Chiesa di San Francesco di Paola (Firenze)

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Coordinate: 43°45′53.68″N 11°14′13.23″E / 43.764911°N 11.237008°E43.764911; 11.237008

Chiesa di San Francesco di Paola
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Toscana
Località Firenze
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Francesco di Paola
Diocesi Arcidiocesi di Firenze
Architetto Gherardo Silvani, Giovannozzo Giovannozzi
Stile architettonico rinascimentale, barocco
Inizio costruzione 1589
Completamento 1746

La chiesa di San Francesco di Paola è un luogo di culto cattolico situato in piazza San Francesco di Paola, nel quartiere Oltrarno a Firenze.

Fu edificata con l'aiuto finanziario della famiglia Strozzi e dedicata al santo calabrese che fondò l'ordine dei Minimi.

Storia dell'edificio[modifica | modifica sorgente]

Il Cinquecento[modifica | modifica sorgente]

Fin dall'agosto 1584 si parla di una sollecitazione di Bianca Cappello, presso l'arcivescovo fiorentino Alessandro de' Medici, per la fondazione di un nuovo convento dei Minimi, da aggiungersi a quello già insediato nella chiesa di San Giuseppe; tuttavia, la costruzione del nuovo complesso conventuale iniziò solo dopo il 1589, data in cui Alessandro di Camillo Strozzi ha donato ai frati Minimi un podere posto fuori "Porta a Pier Gattolini", coltivato a vigneti, frutteti, oliveti, con casa padronale e colonica. Il podere era situato nella parrocchia di San Sepolcro sotto Bellosguardo ed era chiamato la "piazuola della podesteria del Galluzzo". Nella donazione era anche compreso un campo di 15 staiora confinante con i Padri di San Donato a Scopeto, chiamato il "Cederno".

Il Seicento[modifica | modifica sorgente]

Altare maggiore

Dal 1638 è ricordata da Giovanni Sini la presenza in cantiere dell'architetto Gherardo Silvani. Il biografo, amico dell'architetto, afferma che il Silvani intervenne ai lavori della chiesa, senza tuttavia precisare le parti da lui realizzate. La chiesa parrebbe terminata nel 1643, data in cui termina il fascicolo delle Spese di Fabbrica.

Dal 1645 al 1746 intervenne nella chiesa Giovannozzo Giovannozzi, in seguito a numerosi lasciti, alcuni dei quali abbastanza cospicui; il suo l'intervento è collocabile nella prima metà del XVIII secolo, come testimoniato dal Richa.

Il Settecento[modifica | modifica sorgente]

Taddeo Gaddi, Madonna del Parto, trasferita nella chiesa nel Settecento

La chiesa fu poi di nuovo ristrutturata alla metà del Settecento. Un'annotazione interessante, risalente all'8 settembre 1770, riguarda l'acquisto di "filo di ferro e altro per ricatenare la volta della chiesa": ciò permette di stabilire che la navata della chiesa era coperta da una volta, la cui presenza è confermata nel '700 dal Richa e in seguito da Carlo Pini che, nel 1863 cita l'affresco dipinto nella volta della chiesa, raffigurante l'Apoteosi di S. Francesco di Paola.

Nel 1783 il complesso convento-chiesa viene acquistato dal senatore Giovanni Federighi, che trasformò il convento in villa e la chiesa a cappella privata, come ricorda una lastra marmorea, posta sopra il portale della chiesa. Il Federighi fa inoltre trasportare nella chiesa il sarcofago del vescovo di Fiesole Gerolamo Benozzo Federighi di Luca della Robbia, che successivamente è stato posto nella chiesa di San Pancrazio (nel 1809) per poi essere trasferito nella chiesa di Santa Trinita (il 9 gennaio 1895), dove si trova attualmente. Del 1785 è il trasferimento della Madonna del parto di Taddeo Gaddi[1][2], un affresco staccato proveniente dalla ex-chiesa di San Pier Maggiore, come dimostrato dal 1964 dal Soprintendente Ugo Procacci attraverso alcuni documenti. Fu rilevato in particolare che al momento della demolizione di quest'ultima chiesa (1784-85) il senatore Giovanni Federighi chiese la Madonna e la ottenne dall'Arcivescovo di Firenze Antonio Martini[3].

L'Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1814 e 1822 la chiesa di San Francesco di Paola viene concessa all'arciconfraternita della Misericordia ad uso di sepolcreto dei confratelli, come testimoniato dalle varie lapidi presenti in essa.

Dalla prima metà del XIX secolo, la chiesa è sotto la giurisdizione del parroco dei Santi Vito e Modesto, mentre il convento servì da sede alla Cancelleria di Legnaia e Galluzzo.

