Benedetta Parodi

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Benedetta Parodi durante la presentazione del libro "Le fate a metà" a Forlì il 18 luglio 2013

Benedetta Gaia Parodi (Alessandria, 6 agosto 1972) è una conduttrice televisiva, scrittrice e giornalista italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureata nel 1997 in lettere moderne all'Università degli Studi di Milano[1], diventa giornalista professionista nel 1999. Sposata con il giornalista di Sky Sport Fabio Caressa, ha tre figli: Matilde (nata il 12 settembre 2002), Eleonora (nata il 20 ottobre 2004) e Diego (nato il 28 ottobre 2009). È sorella di Cristina Parodi, giornalista e conduttrice televisiva, e di Roberto Parodi, scrittore e giornalista, specializzato in viaggi in moto.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Mediaset[modifica | modifica sorgente]

Benedetta Parodi inizia la carriera televisiva come conduttrice di Studio Aperto, telegiornale del canale televisivo Italia 1[2], solitamente durante l'edizione delle 12.25. Sporadicamente conduce anche l'edizione delle 18.30.

Dalla fine del 2008, abbandonata la conduzione del telegiornale, si dedica all'interno dello stesso alla rubrica culinaria Cotto e mangiato, in puntate di un minuto e mezzo registrate quotidianamente direttamente nella cucina di casa sua. Dopo aver raccolto varie ricette da fonti disparate, pubblica nel 2009 un libro di cucina edito da Vallardi che porta il medesimo titolo della rubrica, che vende quasi un milione e mezzo di copie[2]. Nel 2010 pubblica un altro libro chiamato Benvenuti nella mia cucina dello stesso editore con altre nuovissime ricette, che ha venduto 900 mila copie.

LA7[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 lascia Mediaset e passa a LA7 per condurre un programma tutto suo, ossia I menù di Benedetta, che diviene anche il titolo del terzo libro scritto dalla conduttrice, stavolta edito da Rizzoli. Il passaggio a LA7 non avviene senza polemiche: Benedetta Parodi giustifica l'abbandono di Italia 1 a causa di mancanza di supporto e proposte da parte della rete televisiva. Mediaset, successivamente al passaggio, oscura e censura tutti i contenuti di Cotto e mangiato.[3]

Real Time[modifica | modifica sorgente]

Il 9 luglio 2013 la stessa Benedetta posta su Twitter un'intervista al Corriere della Sera in cui annuncia il suo passaggio alla rete televisiva Real Time del gruppo Discovery, dove ha in programma, per l'autunno 2013, un grande show a cui sta ancora lavorando e anche un programma in stile I menù di Benedetta. A settembre 2013 si delinea il primo programma che condurrà su Real Time, si tratta di un talent show culinario dal titolo Bake Off Italia - Dolci in forno in onda dal 29 novembre 2013.

Dal 17 marzo 2014, sempre su real time, conduce un nuovo programma dal nome Molto Bene.

Programmi televisivi[modifica | modifica sorgente]

Programmi web[modifica | modifica sorgente]

  • È pronto (Corriere della Sera, 2013-)

Opere[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • È presente in due puntate del programma, La Prova del Cuoco, nella consueta gara culinaria tra pomodoro rosso e peperone verde[5]. Nella puntata del 1º giugno 2013, partecipa insieme alla sorella Cristina Parodi, e si aggiudica la gara con il 64% delle preferenze. Nella puntata del 26 ottobre 2013, invece partecipa insieme alla mamma, e in questa occasione è quest'ultima a vincere la sfida.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Benedetta Parodi e la sorella Cristina: così uguali, così diverse, Oggi.it, 28 dicembre 2010. URL consultato l'08-06-2014.
  2. ^ a b Vincenzo Pagano, Tra food porn e show cucching, vince Benedetta Parodi in Scattidigusto.it, 3 ottobre 2010. URL consultato il 03-10-2010.
  3. ^ Fabio Fabbretti, Benedetta Parodi sfida la Clerici ai fornelli. E su Mediaset: "Non è arrivata nessuna proposta. Ne sono rimasta stupefatta”, davidemaggio.it, 1° settembre 2011. URL consultato il 20-08-2012.
  4. ^ Benedetta Parodi si dà alle favole.
  5. ^ La Prova del Cuoco, 1 giugno 2013: Benedetta Parodi e Antonella Clerici a confronto, le rivali dei fornelli per la prima volta insieme, 1 giugno 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]