Senza fine (film 1985)

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Senza fine
Senza Fine - Bez konca (1985) Krzysztof Kieslowski.png
Grażyna Szapołowska in una scena del film
Titolo originale Bez konca
Paese di produzione Polonia
Anno 1985
Durata 109 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere Film drammatico
Regia Krzysztof Kieslowski
Sceneggiatura Krzysztof Kieslowski,

Krzysztof Piesiewicz

Produttore Ryszard Chutkowski
Fotografia Jacek Petrycki
Montaggio Krystyna Rutkowska
Musiche Zbigniew Preisner
Interpreti e personaggi

Senza fine (Bez konca) è un film del 1985 diretto da Krzysztof Kieslowski; in Polonia, alla sua uscita il film fu attaccato dalla Chiesa cattolica per motivi etici, dal Partito e dall'opposizione per ragioni politiche.[1]

È il film che sancisce l'inizio del sodalizio (durato fino al termine della carriera del regista) tra Kieslowski e l'avvocato Krzysztof Piesiewicz alla sceneggiatura e Zbigniew Preisner come direttore delle musiche. Parte delle musiche di questo film sono state riutilizzate dallo stesso Preisner in Tre colori: Film Blu.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Io sono morto. Da quattro giorni. »

Così esordisce l'avvocato Antek Zyro, morto d'infarto mentre si recava al lavoro. Eppure, sebbene i suoi funerali si siano appena svolti, il suo spirito continua ad osservare, senza essere visto, quanto ha lasciato: la moglie e traduttrice Ursula, il figlio Jacek, l'operaio Darek, da lui difeso in una causa politica. La morte di Antek ha avuto ripercussioni sul lavoro, con la difesa di Darek che è passata in mano a Labrador, suo anziano mentore; ma la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile soprattutto nella vita di Ursula, che decide di ricorrere all'ipnosi di uno psicoterapeuta per rimuovere il ricordo del marito. Ma il trattamento provoca l'effetto totalmente opposto a quello sperato; dopo l'ipnosi, Ursula inizia a sentire Antek più vicino che mai, comincia a vederlo e consapevole di amarlo anche più di quando era in vita, prenderà una drastica decisione, unico modo per ricongiungersi a lui.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Sotto il segno di un onirismo funebre, un amarissimo film di costruzione spiraliforme (...) qui la morte diventa "l'espressione concreta di ciò che è senza fine, e del fermarsi del tempo nell'eternità affettiva della memoria". Commento del dizionario Morandini che assegna al film quattro stelle su cinque di giudizio.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Commento de Il Morandini su Mymovies.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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