Bellosguardo (Firenze)

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Coordinate: 43°45′57.18″N 11°14′02.48″E / 43.765882°N 11.234023°E43.765882; 11.234023

A sinistra la Villa di Bellosguardo con la sua torre che domina la collina. Sulla destra, dietro gli alberi si intravede la Villa dell'Ombrellino

Bellosguardo è una zona di Firenze, situata nella parte sud-ovest, collocata su una piccola collina dalla quale si gode un bel panorama della parte più vecchia ed importante della città.

La vista è più ristretta rispetto a quella che si abbraccia da altri luoghi (ad esempio il Piazzale Michelangelo) ma ugualmente suggestiva e pressoché sconosciuta al turismo, almeno a quello "di massa". Vi sorgono molte ville alcune delle quali di origine rinascimentale, che hanno ospitato, nel corso dei secoli, svariati personaggi illustri, come testimoniano le targhe appostevi dal Comune (ad esempio Giuseppe Garibaldi, Ugo Foscolo, Alberto Mario, Henry James, Florence Nightingale ed altri).

Il percorso[modifica | modifica sorgente]

Vi si può arrivare dalla piazza San Francesco di Paola percorrendo la via di Bellosguardo che inizia all'angolo tra la Villa Pagani e la Chiesa. La via, in salita, giunge prima al Prato dello Strozzino e, dopo una stretta curva sulla sinistra, conduce al primo belvedere, davanti alle ville La Limonaia e Brichieri Colombi. Poco prima del belvedere, sulla destra vi è un tabernacolo ottocentesco raffigurante la Vergine sotto al quale si legge: "Per Grazia ricevuta da un padre con due figli". Questo padre era il Granduca Leopoldo II di Toscana, la cui carrozza ebbe in quel luogo un incidente da quale il "Gran principe" uscì illeso. Egli ordinò allora l'erezione di quel tabernacolo per ringraziamento alla Vergine.

Continuando la via si giunge alla piazza di Bellosguardo. A sinistra si può allora percorrere la via Roti Michelozzi (a fondo chiuso) che costeggia il parco della villa dell'Ombrellino, per giungere all'ingresso della Villa di Bellosguardo dove si trova il secondo belvedere. Riscendendo per la via San Carlo si arriva invece alla zona di Soffiano.

Il luogo come ispiratore d'arte[modifica | modifica sorgente]

Un primo piano della torre

Sul lato sinistro della piazza, accanto all'ingresso alla villa dell'Ombrellino si trova una lapide sulla quale si legge: "Qui, dove la grazia del cielo e del colle innalza la qualità dell'arte, vissero ed operarono i seguenti figli di patrie diverse:...." segue una lunga serie di nomi alcuni dei quali già menzionati all'inizio.

Ma altri ospiti illustri soggiornarono in questo luogo: Galileo Galilei visse a Bellosguardo negli anni tra il 1617 ed il 1631 e vi scrisse il "Dialogo sui Massimi Sistemi". L'Inno a Vesta, il secondo delle "Grazie" di Ugo Foscolo, è ambientato nella villa di Bellosguardo dove il poeta soggiornò negli anni 1812 e 1813. La terza sezione delle "Occasioni" di Eugenio Montale si intitola "Tempi di Bellosguardo" Anch'egli, infatti soggiornò in quei luoghi. Charles Eliot Norton studioso di arte e architettura visse a Bellosguardo tra la fine del 1870 e la primavera del 1871.

Panorama da Bellosguardo[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Bargellini P., Guarnieri E., Le Strade di Firenze, Bonechi, Firenze, 1986.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]