Gaetano Latilla

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Gaetano Donato Giuseppe Domenico Latilla

Gaetano Donato Giuseppe Domenico Latilla o Attila, L'Attila, La Tilla (Bari, 12 gennaio 1711Napoli, 15 gennaio 1788) è stato un compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Da bambino fu cantore nel coro delle voci bianche della Cattedrale di San Sabino di Bari. Nel marzo 1726 si recò a Napoli per studiare musica al Conservatorio di Sant'Onofrio a Porta Capuana, dove fu allievo di Ignazio Prota e Francesco Feo.

Nella primavera del 1732 debuttò come operista al Teatro dei Fiorentini di Napoli con l'opera buffa Li mariti a forza. Nello stesso teatro seguirono le rappresentazioni di altri suoi lavori: L'Ottavio nell'inverno del 1733, Gl'ingannati nel 1734 e Angelica ed Orlando nell'autunno del 1735.

Tutte queste opere gli fruttarono numerosi consensi, tant'è che nel 1738 si diresse alla volta di Roma per mettere in scena al Teatro Argentina Polipodio e Rucchetta e al Teatro Valle L'Orazio. Fu a Venezia durante il Carnevale per dare al Teatro San Giovanni Grisostomo il dramma Demofoonte. Sempre nello stesso anno tornò a Roma per rappresentare al Teatro Valle La finta cameriera, il lavoro operistico più noto di Latilla.

Dal 1º dicembre 1738 fu operativo come vice maestro di cappella presso la Basilica di Santa Maria Maggiore. In questo periodo produsse altri lavori teatrali, che furono molto acclamati: Romolo, Siroe e Olimpia nell'isola di Ebuda. Nel 1741, a causa di problemi di salute, dovette lasciare Roma per tornare nella città partenopea.

Nel 1753 fu nuovamente in viaggio per Venezia, dove il 14 dicembre diventò maestro del coro dell'Ospedala della Pietà (mantenne questa posizione fino al 14 marzo 1766). Nel 1762 diventò vice maestro di cappella della Basilica di San Marco accanto a Baldassarre Galuppi. Nel 1766 abbandonò tutti gli impieghi che aveva presso la città lagunare e fece ritorno a Napoli. Dopo un altro viaggio a Venezia nel 1774, si stabilì definitivamente a Napoli fino alla morte.

Considerazioni sull'artista[modifica | modifica sorgente]

Oltre ad essere stato un acclamato operista, scrisse un discreto numero di lavori sacri, per lo più composti durante la sua permanenza all'Ospedale della Pietà.

Fu inoltre maestro di alcuni futuri famosi compositori della scuola napoletana, come Antonio Sacchini e Niccolò Piccinni, il quale era suo nipote.

Lavori[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Sono note 49 opere di Latilla; la data e la città si riferiscono alla prima rappresentazione.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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