Gasparino Barzizza

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Gasparino Barzizza

Gasparino Barzizza (in lingua latina Gasparinus Barzizius o Gasparinus Bergomensis o Gasparinus Pergamensis; Bergamo ?, 1360Milano, 1431) è stato un umanista, pedagogista, filologo e lessicografo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Non sono noti con certezza i principali dati biografici di Gasparino Barzizza. Nacque probabilmente a Bergamo da un notaio di nome Pietrobono originario di Barzizza, attualmente frazione di Gandino; alcuni ritengono che sia nato a Barzizza[1]. Nel 1390 frequentava all'Università di Pavia le lezioni di "gramatica et rhetorica" di Giovanni Travesio avendo come condiscepolo Antonio Loschi[2]. In base a quest'ultimo dato si è pensato che fosse nato attorno al 1370; l'anno di nascita 1360 è stato tuttavia dedotto da una lettera, scritta dallo stesso Barzizza ai figli nel 1422, in cui l'umanista affermava di avere 63 anni[3]. Conseguì il dottorato in arti presso lo Studio di Padova nel 1413, quando era già da anni in quell'università come insegnante.

Eventi familiari[modifica | modifica sorgente]

Barzizza sposò verso la fine del '300 la nobile Lucrezia Agliardi di Bergamo. Dal matrimonio nacquero cinque figli: Niccolò, Giovanni Agostino, Guiniforte, Giovanni Lorenzo e Giovanni Paolo. La moglie morì di parto gemellare nel 1418[4]. Il primogenito Niccolò, insegnante di retorica a Bologna e podestà di Trento nel 1423, premorì al padre (come peraltro l'ultimogenito Giovanni Paolo). Giovanni Agostino conseguì il dottorato a Padova nel 1444[5]. Il terzogenito Guiniforte divenne un umanista di grande valore[6].

Insegnamento[modifica | modifica sorgente]

Tenne il suo primo insegnamento di grammatica, in forma privata a Bergamo. Nel 1402 si trasferì fu professore di grammatica e di retorica all'università di Pavia; nel 1407 dovette dovette lasciare Pavia, per il ritorno del suo maestro Giovanni Travesio, e si trasferì a Venezia dove fu precettore privato dei Barbaro. Nel 1408 ottenne l'incarico di retorica e filosofia morale all'università di Padova. Rimase allo studio padovano fino al 1421, esponendo la dottrina dell'imitazione ciceroniana sia nelle lezioni e negli scritti (De compositione). Nello stesso periodo tenne anche una scuola privata, organizzando nella sua abitazione un convitto per giovani facoltosi secondo nuovi criteri educativi e con uno spirito di cordialità che fu di esempio per Guarino Veronese e Vittorino da Feltre, suoi amici e ideatori di iniziative pedagogiche analoghe. Durante la sua permanenza a Padova fu nominato segretario apostolico dall'antipapa Giovanni XXIII (13 agosto 1414); nel 1417 fu per qualche tempo al concilio di Costanza come segretario di papa Martino V[7]. Nel 1416 ottenne la cittadinanza padovana e l'anno successivo quella veneziana. Nel 1421 si trasferì a Milano, su invito di Filippo Maria Visconti. Nel 1428 tornò ad insegnare a Pavia; ma era ormai molto anziano e ammalato; morì qualche giorno prima del 18 febbraio 1431[1].

Barzizza ha inaugurato la tradizione ciceroniana dell'insegnamento umanistico. Una testimonianza della sua metodologia didattica è una disputa guidata dal maestro fra due scolari di Barzizza, Nicola Contarini e Francesco Barbaro, che ci è stata trasmessa in tre codici[8]

Epistolae Gasparini del 1470 il primo libro stampato in Francia, a cura dal rettore della Sorbona Jean Heynlin

Attività letteraria[modifica | modifica sorgente]

L'attività letteraria e filologica di Gasparino Barzizza ha ruotato attorno alla sua attività didattica.

