Battaglia di Bailén

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Battaglia di Bailén
La Rendición de Bailén, opera di José Casado del Alisal Museo del Prado
La Rendición de Bailén, opera di José Casado del Alisal Museo del Prado
Data 16 - 19 luglio 1809
Luogo Bailén, Spagna centro-meridionale
Esito vittoria spagnola
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
30.000 uomini 20.000 uomini
Perdite
243 morti
735 feriti
2.200 morti
400 feriti
17.600 prigionieri
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Le posizioni dei due eserciti all'inizio della battaglia.

La Battaglia di Bailén fu combattuta durante la Guerra d'indipendenza spagnola e costituì la prima disfatta campale dell'esercito francese durante il periodo napoleonico. I combattimenti si svolsero dal 17 al 19 luglio 1808 nel territorio della città di Bailén in Spagna ed il 22 luglio il generale francese Pierre Dupont fu costretto alla resa con tutte le sue truppe dopo essere stato isolato a sud del Guadalquivir dall'esercito spagnolo del generale Francisco Javier Castaños. La disfatta francese fece scalpore in Europa, rinsaldò la resistenza antinapoleonica e favorì la costituzione di nuove alleanza contro la Francia.

La battaglia costituì, inoltre, il battesimo del fuoco del liberatore sud-americano José di San Martin che combatteva nell'esercito spagnolo.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Si affrontarono 20.000 francesi al comando del generale Dupont contro 30.000 uomini dell'esercito spagnolo al comando del generale Castaños. Il generale Dupont, dopo la sua vittoria nella Battaglia di Ponte Alcolea e dopo aver conquistato e saccheggiato Cordova, si preoccupò di sapere se Castaños stava organizzando un esercito che potesse tagliargli la via di comunicazione con Madrid e lasciarlo così senza basi di approvvigionamento per mantenere il suo avamposto tra popolazioni ostili. Per questo motivo abbandonò Cordova e si ritirò alla difesa di Andújar, dove stabilì il suo quartier generale.

Da parte sua, Castaños mise in piedi il suo esercito prendendo come basi gli antichi corpi militari, ai quali si aggiunsero reclute delle Giunte Provinciali dell'Andalusia. Dal suo quartiere generale in Utrera si diresse a Sierra Bruno per tagliare le comunicazioni nel centro della Penisola alle truppe francesi in Andalusia.

Castaños, con una serie di audaci manovre, spostò il suo esercito di giorno e di notte, cambiando costantemente direzione, in modo che le truppe francesi non potessero essere sicure delle sue intenzioni, mentre egli si manteneva perfettamente al corrente dei movimenti francesi attraverso i compaesani. Davanti a ciò, il generale Dupont inviò parte importante delle sue forze a La Carolina, con l'intenzione di proteggere il passo verso Madrid da un possibile attacco di Castaños, quello che avrebbe comportato l'incomunicabilità che tanto temeva. Ma questo aveva realizzato precisamente tutti i suoi movimenti con l'intenzione di forzare Dupont a dividere le sue forze; si realizzava così la prima condizione che Castaños aveva immaginato come necessaria per la vittoria spagnola.

Dupont, da Andújar, non osò opporsi in una battaglia alle forze di Castaños e preferì retrocedere, cercando di ricongiungersi con le altre truppe francesi comandate dai generali Vedel e Dufour, che venivano in suo aiuto e che erano già quasi al limite della provincia. Dirigendosi con quell'intenzione a Bailén il 18 luglio, si trovò con le truppe di Castaños che uscivano della città in quel momento e lì ebbe inizio la battaglia.

Il fatto che il confronto avesse luogo alle stesse porte di Bailén poté essere decisivo per la vittoria spagnola: la popolazione locale appoggiò in tutto quanto poté le sue truppe; l'aiuto più importante fu senza dubbio la somministrazione di acqua per i soldati, in un giorno che i cronisti segnalano come "specialmente caldo" — in una regione che già di per sé registrava elevate temperature in quell'epoca. La fornitura d'acqua non fu meno importante per i pezzi dell'eccellente artiglieria spagnola, che non smisero di di compiere la loro missione contro le truppe francesi; nel campo avverso, invece, l'efficacia dell'artiglieria fu sostanzialmente ridotta per l'eccessivo riscaldamento dei cannoni.

Dopo vari episodi di lotta molto virulenta, in condizioni climatiche asfissianti, il generale Dupont fu sconfitto dalle truppe del Castaños prima che l'esercito del generale francese Vedel, che ritornava da La Carolina avendo indovinato le intenzioni di Castaños, potesse unirsi a Dupont. Alla fine della battaglia, circa 17.600 soldati francesi deposero le armi.

Le condizioni di resa furono gravi ed includevano la condizione che le truppe francesi fossero rimpatriate in Francia, tuttavia queste condizioni non furono mai rispettate: benché Dupont ed i suoi ufficiali fossero stati liberati e trasportati in Francia, i loro uomini furono deportati nella desolata isola di Capraia ed alla fine della guerra non più della metà erano ancora vivi.

La sconfitta del generale Dupont a Bailén ebbe gravi conseguenze per il proseguimento della guerra francese. La notizia si estese per tutta la penisola ed obbligò il re Giuseppe Bonaparte ad abbandonare Madrid, oltre che a mettere in dubbio l'apparente invincibilità dei francesi. Napoleone dovette accorrere nella penisola con un nuovo e numeroso esercito per cercare di consolidare il suo dominio.

Nello stemma della città di Bailén è raffigurata, nella parte superiore, un'anfora che si dice rappresenti María Bellido: secondo la tradizione, questa donna avrebbe utilizzato precisamente l'anfora per somministrare acqua ai soldati spagnoli; sembra piuttosto, tuttavia, che si tratti di una personificazione simbolica: tutto l'insieme della città avrebbe collaborato a quei rifornimenti durante la battaglia ed il personaggio di María Bellido sarebbe stato creato appositamente per personalizzare il gesto.

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