Battaglia di Brest

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Battaglia di Brest
Carro armato americano M18 Hellcat per le vie di Brest nel settembre 1944.
Carro armato americano M18 Hellcat per le vie di Brest nel settembre 1944.
Data 7 agosto - 19 settembre 1944
Luogo Brest, Bretagna, Francia
Esito Vittoria alleata
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
40.000 uomini

226ª divisione fanteria
344ª divisione fanteria

2ª divisione fanteria paracadutista
2ª divisione fanteria

8ª divisione fanteria
29ª divisione fanteria

Task force A
Perdite
1.000 morti

4.000 feriti

36.000 prigionieri
4.000 morti
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La battaglia di Brest fu una delle più sanguinose combattute nel quadro dell'Operazione Cobra, nome in codice dell'avanzata alleata in Normandia iniziata il 27 luglio 1944 durante la battaglia di Normandia.

Il piano alleato per la riconquista dell'Europa prevedeva la conquista dei porti in modo tale da poter soddisfare l'enorme bisogno di approvvigionamenti delle truppe. In effetti si stima che nel settembre del 1944 si trovavano sul continente 37 divisioni alleate che richiedevano 26 000 tonnellate di rifornimenti al giorno. L'obiettivo principale era il porto di Brest.

Il 7 agosto 1944 le truppe americane arrivano a Brest.

L'importanza strategica dei porti[modifica | modifica wikitesto]

Già all'inizio della guerra, dopo la sconfitta della Francia nel giugno del 1940 l'esercito statunitense inizia a preparare un piano per l'intervento in Europa occidentale nella eventualità di una sua entrata in guerra contro la Germania. Le truppe americane e canadesi sarebbero in questo caso inviate in Inghilterra in attesa che si presenti l'occasione di un'invasione sul continente. Il più grande problema sarebbe stato quello di assicurare l'approvvigionamento delle truppe dopo il loro sbarco. Per fare questo sarebbe stato indispensabile impadronirsi dei porti situati sulla costa atlantica. Si individuano quindi come obiettivo i porti che vengono giudicati più rispondenti a soddisfare i futuri bisogni.

Nella fase iniziale della battaglia, appena dopo lo sbarco, era prevista la costruzione di grandi porti artificiali (i cosiddetti Porti Mulberry) sulle spiagge. Tuttavia, in ragione della loro capacità limitata di scarico, essi rappresentavano unicamente una soluzione temporanea in attesa che i veri porti fossero conquistati e attrezzati per lo sbarco degli approvvigionamenti.

Sulla costa nord della Francia si trovavano un certo numero di porti in acque profonde che si prestavano a questo scopo. Tra questi il porto di Brest, base principale della Marina francese prima della guerra. Brest era anche il porto francese che si trovava più ad ovest. Secondo le strategie degli alleati la conquista di questo porto avrebbe permesso l'invio delle derrate e dei rifornimenti direttamente dagli Stati Uniti senza passare per l'Inghilterra, consentendo in questo modo di raggiungere rapidamente le truppe che avanzavano verso la Germania.

Gli altri porti principali lungo la Manica erano Saint-Malo, Lorient e Saint-Nazaire, in Bretagna, Cherbourg e Havre in Normandia. L'operazione Sledgehammer (il nome in codice della conquista di Cherbourg) era stata già programmata ma l'idea fu abbandonata dopo il disastroso sbarco di Dieppe nel 1942. Si era così arrivati alla conclusione che l'attacco diretto di un porto dal mare non era pensabile.

I tedeschi, consapevoli dell'interesse strategico dei porti francesi per le truppe americane avevano avviato fin dall'inizio dei lavori per proteggerli con fortificazioni costruite dall'Organizzazione Todt nel quadro della costruzione del Vallo Atlantico. Una parte di questi porti erano anche diventati un'importante base per gli U-Boot con la costruzione di ripari blindati per i sottomarini. Queste fortificazioni avrebbero resistito a lungo agli attacchi aerei degli alleati.

Presa di Cherbourg e liberazione della Bretagna[modifica | modifica wikitesto]

Il nord ovest della Francia, agosto 1944. Gli alleati preparano la liberazione della Bretagna e avanzano verso Parigi. Le frecce blu illustrano l'avanzata verso Brest e gli altri porti della costa atlantica francese.

Poco dopo lo sbarco in Normandia, vengono predisposti due porti Mulberry sulle coste francesi. Sfortunatamente per gli alleati, due settimane dopo la loro costruzione una tempesta ne distrugge uno e danneggia in modo serio anche il secondo. I rifornimenti devono così essere sbarcati direttamente sulle spiagge. Questo contrattempo determina un rallentamento considerevole delle operazioni facendo crescere l'urgenza di conquistare dei porti con acque profonde.

Dopo il loro sbarco a Utah Beach il 6 giugno 1944, le truppe americane avanzano lungo la penisola del Cotentin per raggiungere il porto di Cherbourg che conquistano meno di un mese più tardi, il 1º luglio. Tuttavia prima di ritirarsi i tedeschi avevano distrutto le installazioni portuali. Ci vorranno diverse settimane per ripristinare le infrastrutture distrutte. Una volta rimesso in sesto, Cherbourg rimaneva comunque l'unico grande porto in mano agli alleati.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

L'VIII Corpo d'armata statunitense accerchia la città e inizia l'assalto. I combattimenti si rivelano estremamente difficili in quanto la guarnigione tedesca è ben attestata in città e può contare sulla presenza di un reparto d'élite di paracadutisti (Fallschirmjäger) comandati dal generale Hermann-Bernhard Ramcke.

Mentre alcune unità tedesche si arresero velocemente, i paracadutisti della Fallschirmjäger difesero strenuamente le loro posizioni malgrado i bombardamenti, i raid aerei e gli assalti terrestri portati dalle truppe americane. Ogni piccola avanzata in città costava agli alleati un gran numero di perdite.

Seguendo la propria dottrina militare gli americani hanno cercato di sfruttare la superiorità nella potenza di fuoco dell'artiglieria e della flotta aerea per distruggere il nemico, piuttosto che affrontare una battaglia corpo a corpo. Al contrario i tedeschi avevano precedentemente stoccato una enorme quantità di munizioni per la difesa della città e disponevano di armi di tutti i calibri, dai cannoni antiaerei leggeri ai cannoni navali, nascosti nelle fortificazioni e nei bunker.

La battaglia fu intensa e le truppe alleate trovarono molta difficoltà a distruggere le fortificazioni sotto un fuoco incessante proveniente da tutte le parti.

Al termine della battaglia la città di Brest era interamente rasa al suolo, salvo qualche vecchia fortificazione medievale in pietra che aveva miracolosamente resistito.

Il 19 settembre 1944 il generale Ramcke lascia la città agli americani non senza aver prima sabotato le installazioni portuali che rimasero inutilizzabili fin quasi al termine della guerra.

Dopo la conquista di Brest, considerate le difficoltà incontrate e le perdite subite, il comando alleato cambia strategia e si limita ad accerchiare i porti francesi in mano ai tedeschi. La sola eccezione fu il porto di Le Havre, conquistato dalla 2ª Armata britannica verso la fine d'agosto del 1944. Altri porti bretoni non furono conquistati che dopo il 9 maggio 1945, all'indomani della capitolazione tedesca.