Corridoio persiano

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Il Corridoio persiano è la rotta logistica attraverso l'Iran utilizzata da inglesi ed americani per convogliare forniture militari all'Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale.

Premessa: l'invasione anglo-sovietica dell'Iran nel 1941[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Invasione anglo-sovietica dell'Iran.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale l'Iran, allora governato dallo Scià Reza Pahlavi, aveva dichiarato la neutralità del paese. Nonostante ciò, nel 1941, Stalin e Churchill, si misero d'accordo per invadere l'Iran, cosa che avvenne nell'agosto dello stesso anno, e costrinsero all'esilio lo Scià. La motivazione sarebbe stata la preoccupazione per le relazioni amichevoli della nazione con la Germania Nazista, ma secondo molti autori, il timore dell'influenza nazista fu solo un pretesto senza fondamenta e l'Iran fu occupato dagli anglo-sovietici solo per permettere il trasferimento di materiale bellico all'Unione Sovietica.

Il Corridoio persiano[modifica | modifica wikitesto]

Dopo averlo occupato militarmente, gli anglo-sovietici utilizzarono l'Iran, ed in particolare la moderna ferrovia transiraniana da poco costruita da Reza Pahlavi nel suo sforzo di modernizzazione della Persia, per il trasferimento di materiale bellico all'Unione Sovietica allora sotto attacco nazista. Dopo l'attacco nazista (l'Operazione Barbarossa), l'America estese subito anche all'Unione Sovietica i benefici della legge Lend-Lease per la fornitura di materiali d'armamento alla Russia. Con l'entrata in guerra degli Stati Uniti, nel 1942 l'America sostituì gli inglesi nella gestione logistica dei rifornimenti alla Russia, arrivando ad inviare in Iran fino a 30.000 soldati. Tra questi, anche il Col. Norman Schwarzkopf Senior, padre del Generale Norman Schwarzkopf Jr., futuro comandante americano della Guerra del Golfo. L'arrivo degli americani spezzò il duopolio anglo-russo sulla Persia permettendo il ritorno ad una vita maggiormente democratica.

Sul piano militare gli anglo-britannici trasferirono lungo il corridoio persiano circa 8 milioni di tonnellate di materiale (carri armati, veicoli, cannoni ecc.), più alcune migliaia di aeroplani (i caccia P-39 e P-40, i bombardieri A-20 e B-25 ecc.). Già durante la seconda guerra mondiale ci fu una polemica tra alleati sull'effettivo contributo di questi aiuti militari americani per la vittoria finale dell'Unione Sovietica e sul fatto che la propaganda sovietica tenne "in ombra" l'aiuto ricevuto.

Il corridoio persiano

La Conferenza di Teheran[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Iran occupato, nel novembre del 1943 si tenne la prima riunione dei tre grandi Churchill, Roosevelt e Stalin nella Conferenza di Teheran, in cui si discusse l'alleanza di guerra contro la Germania nazista, dagli aiuti all'Unione Sovietica tramite il corridoio persiano all'apertura di un secondo fronte in Europa attraverso lo Sbarco in Normandia.

Stalin, Roosevelt e Churchill a Teheran

Nella Conferenza si discusse anche del futuro della Persia e fu alla base della piccola primavera democratica persiana che, tra le altre cose, permise il ritorno nel Parlamamento (il Majles dell'Iran) di Mohammad Mossadeq il futuro Primo Ministro che nazionalizzerà il petrolio nel 1951.

L'Armata polacca[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso il corridoio persiano transitarono anche migliaia di ex prigionieri polacchi che formarono poi l'Armata polacca del generale Anders, distintasi nel 1944 nella Campagna d'Italia ed in particolare nella Battaglia di Monte Cassino (ancora oggi ricordata nel giorno delle Forze Armate polacche). I militari polacchi, catturati dai russi a seguito dell'invasione nazi-sovietica della Polonia, erano stati liberati dopo l'attacco tedesco alla Russia con l'intenzione iniziale di farli combattere accanto all'Armata Rossa sul Fronte orientale (con la prospettiva ottimistica di un loro rientro vittorioso in Polonia da est).

Contrasti politici insanabili tra Stalin e i dirigenti polacchi di Londra, la diffidenza reciproca, e anche la convinzione dei polacchi di un prossimo crollo sovietico, portarono invece alla decisione delle Potenze Alleate (nella primavera del 1942) di far confluire i reparti polacchi nell'esercito britannico impegnato in Africa, passando appunto per il corridoio persiano[1]. Con loro furono liberati anche migliaia di civili polacchi detenuti dai sovietici.

A Teheran vi è un grande sezione polacca entro il cimitero cattolico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G.Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. II, p. 172.
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