Giuseppe Alessandro Furietti

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Giuseppe Alessandro Furietti
cardinale di Santa Romana Chiesa
Furietti.jpg
Nato Bergamo, 23 gennaio 1684
Ordinato presbitero Bergamo, 1705
Creato cardinale 24 settembre 1759, cardinale prete dei Santi Quirico e Giulitta da papa Clemente XIII
Deceduto Roma, 14 gennaio 1764

Giuseppe Alessandro Furietti (Bergamo, 23 gennaio 1684Roma, 14 gennaio 1764) è stato un cardinale, letterato, archeologo, antiquario ed erudito italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Medaglia presso la Biblioteca Angelo Mai di Bergamo

Nacque da Giovanni e da Caterina Terzi, entrambi di famiglia patrizia bergamasca. Fece i primi studi a Bergamo; studiò poi retorica e filosofia nel collegio Elvetico di Milano, teologia e matematica nell'Almo Collegio Borromeo di Pavia e infine diritto civile e canonico all'Università di Pavia laureandosi in utroque iure attorno al 1705; all'incirca nello stesso anno venne ordinato sacerdote a Bergamo.

Nel 1709 si trasferì a Roma con l'intenzione di entrare nella Curia Romana. Ebbe successo come giurista e diplomatico: nel 1722 fu nominato referendario utriusque Signaturae, nel 1743 ottenne la segretaria della Congregazione del Concilio, e nel 1759 ottenne la porpora cardinalizia. I suoi interessi erano rivolti tuttavia anche alla ricerca erudita e all'archeologia.

Nel 1710 fu ammesso all'Accademia dell'Arcadia, col nome di Entesto Calameo. Scrisse le biografie dell'umanista Gasparino Barzizza[1], del figlio Guiniforte[2] e del poeta Publio Fontana[3] (la prima fu ammirata fra l'altro dal Muratori). Aveva iniziato la cura delle lettere di Maurizio Cattaneo, l'umanista precettore del Tasso; ma non ebbe la possibilità di portarla a termine e il materiale raccolto venne utilizzato dall'abate Piero Antonio Serassi, anch'egli bergamasco e suo segretario dal 1759, per una Vita di Torquato Tasso[4].

Mosaico delle colombe (Musei capitolini)

Come antiquario studiò particolarmente villa Adriana, eseguendo a sue spese degli scavi nel corso dei quali nel 1736 rinvenne due straordinarie statue in marmo centauri, opera dei due maestri greci Aristea e Papia, e nel 1738 il celebre mosaico "delle colombe"; quest'ultima scoperta lo spinse a studiare l'arte dei mosaici tanto da dare alle stampe nel 1752 la sua opera più importante, il trattato De musivis[5]. Ci si è chiesti perché papa Benedetto XIV non abbia concesso la porpora al Furietti; l'ipotesi, riferita anche dal Moroni, di una ripicca da parte del papa per il rifiuto del Furietti a cedere ai Musei capitolini le statue dei centauri viene giudicata infondata; il rifiuto sarebbe stata di natura politica: nella controversia fra la Repubblica di Venezia e l'Austria a proposito della giurisdizione del patriarcato di Aquileia, Furietti, suddito veneto, aveva preso le parti della Serenissima[6]; la porpora gli venne data dal successore di Benedetto XIV, il veneto Carlo Rezzonico.

A Roma Furietti si dedicò anche al patrocinio dei bergamaschi di Roma. Lasciò inoltre la sua ricca biblioteca romana alla città di Bergamo con la clausola che fosse aperta al pubblico. Il lascito, costituito da 1363 volumi e dai manoscritti del Furietti, costituì il primo nucleo della Civica Biblioteca Angelo Mai di Bergamo[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gasparini Barzizii Bergomatis et Guiniforti filii Opera quorum pleraque ex mss. codicibus nunc primum in lucem eruta recensuit, ac edidit Joseph Alexander Furiettus Bergomas utriusque signaturae referendarius, abbas SS. Simonis, et Judae Bergomi, nec non B. Mariae, omniumque sanctorum de Galgario perpetuus commendatarius. Pars prima. Roma : apud Jo. Mariam Salvioni Typographum Vaticanum in Archigymnasio Sapientiae, 1723
  2. ^ Guiniforti Barzizii Bergomatis Gasparini filii Philippi Mariae vicecomitis Mediolani ducis, orato Orationes, et epistolae. Pars secunda. Romae : apud Jo. Mariam Salvioni typographum Vaticanum in archigymnasio Sapientiae, 1723
  3. ^ M. Publii Fontanae Bergomatis Poemata omnia Latine scripta quae jamdiu a m. Antonio Foppa in unum collecta, nunc demum aucta & illustrata in lucem prodeunt. Bergomi : excudebat Petrus Lancellottus, 1752
  4. ^ Piero Antonio Serassi, La vita di Torquato Tasso scritta dall'abate Pierantonio Serassi. Bergamo : Locatelli 1790
  5. ^ Giuseppe Alessandro Furietti, Iosephi Alexandri Furietti utriusque Signaturi Referendarii, Sacrarum Congr. Concilii, & Residentiae Episcoporum a secretis De Musivis ad SS. Patrem Benedictum XIV Pontificem Maximum. Roma : Apud Io. Mariam Salvioni typographum Pontificium Vaticanum, 1752
  6. ^ Girolamo Dandolo, La caduta della repubblica di Venezia ed i suoi ultimi cinquant'anni : studi storici. Venezia : co' tipi di Pietro Naratovich, 1855
  7. ^ Ivano Sonzogni, "Una Biblioteca per i bergamaschi di gran talento, il cardinale Furietti e la fondazione della Civica, Bergomum", Bollettino della Civica Biblioteca', n. 2, 1994

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Battista Gallizioli, Memorie per servire alla storia della vita degli studj e degli scritti del cardinale Giuseppe Alessandro Furietti raccolte da Giovambattista Gallizioli del S.R.I. conte e cavaliere. Lucca: a spese di Francesco Locatelli, 1790
  • Gaetano Moroni, "FURIETTI Giuseppe Alessandro, Cardinale". In Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia : Tipografia Emiliana, 1844, Vol. XXVI, pp. 75–77 (on-line)
  • G. Fagioli Vercellone, "Furietti, Giuseppe Alessandro". In: "Dizionario biografico degli Italiani", Vol. L (on-line)
  • Ivano Sonzogni, Una Biblioteca per i bergamaschi di gran talento, il cardinale Furietti e la fondazione della Civica, Bergomum", Bollettino della Civica Biblioteca, n. 2, 1994, pp. 5–46.
  • Ivano Sonzogni, Il carteggio Alessandro Furietti - Pierantonio Serassi. Momenti dell'erudizione bergamasca a metà Settecento, in "Bergomum", n.2, 1996, pp. 91–188.
  • Ivano Sonzogni, L'epistolario bergamasco dell'abate trentino Baldassare de Martini In: Atti della Accademia Roveretana degli Agiati, 2008,pp. 139–162.

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