Colore primario

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Un insieme di colori primari è un insieme ristretto di colori dalla cui combinazione si può ottenere, con un'accettabile approssimazione, qualsiasi altro colore.[1][2] Per le applicazioni umane, gli insiemi di colori primari sono generalmente composti da tre colori. I colori primari possono essere colori primari additivi o primari colori sottrattivi a seconda che la tecnica di combinazione usata sia additiva o sottrattiva. L'insieme di colori primari additivi più comunemente usato è composto da rosso, verde e blu; l'insieme di colori primari sottrattivi più comunemente usato è composto da ciano, magenta e giallo. In pittura, dove il modello di mescolanza di riferimento è quello sottrattivo, l'insieme di primari a cui si fa riferimento tradizionalmente è quello composto da giallo, rosso e blu.

I colori secondari derivano dalla mescolanza di 2 colori primari in uguali quantità; i colori terziari derivano dalla mescolanza di 2 colori primari in diverse quantità. All'interno dei colori primari e secondari vi sono tre coppie di complementari, formate da un colore secondario e dal primario rimasto fuori dalla composizione. Ad esempio, se giallo + ciano = verde, allora il verde è complementare del magenta. Questo tipo di coppie dà un effetto di massimo contrasto cromatico. Gli effetti delle diverse combinazioni sono stati teorizzati e sono normalmente usati nelle discipline grafiche.

Colori primari di una mescolanza additiva[modifica | modifica wikitesto]

Mescolanza additiva, modello RGB

I colori primari di una mescolanza additiva (o brevemente i primari additivi) sono i colori che vengono utilizzati nella mescolanza additiva. Per esempio, in una mescolanza additiva dei due colori rosso e verde (v. figura 1), i primari sono appunto rosso e verde. In una mescolanza additiva dei due colori bianco e ciano, i primari sono bianco e ciano. In una mescolanza additiva di tre colori viola, rosso e giallo, i tre primari sono viola, rosso e giallo.

Spesso si usa impropriamente il termine "primari additivi" per indicare tre colori la cui mescolanza additiva produce ogni altro colore, e si individuano questi tre colori nel rosso, verde e blu. Questo uso del termine non ha riscontro nel linguaggio scientifico e si rifà piuttosto a semplificazioni tipiche degli insegnamenti elementari. Infatti non esiste nessun insieme finito di colori la cui mescolanza additiva generi ogni altro colore. In altre parole, i primari additivi, con il significato appena detto, non esistono.

Figura 1, rosso e verde
Figura 1, rosso e verde
Figura 2, viola e marrone
Figura 2, viola e marrone

Certamente i colori rosso, verde e blu "possono" essere i colori primari (cioè i componenti) di una mescolanza additiva ma non necessariamente lo sono. Tutti i colori possono essere i primari (cioè i componenti) di una mescolanza additiva. Per esempio i primari potrebbero essere viola e marrone (v. figura 2). Perché allora è così comune l'affermazione che i primari additivi sono rosso, verde e blu? Perché se ci si limita ad una mescolanza additiva di tre colori e si desidera produrre con questa mescolanza il maggior numero possibile di colori, allora rosso, verde e blu sono i tre colori più opportuni da utilizzare come componenti della mescolanza[senza fonte]. Ma è importante tener presente che nemmeno le mescolanze additive di rosso, verde e blu riescono a produrre tutti i colori, ma sempre solo una parte. Non esiste nessuna terna (e nemmeno quaterna, né cinquina, né nessun altro numero finito) di colori che possa produrre in mescolanza additiva tutti i colori.

Tuttavia, se è vero che i colori non possono essere ottenuti da una mescolanza additiva di rosso, verde e blu, è anche vero che è possibile considerare tre primari immaginari (una sorta di estrapolazione matematica dei tre primari reali) dalla cui miscelazione additiva sia possibile ottenere tutti i colori. Proprio su questo è basato il sistema CIE di classificazione dei colori, che specifica, per l'osservatore standard (un osservatore immaginario la cui visione dei colori è la media di quelle di un certo numero di osservatori reali scelti opportunamente), le quantità di ciascuno dei primari (immaginari) necessarie a uguagliare ogni possibile colore (vedi la voce spazio dei colori).

Colori primari di una mescolanza sottrattiva[modifica | modifica wikitesto]

BYR color wheel.svg SubtractiveColor.svg
Mescolanza sottrattiva, ruota dei colori, modello RYB Mescolanza sottrattiva, modello CMY

Le stesse considerazioni possono essere fatte per i colori primari di una mescolanza sottrattiva (o brevemente i primari sottrattivi). Due sono i modelli più noti:

CMY (ciano, magenta, giallo)

CMYK (ciano, magenta, giallo, nero)

Il primo è quello usato tipicamente in ambito scolastico, mentre il secondo è per la stampa (detto anche quadricromia). Riassumendo :

  1. Una mescolanza sottrattiva può essere fatta con un numero qualunque di colori.
  2. I primari di una mescolanza sottrattiva sono, per definizione, i colori usati in quella mescolanza.
  3. Si citano spesso impropriamente come primari sottrattivi i colori ciano, magenta, giallo, intendendo affermare che questi colori producono, per mescolanza sottrattiva, tutti gli altri colori; in realtà non esiste nessun insieme finito di colori con i quali sia possibile ottenere tutti gli altri colori in mescolanza sottrattiva.
  4. È comunque vero che per ottenere, con tre colori, il maggior numero di colori in mescolanza sottrattiva, questi tre colori è opportuno che siano ciano, magenta e giallo.

Colori primari "puri"[modifica | modifica wikitesto]

Colori "puri"

Il concetto di primari puri o primari psicologici viene introdotto dal fisiologo tedesco Ewald Hering (1834-1918). La teoria di Hering sulla visione del colore postula l'esistenza di tre coppie opponenti di colori: bianco e nero, verde e rosso, giallo e blu. Questi sei colori sono detti puri, unici. In questo caso il termine primari sta ad indicare i sei colori che stanno alla base di questa particolare teoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Primary Color
  2. ^ Primary Colors

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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