Ermerico

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Ermerico
Carta della provincia romana di Gallaecia, all'inizio del V secolo d.C., inmediatamente prima dell'arrivo dei suebi o svevi di Ermerico
Carta della provincia romana di Gallaecia, all'inizio del V secolo d.C., inmediatamente prima dell'arrivo dei suebi o svevi di Ermerico
Re dei Suebi o Svevi di Spagna
In carica 409 - 441
Predecessore fu il primo
Successore Rechila
Morte (441)
Figli Rechila

Ermerico dei Suebi Hermerico in galiziano, in Portoghese e Spagnolo, Hermeric in catalano (... – 441) fu re dei Suebi di Gallaecia[1], dal 409 al 441.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Non si hanno notizie circa i suoi ascendenti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi del V secolo guidò parte del suo popolo, di origine germanica, sulla riva orientale del Reno, nel corso di una migrazione che comprendeva anche Vandali e Alani. Attraversato il Reno e poi la Gallia, data l'allentata sorveglianza delle truppe romane a protezione dei valichi pirenaici, li condusse, nel 409, attraverso i Pirenei e il paese dei Baschi, nelle fiorenti campagne iberiche devastando per due anni le province occidentali e meridionali.

Dopo aver adottato un atteggiamento più pacifico ottennero da Roma lo status di foederati, in cambio del giuramento di fedeltà all'imperatore (410). Nel 411, l'imperatore assegnò loro delle terre, tramite sorteggio; ai Suebi ed ai Vandali asdingi toccò la Gallaecia, ai Vandali silingi la Betica ed agli Alani, la fazione più numerosa, la Lusitania e la Chartaginensis (con capitale Cartagena).

Posero la capitale a Bracara Augusta, la moderna città di Braga in Portogallo, che prima era stata la capitale della provincia Romana di Gallaecia, ed ora diveniva la capitale del nuovo regno suebo (o svevo).

La pace durò solo pochi anni e già nel 416, il re visigoto Walia si presentò, a nome dell'imperatore, nella penisola iberica con un possente esercito per liberare la penisola dai barbari: attaccò, per primi, i vandali silingi che, dopo diversi scontri, nel 418, furono annientati ed il loro re, Fredbal, fu inviato prigioniero a Ravenna, dall'imperatore. Poi toccò agli Alani, che duramente sconfitti, decisero di fondersi con i vandali asdingi. Solo il richiamo di Walia salvò i Suebi ed i Vandali dal genocidio.

I Vandali asdingi attaccarono allora i Suebi di Ermerico costringendoli a ritirarsi verso i monti cantabrici; dopo che Ermerico aveva tentato nuovi approcci con l'imperatore, Onorio, sempre nel 418, ottenne lo statuto di federato e nel 419 arrivarono le truppe romane di soccorso che costrinsero i vandali nella Betica; e per questo, quando i vandali, nel 422, si sollevarono, i Suebi non parteciparono alla ribellione.

Ermerico ottenne lo stato di federato nuovamento nel 437 e poi nel 438.

Nel 438 Ermerico, a causa di una grave malattia, che lo aveva colpito qualche anno prima, fu costretto ad associare il figlio Rechila al potere.

Morì nel 441, lasciando il trono al figlio, Rechila.

Matrimonio e figli[2][modifica | modifica wikitesto]

Ermerico sposò una donna di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti, che gli dette un figlio:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Gallaecia corrispondeva all'incirca alle regioni (comunità autonoma) spagnole di Galizia, delle Asturie, di Cantabria, di Castiglia e León ed il nord del Portogallo.
  2. ^ (EN) Dinastie dei Suebi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ludwig Schmidt, "I suebi, gli alani, e i vandali in Spagna. La dominazione vandalica in Africa 429-533", in "Storia del mondo medievale", vol. I, 1999, pp. 301-319

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore
fu il primo
Sovrani Svevi
409441
Successore
Rechila