Il convento annesso fu soppresso al tempo del granduca Pietro Leopoldo e ridotto a villa nel 1873, dove fra gli altri vi abitò lo scultore Adolf von Hildebrand. Nel bel giardino è presente una statua di San Francesco di Paola di Giuseppe Piamontini del 1695. Attualmente il convento è adibito ad uso di appartamenti privati, di proprietà degli eredi dello storico inglese Harry Brewster.

L'epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

La chiesa oggi, al termine di un lungo restauro (1997-2006) guidato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Firenze, ha con la chiesa di San Vito funzione parrocchiale.

Corredo artistico[modifica | modifica sorgente]

Interno
Controfacciata

Tra le opere pittoriche, oltre alla già menzionata Madonna del Gaddi, occorre ricordare il ciclo delle Storie di San Francesco di Paola (sei tele polilobate) ad opera di Dionisio Predellini, Antonio Pillori, Ignazio Hugford (attribuzione di Caterina Bon), la Deposizione del Cristo (forse di autore vicino al Naldini), San Michele Arcangelo libera le anime dal Purgatorio (prima metà del Seicento), l'Annunciazione di Giovan Battista Vanni (attr.), il Ritratto naturale di San Francesco di Paola (1602, di ignoto) e infine due opere di Giuseppe Moriani: S. Francesco di Paola fa stillare sangue da una moneta e San Francesco di Paola risuscita tre fanciulli. Entrambi del 1716 presentano due episodi della vita del Santo calabrese: per far capire il carattere odioso delle imposte il santo fa stillare sangue da una moneta di fronte al re Ferrante di Aragona a Napoli; l'altra si riferisce forse a un episodio leggendario, il miracolo dell'apparizione del Santo che fa resuscitare tre fanciulli morti accidentalmente presso Lima in Perù.

È infine da ammirare, sopra l'altare maggiore, il crocifisso ligneo, forse del XV secolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riguardo alla interpretazione delle Madonne del Parto si vedano i recenti studi di A. M. Maetzke, Antonio Paolucci, Thomas Martone (catalogo Marsilio, 1993) Ermes Ronchi, Davide Maria Montagna (catalogo Libri Scheiwiller, 2000). Si veda poi l'esauriente articolo di M. Cesareo in Arte cristiana, 88, 2000: Arte e teologia nel Medioevo: l'iconografia della Madonna del Parto e l'opera di Richard Offner, A Critical and Historical Corpus of Florentine Paintings, sect. III, vol. III: The Works of Bernardo Daddi, New York, 1947, 28 e segg dove la fonte per l'iconografia è dimostrata nel brano di Apocalisse 12,1. Sulla Madonna invece col bambino che entra come un raggio di luce (si confronti il The Annuciation Triptych, Alterpiece, 1425 di Robert Campin al Metropolitan Museum, The Cloisters, di New York) si vedano gli studi di Panofsky (1953), Frinta (1966), Pacht (1956), Van Gelder (1967), Meiss (1971), Campbell (1974), Shapiro (1979) Marrow (1986), Lane (1988): le Madonne del parto sembrano opporsi teologicamente a questa concezione, che verrà definitivamente dichiarata eretica con il Concilio di Trento (Discorso intorno alle immagini di G. Paleotti, 1522-1597).
  2. ^ Sulla recente e dibattuta interpretazione esoterica (Manetti, 2005) è sufficiente leggere la recensione di Salvatore Mannino (La Nazione, 27/3/2005): Piero e il Codice da Vinci. Un guazzabuglio fra storia e fantasia. Al centro c’è la Madonna del Parto. Per chi vuole approfondire veda l'articolo di Giovanni Alpigiano, Madonna del parto e Girolamini. A proposito di un'ipotesi recente, in Vivens Homo. Rivista di Teologia e scienze religiose, XV, Bologna, set-dic.2005, 16/2, 415-429.
  3. ^ si veda A.S.F. San Pier Maggiore 351, 24 gen 1785.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • ASF, Notarile Moderno, 5457, cc. 81v-84r, notaio A. Andreini, 10 giugno 1589.
  • Caterina Bon, Schede di catalogo, Soprintendenza ai Beni Artistici di Firenze: Chiesa di San Francesco di Paola, 12.IX.1975.
  • M. Bietti, Gaddo Gaddi: un'ipotesi in Arte cristiana, 694, gen-feb 1983, LXXI, 49-52
  • A. Labriola, Taddeo Gaddi, Dizionario Biografico degli Italiani, 51, Roma, Ist. Enc. Italiana, 1998, 168-173.
  • Orsola Gori Pasta, Giovanni Federighi, in Dizionario Biografico degli Italiani, 45, 778-781.
  • Harry Brewster, The Cosmopolites: A Nineteenth-century Family Drama, Hardcover, Michael Russell Publishing, 1994, 352 pp.
  • Harry Brewster, Out of Florence: From the World of San Francesco Di Paola Radcliffe Press (an imprint of I.B. Tauris), 2000, 144 pp., ISBN 1860645437 - ISBN 9781860645433

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