Ani (divinità)

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Ani è una divinità etrusca presente nella storia degli studi su questa disciplina, la cui esistenza era desunta da una errata lettura di uno dei quaranta nomi di divinità presenti sul fegato di Piacenza. Nel 1981 una nuova lettura da parte dell'etruscologo Adriano Maggiani[1] ha permesso di riconoscere che tale divinità non era invece mai esistita nella mitologia etrusca[2].

La sua posizione sul fegato di Piacenza corrispondeva a quella delle grandi divinità celesti che secondo la teologia etrusca risiedono nella parte nord-orientale del cielo[3]. L'assonanza del nome con quello del dio romano Giano aveva fatto ritenere che tra loro ci fosse un'equivalenza; in realtà il corrispondente etrusco di Giano è il dio Culsans.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adriano Maggiani. Rivista di Epigrafia Etrusca, "Studi Etruschi", 1981, vol. XLIX, p. 263, citato da De Palma, II, p. 330: la lettura reale è tin thne anziché ani thne come si credeva in precedenza.
  2. ^ Cristofani, pag. 83
  3. ^ Staccioli, pag. 137

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Cristofani. Dizionario illustrato della Civiltà Etrusca. Prato, Giunti, 2000.
  • Claudio De Palma. La Tirrenia antica. Firenze, Sansoni, 1983.
  • Romolo Augusto Staccioli. Gli Etruschi, mito e realtà. Roma, Newton Compton, 1980.
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