  • Il De compositione è un manuale di retorica e di stilistica composto attorno al 1420 con esempi tratti soprattutto da Quintiliano e Cicerone[9].
  • Epistolae ad exercitationem accomodatae è una raccolta, curata dallo stesso Barzizza, di modelli di scrittura epistolare come esercitazione scolastica. Si tratta di una raccolta di lettere, prive di data e nome di destinatario, ma fornite di risposta, che venne utilizzato come testo scolastico anche fuori d'Italia; per inciso, una edizione delle Epistolae Gasparini del 1470 è stato il primo libro stampato in Francia, a cura dal rettore della Sorbona Jean Heynlin de La Pierre (Lapidanus)[10]
  • Il trattato Orthographia è diviso in quattro parti: nella prima sono trattati problemi di ordine generale, compresa la trascrizione dei termini greci; nella seconda sono elencati, i ordinei o alfabetico, i termini di dubbia ortografia; nella terza i termini dittongo iniziale; nella quarta parte la punteggiatura[11].
  • Il Vocabularium breve, composto attorno al 1417-18, è un dizionario etimologico dei termini latini. È stato stampato in numerose edizioni, la più antica delle quali è del 1509[12], in altre è presente la traduzione in dialetto bergamasco dei termini[13].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Giuseppe Ronchetti, Memorie istoriche della città e chiesa di Bergamo raccolte dal codice diplomatico del signor canonico Mario Lupi, da' suoi manoscritti e da' monumenti autentici, dal principio del V secolo di nostra salute sino all'anno MCCCCXXVIII. Bergamo : dalla Tipografia di Luigi Sonzogni, 1818, Tomo V, p. 8-9 (on-line)
  2. ^ Giuseppe Mainardi, Il Travesio, il Barzizza e l'Umanesimo pavese. in Bollettino della Società pavese di Storia patria, vol. 53, 1953, pp. 13-25.
  3. ^ Ludwig Bertalot, Die älteste Briefsammlung des Gasparino Barzizza. München : Rosenthal, 1929
  4. ^ Guarino Veronese, "Consolatoria per la morte della moglie di Gasparino Barzizza". In: Giornale storico della letteratura italiana Vol. XXVII, I semestre 1896, pp. 331-4
  5. ^ Acta graduum academicorum Gymnasii Patavini : ab anno 1406 ad annum 1450 : cum aliis antiquioribus in appendice additis iudicio historico collecta ac digesta, curantibus Caspare Zonta et Iohanne Brotto. Padova : Antenore, 1970
  6. ^ G. Martellotti, "BARZIZZA, Guiniforte (Guinifortus Barzizius, Bargigius, de Barziziis)". Dizionario biografico degli Italiani (on-line)
  7. ^ Fu suo supplente a Padova l'alunno Francesco Filelfo
  8. ^ Percy Gothein, Francesco Barbaro. Früh-Humanismus und Staatskunst in Venedig. Berlin : Die Runde, 1932, p. 30
  9. ^ Robert Sonkowsky, "Critical Edition of the Latin Rhetorical Treatise De Compositione by Gasparino Barizizza of Bergamo, " Year Book of the American Philosophical Society, 1962, 629
  10. ^ Wilhelm Heinrich Christian Gläser, Bruchstücke zur Kenntnis der Lübecker Erstdrucke von 1464 bis 1524: nebst Rückblicken in die spätere Zeit. Lübeck : W. Gläser, 1903, p. 179
  11. ^ Gasparino Barzizza, Orthographia clarissimi oratoris Gasparini Bergomensis de uerbis quibus frequentior usus est & in quibus sepius a recta scribendi via deceditur, Venezia, senza data (probabilmente dopo il 1510)
  12. ^ Gasparino Barzizza, Vocabularium breue, Venetiis : per Simonem de Luere, 1509
  13. ^ Gasparino Barzizza, Vocabularium breue magistri Gasparini Bergamensis. In quo continentur omnia genera vocabulorum: que in vsu frequenti: & quottidiana consuetudine versantur. Incipiens a rebus diuinis ad res celestes, aereas, maritimas, terrestres, inanimatas, ac animatas. Caesenae : per Ioannem de Bolis, & Costantonum de Raueribus, 1528

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Alessandro Furietti, Gasparini Barzizii Bergomatis et Guiniforti filii Opera quorum pleraque ex mss. codicibus nunc primum in lucem eruta recensuit, ac edidit Joseph Alexander Furiettus Bergomas utriusque signaturae referendarius, abbas SS. Simonis, et Judae Bergomi, nec non B. Mariae, omniumque sanctorum de Galgario perpetuus commendatarius. Pars prima. Roma: apud Jo. Mariam Salvioni Typographum Vaticanum in Archigymnasio Sapientiae, 1723.
  • Giuseppe Alessandro Furietti, Guiniforti Barzizii Bergomatis Gasparini filii Philippi Mariae vicecomitis Mediolani ducis, orato Orationes, et epistolae. Pars secunda. Romae: apud Jo. Mariam Salvioni typographum Vaticanum in archigymnasio Sapientiae, 1723.
  • G. Martellotti, «BARZIZZA, Gasperino (Gasparinus Barzizius; G. Bergomensis o Pergamensis)», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 7, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.

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