Dan Black

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Dan Black
Dan Black live@Circolo degli Artisti, Roma
Dan Black live@Circolo degli Artisti, Roma
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Musica elettronica
Alternative dance[1]
Pop[2]
Synth pop[3]
Periodo di attività 1999 – in attività
Etichetta The Hours
Album pubblicati 3
Studio 1
Sito web

Dan Black (Buckinghamshire, 16 novembre 1976) è un cantante inglese.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ex leader della band inglese The Servant, collabora anche con i Planet Funk, prestando la voce agli album Non Zero Sumness e The Illogical Consequence e partecipando al tour internazionale. A fianco della sua band, invece, ha iniziato ad incidere nel 1999, con due mini-album (Mathematics e With the invisible), raggiungendo il successo nel 2003 con l'lp The Servant. Nel 2002 dà la voce al gruppo dei Planet Funk per la canzone Who Said che otterrà un enorme successo. Il 29 settembre 2006 esce l'ultimo album dei The Servant prima del loro definitivo scioglimento, How to destroy a relationship, anticipato dal singolo omonimo uscito il 2 luglio 2006. Dal 2008 inizia una carriera da solista pubblicando i primi due singoli Alone e Yours. Il 13 luglio 2009 pubblica il suo primo album UN, che uscirà anche negli USA qualche mese dopo, il 16 febbraio 2010. Sempre nel 2009 torna a collaborare con i Planet Funk per l'album Planet Funk (Best of) cui prende parte nei singoli Lemonade e Too Much TV. Il suo singolo "Wonder" è presente nella colonna sonora del videogioco di FIFA 11.

Il 23 luglio 2013 è uscito "Hearts", il primo singolo estratto dal secondo album da solista, con la collaborazione della cantante statunitense Kelis. Il video del singolo, ideato da Chic & Artistic, è stato realizzato con la tecnica del time lapse per 24 consecutive, in un tetto di Parigi, con lo skyline della capitale francese come sfondo.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ allmusic, allmusic. URL consultato il 5 settembre 2010.
  2. ^ Electric dreams for pop in 2009 in BBC News, 1º gennaio 2009. URL consultato il 30 aprile 2010.
  3. ^ Sound of 2009 top 10: One year on BBC December 7, 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]