Cedar Walton
| Cedar Walton | ||
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Cedar Walton (2001) |
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| Nazionalità | ||
| Genere | Jazz | |
| Periodo di attività | anni '50 – in attività | |
| Strumento | pianoforte | |
Cedar Walton (Dallas, 17 gennaio 1934) è un pianista e compositore statunitense di musica jazz.
È noto per aver registrato assieme a tanti jazzisti – come leader e come sideman – sposando le sue origini blues e bop con innovative ispirazioni che modernizzano le radici[1].
A Cedar Walton si devono inoltre composizioni che sono divenute ormai degli standard. Fra le più note sono ricordate Ugetsu (conosciuta anche come Polar C o Fantasy in D), Mosaic e Bolivia[2].
Indice |
Biografia [modifica]
Walton ricevette la prima educazione musicale attraverso le lezioni di pianoforte impartite dalla madre, e nel periodo 1951-54 seguì i corsi all’Università di Denver[3], mentre nel tempo libero dava sfogo alla propria passione suonando in un gruppo jazz che aveva formato. Attraverso di esso ebbe l’opportunità di fare la conoscenza di esponenti di rilievo di musica jazz, fra i quali Charlie Parker, Dizzy Gillespie e John Coltrane che, di passaggio nella città del Colorado, si appoggiavano alla formazione di Walton[4].
Deciso a intraprendere la carriera di musicista, nel 1955 si spostò a New York per unirsi alla folta comunità jazz residente nella metropoli, ma fu chiamato a svolgere il servizio militare che lo portò in Europa. Di stanza in Germania, si trovò a condividere esperienze musicali con Don Ellis, Eddie Harris e Leo Walton, e una volta congedato dall’esercito ritornò a New York dove ebbe inizio la sua carriera[5]. Cominciò a suonare con Lou Donaldson, Gigi Gryce, Sonny Rollins e Kenny Dorham, ed effettuò il suo primo tour insieme a J.J. Johnson, con cui incise due dischi dopo il debutto in sala di registrazione con Dorham[6]. Fu il pianista anche del Jazztet di Art Farmer, e nel 1961 iniziò la sua collaborazione con i Jazz Messengers di Art Blakey, prendendo il posto che era stato di Bobby Timmons al pianoforte nella sezione ritmica del gruppo, e suonando a fianco di fiatisti del calibro di Curtis Fuller, Wayne Shorter e Freddie Hubbard. Nel 1964 si chiuse la parentesi con Blakey, e nella seconda metà degli anni sessanta, oltre a varie esperienze come sideman, Walton fu il pianista dapprima di Abbey Lincoln, poi di Lee Morgan e infine, agli inizi del successivo decennio, di Hank Mobley, per poi riunirsi di nuovo a Blakey in vista di una tournée in Giappone nel 1973[5].
Durante gli anni seguenti, oltre alle innumerevoli incisioni discografiche, Walton effettuò molti tour con formazioni che includevano sassofonisti – fra i quali George Coleman, Bob Berg, Clifford Jordan e Ralph Moore – oppure in trio, col supporto di due eccellenti strumentisti come il contrabbassista Sam Jones e il batterista Billy Higgins. Particolarmente rilevante fu il sodalizio con Higgins, unione che nel campo delle sezioni ritmiche viene considerata una delle grandi affiliazioni di tutti i tempi[3]. Walton continuò nella sua prolifica attività in studio di registrazione per gli anni novanta. Nel 2008, dopo un’esperienza con Jeremy Pelt, si unì al sassofonista Vincent Herring e due anni dopo al trombonista Steve Turre, con cui ha registrato The Bouncer[5].
Discografia [modifica]
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Note [modifica]
- ^ Carlo Boccadoro, Jazz!, Einaudi, Torino 2006, pag. 53.
- ^ Ian Carr, Digby Fairweather, Brian Priestley, Jazz - The Rough Guide 2nd ed., Rough Guide Ltd, London 2000, pagg. 800-1.
- ^ a b Ian Carr, Digby Fairweather, Brian Priestley, Jazz - The Rough Guide 2nd ed., Rough Guide Ltd, London 2000, pag. 800.
- ^ Ronaldo Oregano. (EN) The Cedar Walton Quartet at the Village Vanguard. Jazz Police. URL consultato in data 30 novembre 2012.
- ^ a b c d Chris Kelsey. (EN) Cedar Walton - Biography. Allmusic. URL consultato in data 30 novembre 2012.
- ^ (EN) Cedar Walton. All About Jazz. URL consultato in data 30 novembre 2012.
Bibliografia [modifica]
- Carlo Boccadoro, Jazz!, Einaudi, Torino 2006, ISBN 9788806179113
- (EN) Ian Carr, Digby Fairweather, Brian Priestley, Jazz - The Rough Guide 2nd ed., Rough Guide Ltd, London 2000, ISBN 9781858285283
Controllo di autorità VIAF: 79668358 LCCN: n79134305
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