietrificato quando aveva bevuto un liquido contenuto all'interno di un geode.

Alcuni giornali avevano pubblicato anche altre storie di persone in apparenza pietrificate.[3] Hull chiese ad alcuni operai di Fort Dodge nello Iowa di ritagliare un blocco di gesso lungo 3,2 m dicendo loro che era destinato ad un monumento ad Abramo Lincoln a New York. Fece spedire il blocco a Chicago, dove assunse Edward Burghardt, uno scalpellino tedesco, per scolpire l'immagine di un uomo, facendogli giurare di mantenere il segreto.

Vennero usati acidi e altre tecniche per trasformare la statua in modo che apparisse vecchia e dissotterrata, e la superficie del gigante fu colpita con aghi di acciaio per simulare i pori. Nel mese di novembre 1868, il gigante Hull, trasportato per ferrovia, giunse alla fattoria di William Newell, suo cugino. A quel punto, aveva già speso 2600 dollari per confezionare la bufala. Quasi un anno dopo, Newell assunse Gideon Emmons e Henry Nichols, fingendo di voler scavare un pozzo. Il 16 ottobre 1869 si disse che venne trovato il gigante. Uno degli operai che fecero la scoperta, esclamò: "Un vecchio indiano venne sepolto qui!"[3]

Esposizione fraudolenta[modifica | modifica sorgente]

Newell mise il gigante sotto una tenda e iniziò a far pagare 25 centesimi di dollaro a chi voleva vederlo. Due giorni dopo raddoppiò il prezzo a mezzo dollaro[3] alla gente che accorreva sui carri. Molti archeologi dissero che il gigante era un falso, e alcuni geologi notarono che non vi era alcuna buona ragione per cercare di scavare un pozzo nel punto esatto in cui il gigante era stato trovato. Othniel C. Marsh, paleontologo di Yale, lo definì "una grande bufala". Alcuni fondamentalisti cristiani e predicatori, invece, ne difesero l'autenticità.[4]

A quel punto, Hull cedette la sua parte per 23.000 dollari (pari a circa 423.000 nel 2013) a un consorzio di cinque uomini guidati da David Hannum. Questi spostarono la statua a Syracuse, per metterla in mostra. Il gigante attirava le folle in modo tale che l'uomo di spettacolo P. T. Barnum offrì 50.000 dollari per il gigante. Quando il consorzio rifiutò l'offerta, Barnum assunse un uomo per modellare la forma del gigante in cera e creare una copia in gesso che mise in mostra a New York, affermando che il suo era il vero gigante, e che il Gigante di Cardiff era un falso.[3]

Non appena i giornali riportarono la versione di Barnum, David Hannum disse: "Nasce un babbeo ogni minuto" in riferimento agli ingressi a pagamento per vedere il gigante di Barnum. Nel corso del tempo, la citazione è stata attribuita erroneamente a Barnum stesso. Hannum citò in giudizio Barnum dicendo che il suo gigante era un falso, ma il giudice gli disse di portare il suo gigante in aula e farlo giurare sulla sua autenticità se voleva un provvedimento favorevole.[3] Il 10 dicembre, Hull confessò l'imbroglio alla stampa. Il 2 febbraio 1870 entrambi i giganti vennero dichiarati un falso in tribunale.

Il giudice stabilì che Barnum non poteva comunque essere citato in giudizio. Il gigante di Cardiff apparve nel 1901 alla Pan-American Exposition ma non richiamò molta attenzione.[3] Un editore dello Iowa lo acquistò in seguito per adornare la sua tavernetta utilizzandolo come tavolino da caffè. Nel 1947 lo vendette al Farmers' Museum di Cooperstown, dove è ancora in mostra. Il proprietario del Marvin's Marvelous Mechanical Museum, museo di antichità di Farmington Hills, ha dichiarato che la copia in esposizione è quella di Barnum.[5][6]

Imitatori[modifica | modifica sorgente]

Il gigante di Cardiff ha ispirato numerose altre bufale:

