Decalogo 7

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Decalogo 7
Decalogo7-Kieslowski.png
Una scena del film
Titolo originale Dekalog, siedem
Paese di produzione Polonia
Anno 1988
Durata 55 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 4:3
Genere drammatico
Regia Krzysztof Kieślowski
Soggetto Krzysztof Kieślowski e Krzysztof Piesiewicz
Sceneggiatura Krzysztof Kieślowski e Krzysztof Piesiewicz
Produttore Ryszard Chutkowski
Fotografia Dariusz Kuc
Montaggio Ewa Smal
Musiche Zbigniew Preisner
Scenografia Halina Dobrowolska
Costumi Hanna Ćwikło e Małgorzata Obłoza
Interpreti e personaggi
« Non rubare »
(Settimo comandamento)

Decalogo 7 è il settimo dei dieci mediometraggi realizzati dal regista Krzysztof Kieślowski per la TV ed ispirati ai dieci comandamenti.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Majka è una giovane ragazza che sembra vivere una situazione tesa in famiglia. La madre Ewa la tratta male, ed il padre Stefan è pressoché assente. Inoltre c'è la sorellina Ania, con cui sembra avere un rapporto migliore.

Un giorno Majka raccoglie tutto il coraggio di cui è capace e rapisce la piccola Ania da una recita scolastica. Ewa si dispera, ma non riesce a trovare le due figlie.

Una volta al sicuro, Majka rivela ad Ania di essere in realtà sua madre, non sua sorella. Le due si nascondono in casa di Wojtek, ex amante di Majka e padre di Ania. I due non si vedono da parecchio tempo: lui era il professore che si innamorò di Majka, scatenando le ire della madre Ewa, direttrice della scuola. Per evitare uno scandalo, quando nacque Ania venne registrata come figlia di Ewa e non di Majka, mentre Wojtek venne fatto allontanare. Ma ora che l'uomo vede sua figlia, piano piano si risveglia il suo istinto paterno.

Majka intanto telefona ad Ewa, e la accusa di averle rubato la propria figlia, il proprio amore. E le lancia un ultimatum: vuole che Ewa riconosca pubblicamente che è Majka ad essere la vera madre di Ania. Ed inoltre vuole che la donna firmi per l'espatrio in Canada della bambina.

Ma le cose non vanno come crede Majka. Ania si rifiuta di chiamarla "mamma", ed ha spesso crisi isteriche. Wojtek non sembra intenzionato a creare una famiglia con la sua ex amante. Né la madre sembra disposta a scendere a patti, sperando più in un aiuto esterno. Majka scappa così anche dalla casa di Wojtek, portando con sé sua figlia, l'unica cosa che ormai le resti.

In attesa del treno, la donna e la figlia trovano asilo presso la capostazione, che cerca di aiutarle. Ma Ewa le trova, proprio nel momento in cui arriva il treno. Majka non è riuscita ad ottenere sua figlia (che appena vede Ewa la chiama "mamma"), così prende il treno al volo e va via.

Varie[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio del padre si ritroverà in La doppia vita di Veronica dello stesso Kieślowski, interpretato sempre da Władysław Kowalski.

Nonostante ci siano state delle difficoltà tecniche ad includerlo in questo episodio il personaggio del "testimone silenzioso" interpretato da Artur Barciś è presente nei panni di un uomo alla stazione[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Krzystof Kieslowski, Kieślowski on Kieślowski, Faber and Faber, Londra, ISBN 0-571-17328-4
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