Dario Baccin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dario Baccin
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Difensore
Ritirato 2010
Carriera
Giovanili
1994-1996 Juventus Juventus
Squadre di club1
1996-1997 Cesena Cesena 28 (0)
1997-1998 Chievo Chievo 15 (1)
1998-2000 Ternana Ternana 55 (2)
2000-2002 Napoli Napoli 39 (2)
2002-2003 Al-Ittihad Tripoli Al-Ittihad Tripoli 0 (0)
2003 Taranto Taranto 0 (0)
2003 Ancona Ancona 5 (0)
2004 Ascoli Ascoli 7 (0)
2004-2007 Rimini Rimini 99 (3)
2007-2009 Treviso Treviso 57 (1)
2009-2010 Rimini Rimini 14 (0)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Dario Baccin (Novara, 27 agosto 1976) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, direttore dell'area tecnica e responsabile del settore giovanile del Palermo.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Cresce nelle giovanili della Juventus, talvolta allenandosi con la prima squadra senza disputarvi alcuna partita ufficiale; nell'estate 1996 viene ceduto al Cesena, in Serie B, dove nella stagione 1996-1997 totalizza 28 presenze e nessuna rete.

Nella stagione successiva rimane in Serie B passando al Chievo; qui segna anche la prima rete nella serie cadetta. Dopo una stagione si trasferisce alla Ternana dove rimane per un biennio. Nel settembre 2000 viene acquistato dal Napoli in compartecipazione con la Juventus: è proprio contro i bianconeri che debutta in Serie A il 30 settembre 2000, in occasione della partita Napoli-Juventus (1-2). I partenopei retrocedono in Serie B al termine della stagione e Baccin decide di rimanere un'altra stagione in maglia azzurra, dove ha l'occasione di indossare la fascia di capitano.[senza fonte] Il suo campionato finisce all'ultima giornata del girone di andata, complice un infortunio al piede.[senza fonte]

Nella stagione 2002-2003 approda in Libia tra le file dell'Al-Ittihad: dopo aver firmato il contratto, la società libica gli propone una riduzione dell'ingaggio per problemi societari.[senza fonte] L'esperienza termina senza presenze ufficiali, e nel gennaio 2003 torna in Italia per giocare nel Taranto, in Serie C1.

Nella stagione 2003-2004 viene invece acquistato dall'Ancona in Serie A, dove gioca mezza stagione per poi venire acquistato dall'Ascoli a gennaio.

Nell'estate 2004 passa al Rimini: con i romagnoli ottiene subito la promozione dalla Serie C1 alla Serie B. Dopo il quinto posto finale della stagione 2006-2007 si trasferisce al Treviso, rimanendo in Veneto per due anni.[1]

Nel luglio 2009 ritorna al Rimini, per quello che è il suo ultimo anno di calcio giocato, concluso con la semifinale play-off persa contro il Verona.[2][3]

Dirigente[modifica | modifica sorgente]

Ritiratosi dall'attività agonistica, Baccin rimane nel mondo del calcio e il 2 dicembre 2010 consegue a Coverciano il diploma per Direttore Sportivo con il voto di 110/110.[4]

Dal febbraio 2011 ricopre il ruolo di osservatore per il Siena, fino alla stagione 2011-2012.

Il 26 giugno 2012 viene ufficializzato il suo ingaggio come Direttore dell'Area Tecnica e Responsabile del Settore Giovanile del Palermo,[5] ritrovando Giorgio Perinetti che della società rosanero è il Direttore Generale dell'Area Sportiva. Il 3 giugno 2014 rinnova il contratto fino al 2016.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Germano D'Ambrosio, Rimini, due acquisti e una cessione, Tuttomercatoweb.com, 6 luglio 2007. URL consultato il 18 giugno 2012.
  2. ^ Andrea Zalamena, Rimini, torna Baccin, Tuttomercatoweb.com, 27 luglio 2009. URL consultato il 18 giugno 2012.
  3. ^ Andrea Zalamena, Play Off Lega Pro, Verona in finale, Tuttomercatoweb.com, 29 maggio 2010. URL consultato il 18 giugno 2012.
  4. ^ Diplomati a Coverciano 69 nuovi direttori sportivi settoretecnico.figc.it
  5. ^ Baccin coordinatore tecnico del settore giovanile Palermocalcio.it
  6. ^ Anche Baccin prolunga. Contratto fino al 2016 Palermocalcio.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimo Perrone, Il libro del calcio italiano 1999/2000, Roma, Il Corriere dello Sport, 1999, p. 12.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]