Cebus apella

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Cebo dai cornetti
Cebus capucinus.png
Cebus apella
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapodi
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Platyrrhini
Famiglia Cebidae
Sottofamiglia Cebinae
Genere Cebus
Specie C. apella
Nomenclatura binomiale
Cebus apella
(Linnaeus, 1758)

Il cebo dai cornetti (Cebus apella (Linnaeus, 1758)) è un primate platirrino appartenente alla famiglia Cebidae.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Misura fino a 110 cm di lunghezza, di cui la metà spetta alla coda, per un peso che raggiunge i quattro chili e mezzo.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Un esemplare selvatico mentre cammina al suolo con andatura bipede.

Il colore varia a seconda della sottospecie dal bruno chiaro al giallastro, fino al nero, con le spalle ed il ventre più chiari rispetto al resto del corpo: dalla fronte alla nuca, così come nelle caratteristiche basette ai lati della faccia, il pelo è nero. Sulla fronte è spesso presente un ciuffo di peli setolosi che si biforca a mo' di corna, dal quale deriva il nome comune della specie. Le parti nude del corpo (faccia e zampe) sono bruno scure o nere.
Il corpo è di costituzione piuttosto robusta: le mascelle sono squadrate e muscolose, mentre il ciuffo, che ha radice a forma di V, dà alla faccia un aspetto perennemente corrucciato o furbesco. La coda è lunga e semiprensile, e l'animale p solito portarla arrotolata a spirale.

Dimorfismo sessuale[modifica | modifica sorgente]

A parità d'età, i maschi sono più grandi delle femmine di un terzo ed hanno canini più lunghi rispetto alle femmine.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali diurni ed arboricoli: vivono in piccoli gruppi, che contano 8-15 individui, guidati da un maschio dominante, che guida il gruppo alla ricerca di cibo e decide eventuali attacchi nei confronti di intrusi nel territorio (di ampiezza compresa fra 25 e 40 ettari, anche se sono stati registrati territori di estensione pari a 350 ettari), anche se rispetto alle congeneri questa specie è meno aggressiva, visto che i vari territori si possono sovrapporre anche consistentemente (fino al 50%) ed i vari gruppi possono nutrirsi assieme senza attriti degli di nota. nell'ambito di ogni gruppo, le femmine sono tutte imparentate fra loro, mentre i maschi provengono solitamente dall'esterno.
Qualora un predatore minacci il gruppo, il maschio dominante emette richiami d'allarme assai rumorosi, i quali hanno il compito di attrarre l'attenzione del pericolo su di sé, mentre il resto del gruppo può correre a mettersi in salvo. La paura di questi animali nei confronti dei predatori aerei è tale che spesso emettono suoni d'allarme anche alla vista di un semplice grosso uccello, come un pappagallo od una gru.
Questi animali sono assai intelligenti e socievoli: in cattività, sono le uniche platirrine a servirsi di eventuali giochi posti nei loro recinti, mentre in natura sono solite formare gruppi interspecifici con le scimmie scoiattolo del genere Saimiri, pur non ricavando alcun beneficio apparente da queste unioni.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Un esemplare selvatico prende delle banane lasciate a bella posta da dei visitatori.

La dieta di questi animali è essenzialmente frugivora: la competizione con altre specie per il cibo viene evitata grazie alla capacità di questi animali di nutrirsi di frutti di grandi dimensioni e dalla buccia dura, grazie ai forti denti ed alla robusta muscolatura maxillofacciale. Durante la stagione secca, quando i frutti scarseggiano, questi animali integrano la propria dieta con alimenti di origine animale (come piccoli rettili, uova ed occasionalmente piccoli mammiferi) e grandi quantità del midollo delle palme del genere Scheelea.
Quando un esemplare del gruppo trova una fonte di cibo, emette un caratteristico suono simile ad un fischio, in modo tale da avvisare altri membri del gruppo della scoperta ed indirizzarli verso la fonte[1]. Il maschio dominante è sempre il primo ad avvicinarsi alla fonte di cibo ed a nutrirsi: può a volte tollerare che durante il suo pasto si avvicinino a mangiare i propri cuccioli ed alcune femmine, mentre scaccia violentemente i cuccioli dei maschi dominanti venuti prima di lui egli altri membri del gruppo. Mentre il materiale vegetale viene a volte diviso fra i membri del gruppo, se uno di questi cattura qualche animale non lo divide con nessuno. La ricerca di cibo e la consumazione dello stesso è un'attività assai rumorosa e distruttiva in queste scimmie.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Non esiste una stagione riproduttiva definita, ma le femmine tendono ad accoppiarsi in modo tale da partorire durante la stagione secca od all'inizio della stagione delle piogge: la femmina ricettiva segue con insistenza il maschio dominante, emettendo particolari richiami. Spesso i vari esemplari, per segnalare la propria disponibilità sessuale, urinano su mani e piedi e poi si cospargono l'urina sul corpo[2]. Mentre il maschio dominante è distratto od assente, la femmina può accoppiarsi anche con altri maschi subordinati, ma durante gli ultimi due giorni del ciclo estrale della femmina (che dura ventuno giorni) il maschio dominante è assai protettivo nei suoi confronti ed allontana violentemente gli altri maschi.
La gestazione dura circa cinque mesi, al termine dei quali viene messo alla luce un unico cucciolo, che viene accudito fondamentalmente dalla madre, anche se a volte le altre femmine tengono il cucciolo per brevi periodi di tempo, ad esempio mentre la madre si nutre. Il cucciolo resta attaccato al pelo materno per i primi mesi di vita: inizialmente resta attaccato al ventre materno, dopo alcune settimane si sposta invece sul dorso.
La maturità sessuale viene raggiunta a quattro anni dalle femmine ed a sette anni dai maschi: i maschi, una volta raggiunta la maturità sessuale, tendono ad allontanarsi dal gruppo natio, mentre le femmine hanno maggiore filopatria e non se ne allontanano mai (ecco spiegato il perché le femmine di un gruppo sono tutte, o quasi, imparentate fra loro).

In cattività, questi animali vivono facilmente fino a 45 anni.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Mappa raffigurante la distribuzione della specie.

Con numerose sottospecie (Cebus apella apella, Cebus apella cay considerata specie a sé stante - Cebus cay -, Cebus apella fatuellus, Cebus apella macrocephalus considerata specie a sé stante - Cebus macrocephalus -, Cebus apella margaritae, Cebus apella peruanus, Cebus apella tocantinus) questi animali abitano due zone separate del Sud America, occupando l'areale più ampio di ogni altra specie di Cebus: un popolazione vive dall'area di confine fra Colombia e Venezuela all'Amazzonia meridionale, mentre l'altra vive nella zona costiera sud-orientale del Brasile, spingendosi verso l'interno fino a Paraguay ed Argentina settentrionale.
Colonizza le aree di foresta tropicale e subtropicale, ma si adatta ad un ampio range di habitat e lo si può trovare foreste secche e disturbate dall'attività umana, oltre che nella foresta montana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Di Bitetti, Mario S., Food-associated calls and audience effects in tufted capuchin monkeys, Cebus apella nigritus in Animal Behaviour, vol. 69, 2005, pp. p. 911–919. DOI:10.1016/j.anbehav.2004.05.021.
  2. ^ Randy monkeys wash hands, feet in urine. Scientists believe waste-bathing might also calm the primates, 25 settembre 2007. URL consultato il 4 gennaio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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