Bene immobile

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Un bene immobile è un terreno, oppure un fabbricato o in genere una costruzione stabile, di qualunque materiale costituita, ovvero ogni combinazione di materiali di qualsiasi genere riuniti assieme, o saldamente connessi, in modo da formare un tutto omogeneo di forma particolare e prestabilita, atto all'uso cui la costruzione è destinata.

Nel linguaggio economico il termine assume il significato di bene che tende a mantenere invariato nel tempo il suo valore cioè non soggetto a svalutazione; in determinate situazioni economiche essi sarebbero quindi classificabili come beni rifugio; in realtà anche i beni immobili possono essere soggetti a svalutazione nel medio lungo-periodo specie in relazione a fenomeni di speculazione come accaduto nel caso della bolla speculativa sugli edifici privati negli Stati Uniti nel 2008.

Tuttavia in Italia storicamente, il bene immobile ha rappresentato e rappresenta ancora oggi, visto l'andamento del mercato interno, un bene rifugio.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Disciplina normativa[modifica | modifica sorgente]

Per la legge italiana, che distingue i beni in mobili e immobili, sono considerati immobili, per disposizione espressa dell'art. 812 del Codice civile italiano:

« il suolo, le sorgenti e i corsi d'acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo. Sono reputati immobili i mulini, i bagni e gli altri edifici galleggianti quando sono saldamente assicurati alla riva o all'alveo e sono destinati a esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione. »

Tutti gli altri beni non ricompresi in questa elencazione sono da considerarsi beni mobili.

Un tempo la distinzione tra beni immobili e beni mobili rappresentava la summa divisio all'interno della categoria dei beni. Oggi a quella distinzione se ne affiancano altre.

Gli immobili sono censiti in catasto, suddiviso in un catasto terreni (NCT, Nuovo Catasto terreni[1]) e in un catasto edilizio (il Catasto dei Fabbricati). I trasferimenti dei diritti connessi ai beni immobili sono obbligatoriamente registrati (per la validità di ogni atto che riguardi trasferimento di diritti su beni immobili è obbligatoria la forma scritta ad substantiam) e le relative scritture sono trasmesse all'Agenzia del Territorio.

Da un punto di vista amministrativo, i terreni sono suddivisi in terreni agricoli e aree edificabili (o "fabbricabili"), mentre i fabbricati sono divisi nelle tipologie individuate dalle tabelle delle categorie catastali, che sono suddivise in:

  • Immobili a destinazione ordinaria
  • Immobili a destinazione speciale
  • Immobili a destinazione particolare

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il termine "nuovo" si riferisce alla riforma del Catasto operata dalla legge n. 1043 del 17 agosto 1941.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]