  • Nel 1876, a Beulah, fu ritrovato il Solid Muldoon (sorta di uomo pietrificato), che fu esposto dietro il pagamento di 50 centesimi a biglietto. Circolò anche una voce secondo cui Barnum si era offerto di acquistarlo per 20.000 dollari. Un operaio, in seguito, rivelò che anche questa era una creazione di George Hull, aiutato da Willian Conant. Il Solid Muldoon era fatto di argilla, ossa dissotterrate, carne, polvere di roccia, e gesso.
  • Nel 1877, il proprietario del Taughannock House Hotel di Cayuga Lake, nello stato di New York, assunse alcuni operai per creare un falso uomo pietrificato e lo fece interrare dove stavano scavando per ampliare la struttura. Uno degli uomini che avevano sepolto il gigante in seguito rivelò la verità quando era ubriaco.
  • Nel 1892 Jefferson "Soapy" Smith, de facto a capo della città di Creede, acquistò un uomo pietrificato per 3000 dollari e lo mise in esposizione per 10 centesimi a persona. I profitti di Soapy non vennero dall'esposizione di "McGinty", come era chiamato l'uomo pietrificato, ma piuttosto da alcune attrazioni, come il gioco della conchiglia creato per intrattenere le folle che aspettavano in fila. Questo era un vero corpo umano, intenzionalmente iniettato con sostanze chimiche per la conservazione e la pietrificazione. Soapy espose McGinty dal 1892 al 1895 facendolo girare per tutto il Colorado e nel nord-ovest degli Stati Uniti.
  • Nel 1897, un uomo pietrificato, trovato lungo il fiume nelle vicinanze di Fort Benton, si disse fosse l'ex governatore territoriale e generale della guerra civile americana, Thomas Francis Meagher. Meagher era annegato nel fiume Missouri nel 1867. L'uomo esposto in tutto il Montana come una meraviglia e quindi anche a New York e Chicago.[7]

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1870, Mark Twain scrisse "A Ghost Story" in cui il fantasma del gigante di Cardiff si materializza in una stanza d'albergo di Manhattan e chiede di essere risepolto. Il gigante è così confuso che perseguita la copia di Barnum di se stesso.
  • Nel 1871, L. Frank Baum pubblicò un poema dal titolo "The True Origin of the Cardiff Giant" nel suo giornale personale, The Rose Lawn Home Journal, vol. 1, #3.[8]
  • George Auger, uno dei proprietari del circo Ringling Brothers adottò il nome d'arte di "Cardiff Giant". Avrebbe dovuto interpretare il personaggio nel film di Harold Lloyd del 1923, dal titolo Perché preoccuparsi?, ma morì poco dopo l'avvio delle riprese, innescando una ricerca a livello nazionale per la sua sostituzione.
  • La novella di Howard Phillips Lovecraft, "Out of the Aeons" menziona il gigante di Cardiff, mettendolo in contrasto con le vere mummie esposte nel Cabot Museum of Archaeology di Boston in Massachusetts.[9]
  • Nel 2011, l'artista Ty Marshal creò una copia, a dimensioni reali, del gigante di Cardiff in occasione del 142° aniversario della scoperta a Syracuse, New York (16 ottobre 2011).[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il gigante di Cardiff, bizzarrobazar.com. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  2. ^ Magnusson 2006, p. 188
  3. ^ a b c d e f Mark Rose, When Giants Roamed the Earth in Archaeology, vol. 58, n. 6, Archaeological Institute of America, novembre/dicembre 2005. URL consultato il aprile 26, 2005.
  4. ^ Cardiff Giant, Geological Hall, Albany
  5. ^ Joe Nicklell, Cardiff's Giant Hoax in Skeptical Inquirer, vol. 33, n. 3, maggio/giugno 2009.
  6. ^ Marvin's Marvelous Mechanical Museum, RoadsideAmerica.com. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  7. ^ Kemmick, Ed. "'Petrified' man was big attraction in turn-of-the-last-century Montana" Billings Gazette, March 13, 2009
  8. ^ The True Origin Of The Cardiff Giant
  9. ^ Lovecraft, H.P. and Heald, Hazel Out of the Aeons
  10. ^ Syracuse.com: "This is no hoax, it's an artistic copy"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Magnus Magnusson, Fakers, Forgers & Phoneys, Edinburgh, Mainstream Publishing, 2006. ISBN 1-84596-190-0.
  • Scott Tribble, A Colossal Hoax: The Giant From Cardiff that Fooled America, Rowman & Littlefield, 2009. ISBN 978-0-7425-6050-5.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]