Fegato di Piacenza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Riproduzione del fegato di Piacenza
Trascrizione del modello bronzeo del fegato di Piacenza

Il fegato di Piacenza (o fegato etrusco) è un modello bronzeo di fegato di pecora con iscrizioni etrusche.

Venne rinvenuto da un contadino durante l'aratura il 26 settembre 1877, a Settima, frazione di Gossolengo (PC), in località Ciavernasco. È conservato dal 1894 nel Museo Civico di Piacenza, situato presso il Palazzo Farnese.

Piccolo oggetto in bronzo risalente al I-II secolo a.C., misura 126 x 76 x 60 millimetri.

Porta incise quaranta iscrizioni, ed è suddiviso in sedici caselle che rappresentano la ripartizione della volta celeste (secondo gli etruschi), ognuna delle quali riportante il nome di una divinità:

e altri cinque che non hanno corrispondenza nella mitologia romana.

I sacerdoti (aruspici) usavano questi modelli per l'interpretazione delle viscere degli animali sacrificati e ricavarne auspici (come prevedere l'esito di imprese).

Oggetti simili, anche se realizzati con materiali differenti, sono stati rinvenuti ad Hattusa, capitale degli Ittiti in Turchia e nella valle del Tigri e dell'Eufrate. In Italia un fegato in alabastro è conservato al Museo Guarnacci a Volterra.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Bouke van der Meer The bronze liver of Piacenza. Analysis of a polytheistic structure, Amsterdam: J.C. Gieben, 1987
  • Passeggiate archeologiche piacentine-Da Piacenza a Veleia Edizioni Diabasis 2004 ISBN 888103 298 8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]