Gasland

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GasLand
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2010
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere documentario
Regia Josh Fox
Soggetto Josh Fox
Sceneggiatura Josh Fox
Produttore Josh Fox, Trish Adlesic, Molly Gandour
Produttore esecutivo Debra Winger, Hunter Gray
Casa di produzione International WOW Company
Montaggio Matthew Sanchez
Musiche Brian Scibinico
Interpreti e personaggi
Premi

GasLand è un film documentario del 2010 diretto da Josh Fox. È mirato a mostrare l'impatto negativo del processo di fratturazione idraulica o fracking (metodo di estrazione di shale gas, una particolare varietà di gas naturale) su alcune comunità rurali e realtà cittadine negli U.S.A.. Il regista statunitense intraprende un personale viaggio attraverso gli states per documentare, attraverso testimonianze dirette, i disagi provocati alla popolazione, mostrando danni cronici alla salute di persone e animali e all'ambiente, in particolare attraverso l'immissione nel terreno e nell'aria di sostanze chimiche spesso sconosciute agli stessi addetti ai lavori che finiscono per contaminare le falde acquifere e i corsi d'acqua.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Tutto ha inizio nel maggio del 2008, quando lo stesso Josh Fox riceve un'offerta dalla Energy in Depth (EiD), una compagnia estrattiva (che ha ufficialmente smentito di aver mai inviato la richiesta) che gli promette un pagamento di 100.000$ in cambio dei permessi per lo sfruttamento delle riserve di gas naturale presenti sotto i terreni di famiglia presso Milanville, Pennsylvania. La casa in cui è cresciuto e in cui vive Fox, infatti, si trova sulla cosiddetta "red zone", zona che attraversa gran parte degli Stati Uniti e su cui si stanno concentrando gli investimenti delle majors con l'obiettivo di far raggiungere al paese l'autosufficienza energetica entro il 2020.

Preoccupato da quelli che, secondo lui, sono i potenziali pericoli che corre il vicino fiume Delaware, che rifornisce di acqua potabile 15,6 milioni di abitanti della East Coast (tra New York, Philadelphia e altri territori del Delaware), Fox decide di portare avanti un'indagine personale sull'effetto che questi impianti hanno sulle popolazioni di Divide Creek (Colorado), Pavilion (Wyoming) e Forth Worth (Texas), ma anche negli stati di Utah, Nuovo Messico, New York e Pennsylvania. Dalla viva voce dei cittadini protagonisti lo spettatore può osservare con i suoi occhi danni fisici su animali e persone, plastificazione della superficie delle acque e addirittura assistere, in più casi, all'inusuale infuocarsi dell'acqua corrente del rubinetto per la presenza di gas naturale al suo interno. Tutto questo è reso possibile grazie all'Energy Policy Act del 2005, passato sotto l'amministrazione di George W. Bush, che permette alle compagnie di bypassare le restrizioni del Safe Drinking Water Act, complesso di norme tese a proteggere da qualsiasi contaminazione le fonti di acqua potabile.

Surreale la scena in cui il protagonista, sullo sfondo di un impianto estrattivo in attività, suona il banjo indossando una maschera antigas.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato realizzato con 18 mesi di riprese di tipo quasi amatoriale effettuate dallo stesso Fox, che ha iniziato l'indagine in proprio, per poi raccogliere lungo la strada il sostegno di altri cameraman. Per i contenuti sono stati contattati in particolare anche l'Environmental Protection Agency (EPA) e le compagnie del settore, ma queste ultime hanno rifiutato di sottoporsi alle domande del regista.

TruthLand e The sky is pink[modifica | modifica sorgente]

Le compagnie estrattive hanno risposto lanciando, attraverso l'Indipendent Petroleum Association of America, il contro-documentario TruthLand per sottolineare quelle che, a loro giudizio, sono gli errori di fondo e le omissioni contenuti nel lavoro di Josh Fox. Quest'ultimo ha poi risposto nel 2012 con un video della durata di 20 minuti intitolato "The sky is pink", portando alla luce documenti e studi commissionati dalle stesse compagnie e sepolti nei cassetti, comprovanti i pericoli di tenuta dei pozzi e i potenziali rischi di contaminazione delle falde acquifere.

FrackNation[modifica | modifica sorgente]

Anche il giornalista investigativo irlandese Phelim McAleer ha prodotto un documentario critico nei confronti di quello di Fox, intitolato FrackNation.

Sequel[modifica | modifica sorgente]

È in fase di lancio il sequel di questo documentario, GasLand Part II, sempre a cura di Josh Fox.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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