Diocesi di Ceramo

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Ceramo
Sede vescovile titolare
Dioecesis Ceramensis
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Ceramo
Mappa della diocesi civile di Asia (V secolo)
Vescovo titolare Héctor Javier Pizarro Acevedo, O.A.R.
Istituita XVIII secolo
Stato Turchia
Diocesi soppressa di Ceramo
Suffraganea di Stauropoli
Eretta  ?
Soppressa  ?
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica

La diocesi di Ceramo (in latino: Dioecesis Ceramensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ceramo, le cui rovine si trovano nei pressi di Ören (distretto di Milas) nell'odierna Turchia, è un'antica sede episcopale della provincia romana della Caria nella diocesi civile di Asia. Faceva parte del patriarcato di Costantinopoli ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Stauropoli.

Sono sei i vescovi conosciuti di questa antica sede episcopale. Spudasio prese parte al concilio di Efeso del 431. Al secondo concilio di Nicea (787) la sede era vacante e venne inizialmente rappresentata da un amministratore, Mauriano, che durante il concilio fu consacrato vescovo.[1] Infine al concilio dell'879 che riabilitò il patriarca Fozio di Costantinopoli partecipò il vescovo Simeone. La sigillografia ha restituito il nome del vescovo Teodoro (?), vissuto fra VII e VIII secolo. Infine le scoperte epigrafiche hanno riportato i nomi dei vescovi Hermon e Teoprepio, collocabili tra V e VII secolo.

Oggi Ceramo sopravvive come sede vescovile titolare; l'attuale vescovo titolare è Héctor Javier Pizarro Acevedo, vicario apostolico di Trinidad.

Cronotassi dei vescovi greci[modifica | modifica sorgente]

Cronotassi dei vescovi titolari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Janin confonde le sedi di Ceramo e di Alicarnasso, e i rispettivi vescovi; Jean Darrouzès (Listes épiscopales du concile de Nicée (787), in Revue des études byzantines, 33, 1975, pp. 45-46) restituisce la corretta cronotassi dei vescovi di queste due sedi.
  2. ^ Catalogue of Byzantine Seals at Dumbarton Oaks and in the Fogg Museum of Art, vol. II, 1994, p. 169.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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