Francesco De Robertis

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Francesco De Robertis (San Marco in Lamis, 16 ottobre 1902Roma, 3 febbraio 1959) è stato un regista e sceneggiatore italiano.

Ufficiale della Marina Militare, che ha dedicato una vasta filmografia all’ambiente della Marina ed ha realizzato pellicole di ambientazione bellica, un genere poco praticato dal cinema italiano. I film sono centrati su dovere e disciplina militare, eroismo quotidiano ed esaltazione dei sani valori della tradizione. ([1])

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Francesco De Robertis lascia la natia cittadina del Gargano, frequenta l’Accademia Navale di Livorno, intraprende la carriera militare (capitano di corvetta, alto ufficiale della Marina Militare Italiana), e si interessa di spettacolo come regista teatrale. Come commediografo realizza tre opere nel periodo dal 1932 al 1936.

Attività professionale[modifica | modifica sorgente]

È nominato direttore del "Centro cinematografico" presso il Ministero della Marina, e nel 1939 realizza un documentario di informazione e propaganda dal titolo significativo: "Mine in vista". Si specializza in storie marinare e, negli anni dal 1941 al 1943, realizza i film della "tetralogia militare": Uomini sul fondo, Alfa Tau!, Uomini e cieli e Marinai senza stelle, considerati tra le ultime pellicole del Cinema di propaganda fascista. Da notare che nell’ultimo film recita una famosa coppia di attori di teatro: Antonio Gandusio e Cesarina Gheraldi e anche il tredicenne Tito Stagno.

Nel 1940 Roberto Rossellini viene chiamato ad assisterlo in Uomini sul fondo. Poi nel 1941 conosce Mario Bava, che dirigerà la fotografia di molti suoi cortometraggi e che lo considera un maestro [2]. Quindi aderisce alla Repubblica di Salò[3] e, nel periodo dall’8 settembre 1943 al 29 aprile 1945 lavora per il "Cinevillaggio" della Repubblica Sociale Italiana (RSI). È un biennio misconosciuto dalla storia del cinema, considerato una deviazione dalla storia ufficiale.

Ma, dopo la caduta del regime, è tra i registi che entrano a far parte del movimento del cinema neorealista. È corretto affermare che ne sia stato il fondatore, in quanto sin dagli anni '30 i suoi film sono caratterizzati da lunghe riprese all'aperto, e dall’utilizzo di attori non professionisti. Riprende l’attività già nel 1945, con il documentario La voce di Paganini e con il film I figli della laguna, titolo originario poi cambiato in La vita semplice (con Luciano De Ambrosis di appena sette anni). Francesco De Robertis sostituisce Piero Costa, che doveva dirigere il film, iniziato alla vigilia del 25 aprile 1945.

Ma deve attendere il 1948 per poter realizzare il primo film significativo: Fantasmi del mare, a cui segue Il mulatto nel 1950. Lo stesso anno per Gli amanti di Ravello o Fenesta ca' lucive, lo affianca lo sceneggiatore Giorgio Prosperi, in uno dei suoi primi lavori, con Gabriele Ferzetti nel cast.

Per Carica eroica fa la comparsa Domenico Modugno, che interpreta il ruolo di un soldato siciliano che deve far dormire un bambino: si accompagna con la chitarra e canta in dialetto una canzone popolare di San Pietro Vernotico, Ninna nanna, meglio conosciuta come Ulìe ci tene ulìe. Con La cicoria è il primo disco singolo inciso dal cantautore pugliese, autore del testo e della musica. Anche il debuttante Franco Migliacci ha una piccola parte nel film.

Dopo I sette dell'Orsa maggiore, realizza Uomini ombra, uno dei primi film di Giorgio Albertazzi. Invece per Mizar (Sabotaggio in mare) ha un cast di attori famosi, tra cui Silvana Jachino e Antonio Centa, mentre La donna che venne dal mare è con Vittorio De Sica e Sandra Milo (debuttante).

Infine ricordiamo Yalis, la vergine del Roncador, uno dei primi film di Ettore Manni e Ragazzi della Marina con il presentatore barese Silvio Noto, con il cantante e chitarrista Fausto Cigliano e con Gabriele Antonini (allora esordiente).

Produzione[modifica | modifica sorgente]

In due diverse occasioni con certezza i film sono realizzati a Taranto: per La nave bianca gli esterni vengono realizzati nel porto, mentre Fantasmi del mare è interamente girato in un "set" allestito nell’Arsenale Militare. Nell’isola di Ischia, invece, gira il film Il mulatto.

Nel corso del decennio vengono prodotti numerosi film sull’ambiente della Marina Militare Italiana: nel solco di quelli realizzati da Francesco De Robertis, avremo le pellicole girate da Duilio Coletti. A Taranto, in particolare, nel 1956 verrà ambientato il film Il prezzo della gloria di Antonio Musu. [4]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Segue i moduli del cinema spettacolare americano, ma utilizza volti anonimi e attori non professionisti per conferire maggiore verosimiglianza e un tono documentario alle vicende narrate.

Nel dopoguerra alcune sue produzioni spettacolari anticipano il "neorealismo": in particolare Uomini sul fondo, i cui dati di stile saranno copiati in seguito da molti registi e Carica eroica, film sulla campagna di Russia. [5]

“Merita un posto d'onore tra i predecessori del cinema neorealistico per la sobrietà del suo approccio semidocumentaristico, la rinuncia alla retorica militare, l'uso espressivo del montaggio, cui probabilmente non fu estranea la lezione del cinema sovietico muto e del documentarismo britannico degli anni '30.” [6]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Quattro suoi lavori aprono la rassegna di film bellici, curata da Maurizio Cabona per le celebrazioni per la Festa delle Forze Armate, il 5 novembre 2008 al cinema Trevi di Roma: Fantasmi del mare, Uomini ombra, Carica eroica e Mizar. Ignazio La Russa inaugura la rassegna, realizzata in collaborazione con il Ministero della Difesa ed il Centro Sperimentale di Cinematografia (Cineteca Nazionale).

Il Comune ove è nato, San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, ha voluto dedicare il Cinema Comunale a “F. De Robertis”.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vito Attolini, Apulia Film Commission
  2. ^ Emanuele Marchesi & Paolo Noto, Il cineoperatore totale, in Kill Baby Kill! Il cinema di Mario Bava, Roma, unmondoaparte, 2007
  3. ^ Sull'adesione alla R.S.I. le fonti sono contrastanti: mentre il Dizionario Biografico degli Italiani Treccani la conferma, Ernesto G. Laura afferma: «[...] Francesco De Robertis [...] non aveva aderito a Salò , era ricercato perciò come ufficiale di marina "disertore" e tuttavia aveva potuto lavorare indisturbato a Venezia, senza dubbio con documenti di identità falsi, grazie al produttore Michele Scalera che lo aveva voluto come suo uomo di fiducia [...]» Ernesto G. Laura, I reduci del cinema di Salò, in Callisto Cosulich (a cura di), Storia del cinema italiano, vol.7 - 1945/1948, Marsilio, Venezia 2003.
  4. ^ Vito Attolini, Alfonso Marrese, Maria Abenante, "Cineasti di Puglia. Film rassegne e associazionismo", Adda editore, 2007.
  5. ^ Intervento di Giuseppe Rausa.
  6. ^ Filippo Sacchi, Il Corriere della Sera

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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