Droide da battaglia

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Una squadra di droidi da battaglia B1 nel film Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma.

I droidi da battaglia sono soldati robotici polivalenti utilizzati dalla Confederazione dei Sistemi Indipendenti nell'universo fantascientifico di Guerre stellari.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

In un'epoca in cui la pace nella galassia è assicurata dall'Ordine Jedi, la presenza di eserciti è superflua e i pochi esistenti sono esigui e retti solo per formalità. Mentre il Senato affonda nella corruzione, alimentata dal labirinto della burocrazia, i perfidi Neimoidiani, che con la loro Federazione dei Mercanti sono i padroni incontrastati dei commerci nella Repubblica, hanno creato un possente esercito di droidi, superando qualsiasi altra potenza.

Tali droidi sono esteticamente ispirati ai corpi dei Neimoidiani morti. Se tali corpi non vengono sepolti o cremati, il cervello si essicca dietro la nuca e la faccia, priva di naso, si allunga assumendo una forma caratteristica, in base alla quale vengono appunto progettati i droidi, per incutere paura.

Aspetti fisici[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il loro aspetto, i droidi da battaglia, per molteplici motivi, non hanno una buona mira e non sono dotati di un sistema di difesa, oltre ad essere costruiti con materiali poco resistenti. Si tratta di una particolare strategia economica dei Neimoidiani: i costi dei droidi sono ovviamente bassissimi e i processi di produzione molto brevi, quindi la Confederazione dei Sistemi Indipendenti conta sul numero di droidi, trascurandone la qualità e potendone produrre, all'occorrenza, una grande moltitudine in tempi brevi.

A tal proposito i droidi sono stati progettati per ripiegarsi in modo compatto al fine di ridurre l'ingombro. Nella configurazione compressa, 112 droidi possono essere trasportati su speciali rastrelliere da sbarco MTT.

Sempre per risparmiare sui costi, i Neimoidiani non hanno dotato i droidi di sistemi di elaborazione dati proprio: i loro movimenti e le loro reazioni sono gestiti dagli elaboratori delle navi di controllo. Per velocizzare i tempi di reazione di un numero consistente di droidi, ne sono stati progettati quattro tipi diversi, ognuno con un sistema mnemonico base in cui sono registrate le routine dei movimenti di base, nonché quelle specifiche per ogni tipo di droide. Tali movimenti sono il risultato di campionature su soldati viventi, riadattate alle proporzioni dei droidi.

Le trasmissioni tra droidi e stazioni di controllo avvengono naturalmente su frequenze differenti per ogni categoria. Un particolare va evidenziato per i droidi comandanti come gli OOM-9: questa categoria di droidi è dotata di un semplice elaboratore di informazioni proprio, che permette una certa autonomia del droide e quindi della sua squadra dalla nave di controllo, velocizzando eventuali reazioni a situazioni di pericolo. Tali droidi possono infatti colloquiare con esseri intelligenti o cyborg, presentare rapporto ai superiori o dirigere un'azione di battaglia ricevendo dalla nave-controllo solo gli ordini più importanti, trasmessi su canali prioritari.

Vari tipi di droidi[modifica | modifica wikitesto]

Ecco le quattro categorie di droidi: droide da battaglia di fanteria ( di colore standard, senza nessuna fascia colorata identificatrice), droide pilota (di colore standard con fasce di colorate di blu o verde), droide di sicurezza (di colore standard con fasce colorate di rosso), droide comandante OOM-9 (di colore standard con fasce colorate di giallo). I numeri di identificazione dei singoli droidi sono scritti in BASIC.

Tecnicamente i droidi sono molto semplici: le articolazioni sono poco resistenti e i movimenti sono generati da pistoni pneumatici e servomotori a basso consumo (e a basso costo), che non consentono certamente "scatti felini", rendendo i droidi piuttosto lenti. I motori del bacino sono leggermente più resistenti, ma ugualmente lenti. Le mani hanno tre dita, sufficienti a svolgere tutte le possibili mansioni dei droidi, dall'uso dei blaster, al binocolo, alla guida delle navi e dei trasporti. I piedi ordinari possono essere sostituiti con chele o pattini.

