Eugen Levine

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Eugen Levine
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Eugen Levine
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Presidente della Repubblica bavarese dei Consigli
Durata mandato 12 aprile 1919 –
3 maggio 1919
Predecessore Ernst Toller
Successore carica abolita

Dati generali
Partito politico Partito Comunista di Germania
Tendenza politica Comunismo
Leninismo

Eugen Levine (San Pietroburgo, 10 maggio 1883Baviera, 5 luglio 1919) è stato un politico tedesco, di origine russa.

Fu un politico comunista, rivoluzionario e leader della breve Repubblica Sovietica Bavarese. Levine nacque a San Pietroburgo da famiglia ebraica, e fu educato in Germania. Nel 1905, tornò in Russia per partecipare alla rivoluzione fallita contro lo Zar. Per le sue azioni, fu esiliato in Siberia, ma riuscì ad evadere e a rifugiarsi in Germania dove iniziò gli studi all'Università di Heidelberg e nel 1915, si sposò con Rose Levine, figlia di un rabbino della città polacca di Grodek, da cui ebbe almeno un figlio che fu chiamato Eugene. Per un breve periodo, durante la Prima guerra mondiale, servì nell'esercito imperiale prussiano.

Alla fine della guerra, si iscrisse al Partito Comunista di Germania e contribuì alla creazione di una repubblica socialista in Baviera, la quale fu rimpiazzata dopo pochi mesi da una repubblica sovietica su modello russo, in seguito all'assassinio di Kurt Eisner, leader del Partito Socialdemocratico Indipendente di Germania (USPD). Il governo della nuova repubblica in effetti durò pochissimo, a causa dell'inesperienza della leadership, e collassò sei giorni dopo la sua formazione. Eugen Leviné salì al potere quando i comunisti assunsero il controllo del governo.

Levine cercò di far passare varie riforme, come dare gli appartamenti più lussuosi ai senza tetto e conferire ai lavoratori il controllo e la proprietà delle loro fabbriche. Pianificò inoltre un riforma del sistema educativo e l'abolizione della carta moneta. Non riuscì però a portare a compimento che gli ultimi due provvedimenti. Agli ordini di Leviné, le Guardie Rosse iniziarono ad arrestare persone considerate ostili al nuovo regime, al fine di usarle come ostaggi in vista di un imminente attacco esterno. Quando il presidente tedesco Friedrich Ebert ordinò di invadere la Repubblica Sovietica e di reinsediare il governo bavarese di Johannes Hoffmann, le Guardia Rosse uccisero otto ostaggi il 29 aprile.

L'esercito tedesco, appoggiato dai Freikorps, con circa 39000 effettivi, invasero e conquistarono rapidamente Monaco di Baviera il 3 maggio 1919. Per ritorsione all'esecuzione degli ostaggi, i Freikorps catturarono e uccisero approssimativamente 700 uomini e donne. Lo stesso Leviné venne arrestato e dopo essere stato giudicato colpevole dell'esevuzione degli otto ostaggi, fu giustiziato da un plotone di esecuzione alla prigione di Stadelheim.

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