Saimiri

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Saimiri
P4030049.JPG
Saimiri sciureus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Platyrrhini
Famiglia Cebidae
Sottofamiglia Saimirinae
Miller, 1912
Genere Saimiri
Voigt, 1831
Specie

Saimiri Voigt, 1831 è un genere di platirrine appartenente alla famiglia Cebidae, nell'ambito della quale costituisce l'unico genere ascritto alla sottofamiglia Saimirinae Miller, 1912.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le dimensioni di questi animali variano dai 60 ai 75 cm, con la coda solitamente più lunga del corpo di almeno 15 cm, per un peso compreso fra gli 800 ed i 1200 g: curiosamente, il rapporto cervello/massa totale di questi animali è di 1:17, il che ne fa i primati col cervello più grande in proporzione (nell'uomo tale rapporto è 1:35).
Al genere sono ascritte le scimmie conosciute col nome comune collettivo di scimmie scoiattolo, saimiri o teste di morto: quest'ultimo nome deriva dalla colorazione della faccia, che presenta muso e occhi neri con una caratteristica mascherina bianca attorno agli occhi. Il pelo è corto e folto, di colore verde oliva sulle spalle e giallo-arancio su dorso e zampe; la gola, il cranio (dalla nuca alla fronte) e le orecchie sono neri. Le proporzioni dei vari colori fra loro sono variabili a seconda della specie presa in considerazione.
Le femmine possiedono uno pseudo-pene che utilizzano nelle manifestazioni di dominanza nei confronti dei subordinati.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Questi animali sono diurni ed arboricoli: utilizzano la lunga coda a mo' di bilanciere durante i loro movimenti fra i rami. Vivono in gruppi formati da maschi e femmine in proporzione variabile, che possono contare fino a 500 membri ed a volte si frazionano in sottogruppi.
Per comunicare fra loro, utilizzano una serie di richiami, che includono suoni di allarme per proteggersi dagli uccelli rapaci, che sono i loro predatori naturali assieme ai serpenti e ai felini, ma possono anche strofinare la propria urina sulla coda o sul corpo, per dare ad altri esemplari delle informazioni immediate su età, sesso e ricettività dell'esemplare.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Sono animali onnivori, che si nutrono fondamentalmente di frutta e insetti: occasionalmente predano anche piccoli vertebrati e uova.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La riproduzione ha cadenza stagionale: le femmine si accoppiano in modo tale che la gravidanza, che dura dai cinque ai cinque mesi e mezzo, finisca durante la stagione delle piogge. La femmina è l'unica a prendersi cura dell'unico cucciolo che solitamente nasce, e che viene svezzato a 4 mesi in Saimiri oerstedii, non prima dell'anno e mezzo in Saimiri boliviensis. La maturità sessuale viene raggiunta attorno ai tre anni nelle femmine ed i cinque anni nei maschi: in cattività, questi animali vivono oltre vent'anni, mentre in natura non oltrepassano la soglia dei quindici anni di vita.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questi animali sono abitatori della foresta tropicale di America Centrale e Meridionale, dove le varie specie hanno areali parapatrici od allopatrici in Amazzonia, mentre S. oerstedii ha areale discontinuo in Costa Rica e Panamá.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1984, tutte le specie viventi in Sudamerica venivano considerate sottospecie di Saimiri sciureus, mentre Saimiri oerstedii veniva generalmente considerata una specie a sé stante[1]: attualmente, vengono ascritte cinque specie, divise in due gruppi definiti a seconda della forma della mascherina attorno agli occhi. Nel gruppo S. boliviensis, tale mascherina ha il margine superiore piegato ad arco a tutto sesto, mentre nel gruppo sciureus tale margine è a sesto acuto[2].

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Due delle specie appartenenti a questo genere sono, a vario titolo, inserite dalla IUCN tra le specie minacciate: Saimiri oerstedii, classificata come in pericolo di estinzione, e Saimiri vanzolinii, classificata come vulnerabile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Michael Kavanagh, A Complete Guide to Monkeys, Apes and Other Primates, 1983, p. 84, ISBN 0-224-02168-0.
  2. ^ Rowe, N., The Pictorial Guide to the Living Primates, Pogonia Press, Charlestown, Rhode Island, 1996, ISBN 0-9648825-0-7.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]