La testa[modifica | modifica wikitesto]

La parte più complessa, se così si può definire, dei droidi è la testa che, tranne nel caso dei comandanti, è poco più di un grande e sensibile ricevitore dei segnali di controllo. Nella parte alta della testa ci sono i filtri del segnale e i decodificatori, con gli stabilizzatori magnetici e i dispositivi di conferma e chiarificazione del segnale. Tali dispositivi proseguono verso la parte bassa della testa con una lunga antenna multipla, sia per la ricezione che per la trasmissione del segnale codificato. Vi è poi un grande dissipatore elettromagnetico per la soppressione delle interferenze, collegato al chiarificatore con cavi schermati.

Nella parte terminale bassa della testa c'è l'elaboratore vocale, dotato di un limitassimo vocabolario (diverso per ogni tipo di droide) e di un economico quanto scadente fonoriproduttore. Infine, nella testa si trovano i sensori ottici, talmente scadenti da penalizzare ulteriormente la mira dei droidi, già scarsa a causa dell'imprecisione dei servomotori degli arti superiori.

Il comando a distanza[modifica | modifica wikitesto]

I droidi di fanteria e i comandanti sono dotati di due antennine amplificate poste dietro la spalla sinistra, per la ricezione a vasto raggio. I droidi pilota e quelli di sicurezza ne sono invece sprovvisti.

I "piloti" ricevono un eventuale segnale amplificato dalla nave in cui si trovano (tutte le navi e i trasporti sono provvisti di amplificatore e ripetitore di segnale per i droidi); i droidi di sicurezza sono a corto raggio e non necessitano di segnale amplificato, in quanto non arrivano mai tanto lontano dalle navi da essere fuori campo ed è sufficiente il ricevitore della testa per ottenere un segnale pulito. I droidi di fanteria sono dotati inoltre di uno "zaino" che contiene un alimentatore ausiliario a lunga autonomia e l'amplificatore di segnale per le antennine.

Armi: blaster[modifica | modifica wikitesto]

I droidi da battaglia sono muniti di micidiali blaster a gas folgorante, tanto potenti da perforare armature anche piuttosto spesse (si rivelano invece poco potenti contro uno scudo deflettore): indubbiamente tra i più potenti blaster di quelle dimensioni. Il gas, contenuto in una cartuccia posta nella parte posteriore della pistola, passa nella cella di energia esattamente sopra il calcio che incendia e carica elettrostaticamente il gas; da lì il gas passa nella canna di dissipazione, dove il colpo viene "concentrato", raccogliendo le scorie di energia nel condotto sovrastante e, infine, arriva alla canna finale, che focalizza il colpo.

Quest'ultima canna può essere sostituita con altre, variando così la focalizzazione e conseguentemente la portata del colpo: più il colpo è focalizzato, più il suo effetto sarà devastante, ma, contrariamente a un raggio laser vero e proprio, la sua portata diminuirà sensibilmente, rendendo meno efficace il blaster sulle lunghe distanze. Il calcio, progettato espressamente per le mani dei droidi, è munito di due grilletti, che il droide può premere utilizzando l'uno o l'altro dito.

Il grilletto superiore, più piccolo, spara un colpo singolo, mentre quello inferiore, più grande, serve per il fuoco a ripetizione; nonostante ciò, la cella di energia necessita di un certo tempo per ricaricarsi, quindi l'intervallo tra un colpo e l'altro nella ripetizione, è piuttosto lungo. Il forte rinculo generato dal blaster penalizza ancora la mira dei droidi, i cui pistoni e servomotori non sono abbastanza potenti da mantenere le braccia stabili durante il fuoco.

Mezzi di trasporto[modifica | modifica wikitesto]

I droidi da battaglia da ricognizione e cecchini volano a bordo di speciali piattaforme aeree monoposto. Le ridotte dimensioni degli STAP consentono al mezzo di farsi largo tra la boscaglia, che ai veicoli più grandi risulterebbe inaccessibile. Gli STAP sono dotati di un congegno antigravitazionale posto sotto la pedana e di due motori a turbina alimentati da una cella di energia posta nel troncone centrale.

La stessa cella alimenta due laser singoli posti davanti al manubrio. La velocità e l'altezza da terra sono controllate tramite pedali, mentre la direzione e il fuoco si controllano con il manubrio. Essendo gli STAP prevalentemente mezzi da ricognizione, i laser non sono molto precisi; inoltre, sempre per lo stesso motivo, non è stato installato sugli STAP un dispositivo di difesa, lasciando il droide completamente esposto al fuoco nemico.

Le unità con fucili blaster, super mitragliatori Blaster e armi da mischia sono state sostituite rispettivamente da super droidi da battaglia B2, droideka e droidi da sfondamento.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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